GERO GRASSI: CONTE HA SBAGLIATO! ALTRO CHE “MORO”.

“Conte non ha sbagliato a paragonarsi a Moro. Conte ha sbagliato a ricondursi a Moro. Se Conte è Moro, allora io sono Totò!” Gero Grassi.

Gero Grassi è un politico di lungo corso, ha ricoperto diversi incarichi, da Sindaco della sua città natale: Terlissi, a Deputato della repubblica. Oggi si occupa di far conoscere Aldo Moro per conto del Consiglio Regionale della Puglia, è Presidente del “Consiglio di indirizzo e verifica” dell’Istituto Oncologico di Bari e Presidente degli ex-Parlamentari del PD in Puglia. Nella Legislatura 2013-2018 è stato componente e tra i promotori della commissione “Moro 2” (la commissione di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro). Intervista disponibile anche a questo link: https://youtu.be/HYIo9dbXSto

Inoltre Gero Grassi ha rivelato di essere venuto a contatto, durante questa sua esperienza, con materiale segretato che non riguarda solo il caso Moro: “Queste carte, se rese note, consentirebbero di individuare i responsabili delle stragi.” sostiene Grassi in questo estratto dall’intervista di Eugenio Miccoli, realizzata a Bari durante una delle tappe del MeTour2020. In esclusiva su MePiù. In questo articolo potete leggere la trascrizione completa, a cura di Flavia Minorenti della redazione di MePiù, dell’intervista disponibile anche a questo link: https://youtu.be/v9_V6CtFHOA


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Intervista integrale

Dopo che il 13 dicembre 2017, il Parlamento aveva approvato la relazione della commissione Moro 2, con la presentazione delle liste, l’onorevole Gero Grassi non è stato ricandidato. Come a dire che del caso Moro non bisogna parlare. Perché il caso Moro coinvolge pezzi autorevoli dello Stato di ieri e di oggi.

Quando parliamo di Stato, parliamo di Servizi Segreti, di Magistratura, di classe politica, di giornalismo, di persone interessate a che non venga trasferita la verità. La morte di Moro non è l’omicidio di una persona soltanto, è l’omicidio di un’idea di Stato e di mondo. Moro voleva che l’Europa fosse l’Europa dei popoli e non quella delle banche, ma per creare questa grande Europa bisognava cambiare l’accordo di Yalta. Moro viene ucciso per le convergenze parallele di tanti settori del mondo: dallo IOR, alla P2, al Mossad, al KGB, alla Cia, che sono tutti interessati a fermare questo uomo, amico, generoso, mite e buono che ha del mondo una idea diversa da quella dominante del tempo.

  • Eugenio Miccoli: Gero Grassi, ben ritrovato. Sono passati poco più di due anni dal nostro ultimo incontro. Gennaio/Febbraio 2018: abbiamo fatto un doppio incontro nella fase in cui si stavano formando le liste per le nuove elezioni del 2018.

Gero Grassi: Eravamo a Roma alla Camera dei Deputati invece oggi siamo in Consiglio Regionale a Bari.

  • Facendo una piccola ricerca in internet, l’articolo più recente che ho trovato è dell’8 agosto 2020. Parla della sua nomina a presidente del CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto Oncologico di Bari), lei dice in questo articolo che: “il presidente Emiliano, già nell’Aprile del 2018, le aveva proposto questa carica” su Facebook ha scritto che lei ha rifiutato la carica perché non voleva che passasse l’idea che potesse essere “un contentino ad un ex parlamentare” o “la riparazione di ingiustizie subite”. Quindi lei sostiene di aver subito delle ingiustizie?

