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Da Trieste a Milano, fino a Roma si leva un grido di dissenso

Sabato 23 ottobre, in tutta Italia, si è scatenata una forte mobilitazione contro la certificazione verde. Dalla resistenza triestina ai principali baluardi italiani si è levato ormai un grosso slogan di dissenso.

Sabato 23 ottobre, in tutta Italia, si è scatenata una forte mobilitazione contro la certificazione verde. Dalla resistenza triestina ai principali baluardi italiani si è levato ormai un grosso slogan di dissenso.

Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Patuanelli, ha incontrato Puzzer a Trieste. Alle ore 9:00, infatti, una delegazione del Coordinamento “15 ottobre”, di cui Puzzer è il portavoce, gli ha avanzato tre proposte: “Ritiro dell’obbligo del Green Pass per accedere ai posti di lavoro e dell’obbligo vaccinale già disposto per alcune categorie di lavoratori, le dovute scuse del governo alla città di Trieste e a tutti i manifestanti per i fatti del 18 ottobre, l’uso degli idranti e dei manganelli, infine l’impegno a non usare più alcuna forma di violenza nei confronti di manifestanti inermi e pacifici. Vedremo in cosa si evolveranno le richieste del ritiro del Green Pass sui posti di lavoro e dell’obbligo vaccinale per le categorie previste per legge, fatte al Ministro. Come più di qualcuno ha osservato, però, un Ministro dell’agricoltura è abbastanza fuori luogo dal contesto. Intanto, aspetto più importante, in mattinata, piazza Unità d’Italia è tornata a riempirsi con migliaia di persone. A seguire una folla oceanica in diverse città, dove la lotta al Green Pass sembra essere una prerogativa popolare assoluta. 

In piazza Fontana alle ore 17:00, circa 100mila cittadini si sono ritrovati nel centro di Milano per poi sfilare in corteo contro l’obbligo del lasciapassare. L’evento è durato fino alle 22:00, ed ha attraversato varie zone della città, dal Duomo a Porta Venezia, fino a piazzale Loreto. Una manifestazione pacifica che ha visto un leggero clima di tensione nei pressi della Camera del Lavoro della Cgil, dove alcuni manifestanti hanno tentato di forzare il blocco delle forze dell’ordine. Il corteo è in seguito ripreso e proseguito fino a piazza Duomo, dove si è poi concluso. Oltre 7mila, invece, i partecipanti ad un ulteriore corteo, quello nel centro storico di Torino, terminato poi in un sit-in in Piazza Vittorio. Anche dalla Capitale si è levato un nuovo grido di dissenso. Da piazza Ugo La Malfa, nei pressi di Circo Massimo, altre migliaia di persone hanno aderito al richiamo del noto attore romano, Enrico Montesano, ormai una maschera della contro-narrazione. Nei giorni scorsi, l’attore aveva lanciato dai canali social l’appello ad una protesta contro l’obbligo del certificato verde. Montesano è intervenuto ai piedi del monumento di Giuseppe Mazzini, ponendo l’attenzione su quanto ormai sia obsoleta la narrativa mainstream, sulle bugie che hanno regnato intorno alla pandemia, e sul tentativo di riplasmazione che l’élite globalista vuole condurre su l’individuo per raggiungere scopi precisi. Non sono mancate le frecciatine di Montesano ad un suo collega, Beppe Grillo, accusato da lui e dall’intera folla, di aver tradito in tutti i modi la volontà popolare e di essersi piegato ad ogni logica di potere, auspicando infine che in futuro possa nascere una nuova forza anti-sistema. Tra gli interventi anche quelli dei giornalisti Fulvio Grimaldi e Margherita Furlan, di Luca Teodori del Movimento 3V, del medico Domenico Battaglia e di altri esponenti di movimenti ed associazioni presenti. 

C’è stata grande affluenza anche a Firenze, Belluno, Rimini, Udine e Genova e si sono organizzate anche numerosissime altre città, da nord a sud. Insomma, una grossa risposta al richiamo di Trieste, rimasto nei cuori di molti italiani, i quali hanno voluto ricordare, con frasi e cartelloni, il grande sforzo e le mille sofferenze dei portuali nei giorni scorsi.

Già nei giorni scorsi l’intellettuale africano, Mohamed Konarè, in un video su MePiu, incitava gli italiani a non mollare. L’attivista panafricanista, diventato punto di riferimento per molti anche in Italia, è tornato a farsi sentire su un nuovo video pubblicato sul nostro canale Telegram, nel quale si mostra commosso e soddisfatto delle tantissime persone festanti che sono scese nelle piazze e che, a sua detta, hanno letteralmente “mandato a fanculo Mario Draghi“.

Numerose infatti le frasi di rancore verso l’intera classe politica, accusata di vivere completamente disinteressata dal bene del cittadino e di essere completamente cinica nei confronti del clima di discriminazione e divisione che aleggia nell’aria. In particolare non sono mancati slogan e striscioni contro il Premier Draghi e contro il Ministro Lamorgese, schernita da slogan sul “movimento ondulatorio”, riferimento alle dichiarazioni che ha fornito giorni fa in merito ai fatti del 9 ottobre a Roma. Totale sfiducia dunque verso lo Stato e la classe giornalistica, quest’ultima categoria ormai additata dall’unanimità delle piazze come “venduta”.

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Tutti gli appuntamenti “NO Green Pass” che si sono verificati, hanno visto una battaglia innanzitutto contro una digitalizzazione sfrenata ed ossessiva che sta tentando di snaturalizzare l’essere umano e renderlo un ibrido tracciabile, schiavo del nuovo modello del capitale. A tal proposito, mentre c’era un popolo che si opponeva alle seguenti logiche di matrice mondialista, in Vaticano si è svolta una conferenza targata “Elite Global Leader’s Conference” con l’introduzione del libro “The Code to the Metaverse – Programming Our Future For Good”. Evento chiuso e accessibile soltanto ad importanti leader della finanza, del campo spirituale e ad accademici e filantropi vari. Un passo verso il transumanesimo. Noi di MePiù siamo stati gli unici a riportare questa notizia in un servizio, che potete trovare sul nostro blog, sui nostri canali YouTube e Facebook.

In conclusione, dai numeri sembra che la parte italiana ostile all’usura vaccinista sia rimasta tale, e lo Stato, ancora oggi, deve fare i conti con un parte di cittadini, vaccinati e non, che resistono al ricatto in corso organizzando eventi di contrarietà in tutta Italia.

Intanto a Roma si teme per il G20. Il clima non promette bene e dopo gli scontri che si sono verificati durante la manifestazione in piazza del Popolo il 9 ottobre, si ha paura di possibili “incidenti”. In città si attende l’arrivo dei capi di Stato mondiali per il vertice in programma sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021. Forse è solo un caso che avrà luogo nella stessa data di Halloween. Si, probabilmente è solo una semplice coincidenza…ma di questo ce ne occuperemo nei prossimi giorni.

Francesco Mastrobattista per mepiu.it

Foto copertina di Fabio Conti – fotografo: www.fabioconti.jimdo.com

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