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COVID. CONSULTA: MISURE SPETTANO ALLO STATO NON A REGIONI. E SPERANZA FA PRESSING SU AZIENDE VACCINI.

Corte Costituzionale: spetta allo Stato, non alle Regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia.

Corte Costituzionale: spetta allo Stato, non alle Regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia. Viene accolto il ricorso del governo contro la legge anti-Dcpm della Valle d’Aosta. Secondo la Corte il legislatore regionale, anche se dotato di autonomia speciale, non può invadere con una sua propria disciplina una materia che ha ad oggetto la pandemia da Covid-19, diffusa a livello globale e perciò affidata interamente alla competenza legislativa esclusiva dello Stato. E’ compito dello Stato, non delle Regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale accogliendo il ricorso del governo contro la legge anti-Dcpm della Valle d’Aosta.

Intanto l’Italia non intende «rassegnarsi» ai tagli di dosi di vaccino anti-Covid e avvia, in accordo con l’Europa, una forte pressione sulle aziende le quali, a loro volta, annunciano una spinta sulla produzione. Una posizione netta quella annunciata oggi in Parlamento dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ha sottolineato come il nostro Paese sia al lavoro da tempo per verificare concretamente la possibilità di mettere a disposizione impianti farmaceutici italiani per accelerare la produzione dei vaccini. «Voglio ricordare – ha detto il ministro nelle comunicazioni al Parlamento sulle nuove misure per il contrasto della pandemia – che il vettore virale del vaccino AstraZeneca viene dall’Irbm di Pomezia e che l’infialamento sia per AstraZeneca che per Johnson & Johnson avviene e avverrà presso la Catalent di Anagni». È «decisiva, per una risoluta accelerazione della nostra campagna vaccinale, la consegna puntuale delle dosi che abbiamo per tempo opzionato».

Da che cosa dipendono “i tagli di dosi”? Dal fatto che le big pharma non abbiano abbastanza merce in stock per ricoprire la domanda del mercato globale? Ma ne siete proprio sicuri? Una volta realizzato il primo, non basterebbe forse un click per rimettere in moto la catena di montaggio vaccinale? E’ giunta l’ora di riflettere sulle parole che i media main stream utilizzano amici cari. Non sono tagli, sono remore! E’ evidente che di contro ad un elitè governativa e non che spinge ci sia anche una forza opposta che tenta di rallentare questa folle corsa alla sperimentazione sugli uomini di una terapia genetica dagli effetti sconosciuti ed incontrollabili, ci informano scienziati non allineati come Gismondo, Gatti, Montanari, Bolgan, il nobel Luc Montagnier e tanti tanti altri! 

“Covid infezione opportunistica”- “Il vaccino non previene l’infezione” Le parole della microbiologa dell’ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo .“Vaccino è follia. Questa malattia non è vaccinabile” le parole queste del dott. Montanari e della dott.ssa Gatti. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri non sanno di cosa parlano! “Ho lavorato una vita sui biomateriali e so che prima di mettere qualcosa nel corpo umano bisogna studiarlo bene” ci mette in allerta la scienziata.

La Bolgan ci mette in guardia dai rischi celati dietro il vaccino anti COVID-19, cioè reazioni autoimmuni, malattie del sistema nervoso e la possibilità che si verifichino alterazioni epigenetiche, capaci di modificare l’espressione dei nostri geni. Infine, ventila l’ipotesi che possa essere attaccato il sistema riproduttivo, con conseguente infertilità. Inoltre ha dichiarato di essere “assolutamente contro l’autorizzazione del vaccino. Non è stato rispettato alcun principio di precauzione. La popolazione farà da cavia” e che “nei fatti, nonostante le rassicurazioni dei produttori, è stata fatta una sperimentazione molto parziale e non esistono dati certi. Lo riporta proprio Query una rivista finanziata da Big Pharma che proprio in questo articolo cita le parole della Bolgan nel tentativo di confutare le sue tesi scientifiche attraverso discrediti e argomentazioni parascientifiche, definendo la chimica farmaceutica una novax .

Appare ormai evidente che chi non riconosce l’eucarestia vaccinale diventi automaticamente un novax, probabilmente negazionista e complottista, e magari pure razzista, come Omero, l’elefantino Dumbo e il gioco degli scacchi. Ma dove siamo finiti? Non vi sentiti intellettualmente e moralmente oltraggiati? Offesi nella vostra dignità umana più profonda? Mi chiedo, vi chiedo come fermiamo tutto ciò?

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