Non stiamo sul piano del diritto, quindi non siamo nella vicenda giudiziaria, ma sul piano della politica. Mi hanno escluso dalle liste del PD e mi hanno escluso, cosa che io ho scritto il giorno dopo la certificazione dell’esclusione, 29-30 Gennaio 2018, esclusivamente per la vicenda Moro. Sono stato: Vicepresidente del gruppo PD alla Camera, uno dei Deputati più presenti, sempre sul fronte, ho girato l’Italia, ho fatto tante di quelle manifestazioni, ma mi rendo conto, oggi più di ieri, che, col caso Moro, ho fatto un casino di quelli infiniti (per usare un francesismo) ed, evidentemente, ho dato fastidio a tanta gente.
Però io questo lo mettevo in conto, tant’è che se voi andate a consultare il mio sito dove ci sono manifestazioni, riprese da televisioni o appassionati, degli anni 2015/2017, io ho sempre detto: “Guardate, la prima commissione Moro fu voluta da un Senatore: Vittorio Cervone, di Latina, che era un amico di Moro, che, come ricompensa, fu escluso dalle elezioni del 1979. Fu escluso dalla DC il suo partito. Io farò la stessa fine.” e così è stato.
Però non me ne dolgo. Sono contento. Per me è come una medaglia questa perchè, se qualcuno viene escluso perché è un tangentaro o un imbroglione allora è un problema, ma io, escluso perchè mi sono impegnato per la vita di Moro, è una medaglia. Tant’è che chi pensava di tapparmi la bocca con l’esclusione dalla Camera ha commesso un errore perché, devo dire grazie al Consiglio Regionale della Puglia e al presidente in carica: Mario Loizzo, del fatto che ho intrapreso qui un’attività, che mi porta in tutte le scuole di Puglia e d’Italia, nei comuni, nelle biblioteche, nelle associazioni e al centro del momento formativo, lì dove facciamo dei corsi di formazione per i docenti, perché questi ultimi conoscano la storia d’Italia e la possano trasferire agli studenti. Quindi a me è andata benissimo!

  • Quindi lei, sostiene che è stato escluso dalle liste del PD perché si è occupato del caso Moro e perché se ne è occupato in un certo modo.

Ma non c’è dubbio. Ho rotto le scatole a mezza Italia. E continuo. Ne sono convinto di questo. I’allora Segretario del PD e Presidente del Consiglio Renzi avrebbe dovuto, e potuto, sulla vicenda Moro, cavalcare l’onda e dire: “noi ci siamo occupati di Moro e siamo arrivati non al 100% della verità, ma all’80-90%”, nonché sollecitato non ha speso una parola. Perché, guardate, è riduttivo parlare del caso Moro. Il caso Moro è la Storia d’Italia della seconda metà del Novecento, parte della fine Seconda Guerra Mondiale, attraversa la Costituzione e contiene tutti i guai d’Italia: dal “Piano Solo”, all’Italicus, a Piazza Fontana, alla Strage di Bologna, all’annosa vicenda “Palestinesi/Israeliani”, alla P2…
E che cosa manca? È tutto qui.
Quindi, chi si occupa del caso Moro travalica il devastante episodio di via Fani e di via Gaetani e va al cuore dei problemi dell’Italia.

  • Già prima della nostra intervista, lei ha sempre sostenuto, a seguito di quello che è uscito dalla Commissione Moro 2, che una delle prigioni di Moro fosse via Massimi 91. È stato querelato per questo, è corretto?

Non è esattamente così. Io sono stato querelato da due persone, ascoltate in Commissione, che ritengono che a seguito di una mia intervista a un’agenzia di stampa nazionale, loro siano riconoscibili. Siccome potrebbe dare sviluppi, abbiamo mandato alla Procura di Roma tutta la documentazione e non abbiamo scritto in Commissione, sulla relazione, i dati di queste due persone. Loro ritengono che da quella mia intervista siano riconoscibili, andremo a vedere se hanno ragione o meno. I due nomi furono secretati, chiaramente loro querelandomi hanno diffuso i nomi, perché…

  • Si sono palesati loro, certo.

Appunto. La cosa strana è che noi, dopo 42 anni stiamo a discutere di una querela, perché secondo loro sarebbero riconoscibili, e non stiamo a discutere se quella è stato o meno la vera prigione di Moro.
Tra l’altro io non ho mai detto che quella è stata la prigione di Moro, invece ho detto che quella potrebbe essere stata la vera prigione di Moro, sulla base di alcuni elementi, e il caso non è chiuso, tant’è che abbiamo mandato alla Procura tutta la documentazione.

  • Leggevo che la querela è stata sporta per eventuali reati relativi alla divulgazione del segreto, quindi non per diffamazione, come poi titolano i giornali.

Leggendo il testo dell’Agenzia di cui io sono in possesso si evince chiaramente che non fornisco nessun elemento che possa farli riconoscere. Certamente dico che uno dei due è un’uomo e che l’altra è una donna, che erano giovani all’epoca, che oggi quindi sono miei coetanei più o meno e che avevano delle amicizie nell’extra parlamentarismo di sinistra, ma non dico mai: nè il nome, né cognome, nè dove abitano, né la data di nascita.
Ad esempio dico : “era una donna dell’università”. Quante donne dell’università ci sono che oggi hanno 60-70 anni? ce ne sono tantissime, non una soltanto. Quindi sono loro che si sono riconosciuti, ma loro sanno che cosa hanno fatto. Il problema è che non hanno detto tutto.

  • Allora mi spieghi un attimo questa contestazione che le fa il BR Persichetti, il quale fa una ricostruzione abbastanza accurata di quello che è successo in via dei Massimi, quale è stato l’andamento della frequentazione di quell’appartamento e il perché non potrebbe essere il covo di Moro e tira in causa due persone. Lei poi, nel nostro precedente incontro aveva parlato dell’ospitalità a Gallinari da parte di questa coppia, la coppia a cui si riferiva poco fa immagino, però Persichetti sostiene che non è possibile che ci sia questa commissione in questo coinvolgimento del Covo, parla di una frequentazione di quell’appartamento da parte di Piperno e della sua, allora compagna, Brigitte Kraatz. E che cosa c’entrano queste due persone?

Guardi, io non posso rispondere per Persichetti. Inquadrando il problema: Persichetti è stato un brigatista, pluricondannato. Quindi è un po’ difficile che la storia di questa vicenda me la debba contestare un brigatista, che voglio ricordare, ogni 15 giorni mi insulta sui media, anche se io non rispondo mai, ma è un brigatista che ha inneggiato pubblicamente quando il PD non mi ha ricandidato. Ultimamente ha detto che ero diventato il direttore del Manifesto, cosa non vera. Quindi io non ho da rispondere a Persichetti. Semmai Persichetti si rivolga alle due persone che hanno detto di aver ospitato Gallinari e glielo contesti. Anche perché io non ho le prove, attraverso la mia presenza in commissione abbiamo registrato che le due persone, separatamente, hanno detto di aver ospitato Gallinari. Se lui non è d’accordo, contesti le due persone, non me. Io ho riportato quello che i due hanno detto in commissione. Tutto qua.

  • Prendo ora un altro articolo che ho trovato su sul web che la riguarda. Ovviamente tutti successivi al nostro incontro, lei ha detto fondamentalmente che conosce i nomi dei responsabili delle stragi. Questo è contenuto in un articolo se non sbaglio che lei ha scritto…

Questo l’ha scritto Pasolini. Il famoso articolo sul Corriere della Sera, l’aiuto a decifrare.

  • Sì. Diciamo che sul Corriere della Sera era andato in prima pagina (nel ‘74) e questa sua dichiarazione è andata in ventesima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno, ovviamente.

Ovviamente. Sulla Strage della Stazione di Bologna, avendo noi letto la documentazione tuttora secretata, non da me, ma per interesse della incolumità della popolazione italiana, io ho sostenuto che la lettura completa della documentazione della Strage di Bologna, secretata, dovrebbe indurre il popolo italiano a capire chi ha fatto la Strage di Bologna. Ho aggiunto, da quelle carte secretate, che abbiamo letto come commissione Moro, ho un’idea precisa, quindi conosco la vicenda, ma per il segreto di Stato che è stato imposto, non da me su quelle carte, non posso parlarne.

  • Lei sempre in questo articolo sostiene che la arresterebbero se ne parlasse, insieme a lei però queste carte le hanno lette anche altri.

Certo, altri componenti della commissione Moro: Giovanardi, Gotor, Gasparri, Fioroni. Se va su “La Stampa” di 15 giorni fa, Fioroni dice che quelle carte hanno subìto un ulteriore prolungamento di segretezza e addirittura, sostiene, che saranno ancora segretate quando scadrà l’attuale segretazione. Conoscendole, noi tutti capiremmo tante cose, ma purtroppo nemmeno la magistratura ci può chiedere di svelare il segreto di Stato. Tant’è che al processo di Bologna un imputato ha chiesto che mi ascoltassero. Ma ho dovuto rispondere: “Guardate, io vengo, però vi devo dire che per il segreto di Stato non posso riferire”, quindi la magistratura di Bologna ha rifiutato la mia audizione. Quelle carte contengono elementi riconducibili alle vicende delle stragi degli anni ‘70 e ‘80 e implicano connivenze positive e negative di soggetti terzi rispetto allo Stato italiano. Sono stato chiaro? e quindi per evitare ritorsioni sulla popolazione, lo Stato, tramite chi ne è preposto come i Servizi Segreti e la presidenza del Consiglio dei Ministri, ha secretato quella documentazione.
Perché lo Stato italiano ritiene che ove si conoscano quelle carte, ci possano essere rappresaglie contro la popolazione italiana. Mi spiego, facciamo un esempio, se io dicessi che Alberto Sordi (parliamo di un morto) è quello che ha messo la bomba alla stazione di Bologna, i parenti di Alberto Sordi, per vendicarsi potrebbero fare qualcosa, sono stato chiaro? ovviamente non c’entra nulla Alberto Sordi.

  • Certo, io vorrei sapere di più su questo ovviamente.

Eh ma io non posso dire. Ma ci arrestano a tutti e due. Attenzione.

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  • Va bene. Tornando a Moro invece, mi ha fatto sorridere una cosa, dopo che ci siamo incontrati, ho visto un’intervista di Marco Travaglio al presidente, in quel momento era ancora presidente al governo giallorosso, poi presidente attuale del Consiglio: Giuseppe Conte. Gli viene chiesto da Marco Travaglio chi fosse un politico al quale si ispirava, e lui ha risposto: “Aldo Moro”, ovviamente. Lei la vede una affinità tra queste due persone? tra Giuseppe Conte e Aldo Moro?

Se lui è affine ad Aldo Moro… io sono Totò! Io sono Totò!

La differenza sta nella diversità della società: Conte è figlio di questa società e Moro di quella. Io ho ascoltato avantieri in televisione, su un canale nazionale, un signore che quest’estate sulle spiagge italiane intervistava persone di varia età e di varia cultura. Alla domanda: “Chi è Giuseppe Conte?”, un signore di 40 anni ha risposto: “ l’allenatore dell’Inter”. Ma di che cosa stiamo parlando?
E alla domanda: “qual’è la differenza tra le regioni a statuto speciale e quelle ordinarie?” un’altra persona, una ragazza ha detto: “Le speciali sono quelle del Nord e le ordinarie sono quelle del Sud”, poi ancora, “che cosa significa INPS?” Non lo sapevano, “che cosa significa PSI?” Non lo sapevano. Un popolo di ignoranti. Tutti bravi a fare “i leoni da tastiera” su Facebook, a criticare tutto e tutti, pochi a capire e a studiare.
Non voglio generalizzare, ma la società di Moro era più ignorante di quella attuale, perché la società di Moro, nel ‘46-’47, era quella figlia del fascismo e della guerra. Al Sud il 40% non sapeva leggere e scrivere, si può non saper leggere e scrivere ma si può comunque avere l’intelligenza d’imparare. Oggi pochi hanno l’intelligenza d’imparare, tutti discutono di tutto, siamo tutti virologi, costituzionalisti, scienziati ed il risultato è questo. Quindi, non esasperi la differenza Moro/Conte. Conte ha sbagliato, non a citare Moro,ma a ricondursi a Moro. Moro era amato, voi in questo momento siete a Bari: fino a pochi anni fa (perché purtroppo poi le persone muoiono), ma a Bari Vecchia, sugli altari degli anziani insieme a San Nicola che è il patrono di Bari, c’era l’immagine di Moro e non perché gli avesse fatto un piacere, ma perché era visto come il corregionale diventato presidente del Consiglio dei Ministri che non si tirava mai indietro, nemmeno ad una parola di speranza. In questa città, c’erano centinaia di ragazzi, oggi settantenni, ottantenni che sono stati mantenuti agli studi da Moro, perché Moro, all’epoca si poteva fare, insegnava e faceva il parlamentare. Lui viveva dello stipendio di professore e lo stipendio di parlamentare lo destinava ai bisogni di quelli che gli chiedevano soldi per studiare.

  • Lei come ha cominciato a fare politica?

Io ho cominciato a fare politica perché mi appassionai a vedere mia nonna che cuciva le lenzuola, nella campagna elettorale del ‘63 e scriveva Aldo Moro con il cotone rosso.
Quindi cercavo di capire, avevo 5 anni, chi fosse questo Aldo Moro e pretesi che mio padre mi portasse a un suo comizio.
Aprile ‘63, a Terlizzi la mia città. Moro invece che alle 9 arrivò alle 12, ed io che avevo 5 anni, mi addormentai. Non potè parlare sul palco perché l’orario era scaduto quindi parlò vicino al tavolino, io mi addormentai sui suoi piedi e probabilmente gli disturbavo il comizio così lui mi prese in braccio. Non capii niente di che cosa stesse succedendo e continuò il comizio. E mi ricordo, nonostante i 5 anni, che mi colpì che lui parlò molto della scuola in quel comizio perché era quello che precedette la sua elezione a Presidente del Consiglio dei Ministri e mi ricordo che parlando della scuola diceva che non si sarebbe potuta basare sul reddito, ma anzi, che si sarebbe dovuta basare sul merito. Attenzione, oggi siamo tutti d’accordo, ma nel ‘63 non era così, in quanto nel ‘63 avevamo una società ancora classista, elitaria, con grande rigurgito fascista.


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Mi sono appassionato a Moro che ovviamente non sapevo fosse democristiano, come facevo a saperlo, avevo 5 anni! poi attraverso l’Azione Cattolica sono stato indotto all’impegno politico, ma non di un partito, quello lo scelsi io. La mia Azione Cattolica negli anni ‘70 induceva a considerare che nei nostri paesi ci sono tante cose non vanno. Le possiamo cambiare se ognuno di noi si impegna a cambiarle ma per poterlo fare ci vuole l’impegno politico. Ci si può anche dedicare a fare sport, ma si potrà al massimo battere il record di Mennea ma non si potrà certo rimuove le cause ostative a una disoccupazione, una criminalità, a una corruzione che questo paese ha. Così iniziai il movimento giovanile della DC facendo tutta la trafila nel partito, poi consiglio comunale, in seguito Sindaco(di Terlizzi) e presidente della ASL.

  • Quando ha cominciato a fare politica lei si cominciava da organismi giovanili , per quanto riguarda oggi invece, secondo lei è ancora possibile fare politica veramente?

No. Per un motivo molto semplice: perché non ci sono i soggetti attuatori della politica, non ci sono più i partiti.
Oggi i partiti sono americanizzati in negativo. Perché dico in negativo? In quanto in America ce ne sono due: Democratici e Repubblicani, qui invece ognuno si fa il suo partito. Prenda l’esempio del Consiglio Regionale della Puglia, si vota per 20 giorni e ci sono quasi 30 liste. Ma questi non sono partiti sono contenitori elettorali, funzionali ad un obiettivo: le elezioni.
Tenga presente che in Puglia abbiamo candidati, consiglieri comunali di un paese del centrodestra che si candidano in lista con il centrosinistra alla Regione o viceversa.
Allora, le liste sono strumenti per essere eletti, non sono partiti. Il partito dovrebbe essere innanzitutto formazione, cultura, educazione. Non sto parlando del partito A,B,C, i partiti in generale. Nella storia d’Italia, dal Movimento Sociale, al PSU, PSI, Lotta Continua, PLI, PRI, PSDI, PSI, DC e PC, tutti questi partiti seppur in maniera diversa, in base alla loro entità, avevano un pensiero. Per alcuni il pensiero era corto, per altri era lungo, per altri era lunghissimo, ma lo avevano! Oggi questo pensiero non c’è più, per cui ognuno è legittimato a stare nel partito A oggi e nel partito B domani, tanto sono tutti uguali, in più i partiti di una volta facevano soprattutto formazione politica.
Oggi la formazione politica si fa su Facebook e il risultato è quello che vediamo. In Parlamento arrivano illustri sconosciuti che non sanno nemmeno quale sia la sua funzione, tant’è che quando le Iene si divertono a intervistare qualcuno, nonostante poi facciano anche qualche cosa di poco nobile, il risultato è che dimostrano che c’è una massa di ignoranti, non si può mai generalizzare, ma gli ignoranti si vedono. Invece prima non era così, perché chi arrivava in Parlamento aveva dietro le “frattocchie” del PC, aveva dietro Palazzo Sturzo dell’Eur sede della DC, aveva, prima ancora, Camaldoli, cioè aveva dietro grandi contenitori culturali che rendevano l’obiettivo finalizzato a migliorare le condizioni della popolazione. Le racconto un episodio: c’è da poco il fascismo, quindi primi anni ‘20, nella mia città, in una vecchia cantina dove si beve il vino stanno cenando, da una parte quattro sacerdoti e dall’altra quattro contadini, nessuno di loro conosce l’altro perché non c’erano a quei tempi le televisioni, i giornali ecc. Al tavolo dei contadini vi è seduto un contadino illuminato che si chiama Giuseppe Di Vittorio, sindacalista di Cerignola che sta con altri tre comunisti di Terlizzi. Sente il vociare dei sacerdoti e riconosce una cadenza siciliana in uno di questi, si avvicina e gli chiede: “Scusi ma lei chi è?” e lui risponde : “Io sono Don Luigi Sturzo, sto con questi tre confratelli a mangiare la carne arrostita nella tradizione di Terlizzi in punto avanzato.” Tutt’oggi la carne arrostita è buona perché i nostri macellai la sanno tagliare. Parlo di un blocco di popolari e un blocco di comunisti, uniscono i due tavoli, discutono, e segnano su una tovaglia di carta alcuni punti. Il primo punto è che la proprietà privata è giusta ma deve avere una finalizzazione pubblica. L’altro punto è che non si possono tenere terre incolte, perché le terre incolte non producono benessere alla società e se qualcuno le tiene incolte lo Stato gliele deve espropriare e consegnare ai braccianti che le devono coltivare, dalle quali devono mangiare e produrre benessere. Questi due passaggi, sanciti su codesta tovaglia, che oggi si trova a Palazzo Sturzo, donata da Gabriele De Rosa alla fondazione Sturzo di Roma, furono poi sanciti nella Costituzione.
Sturzo e Di Vittorio questo lo dissero all’inizio degli anni ‘20, comunisti e democristiani l’hanno studiata per tanti anni e poi l’hanno sancita nella Costruzione. Il diritto sanitario italiano cioè la legge che attua l’articolo 32 della Costituzione, parliamo della legge numero 833 datata 23 dicembre ‘78, sancita dal primo grande Ministro donna della Repubblica Italiana: Tina Anselmi. Il diritto alla salute fu concepito prima in Veneto negli anni ‘30 , poi venne sancito nella Costituzione nell’articolo 32.
Faccio questi esempi per dire: “ma esiste oggi qualcuno che sta studiando che cosa fare in italia nei prossimi 40 anni? C’è qualcuno che sta pensando a come risolvere il problema dell’occupazione giovanile nel prossimo ventennio? C’è qualcuno che si chiede di ridurre l’edificabilità in questo paese e di incentivare la ristrutturazione?” Non ci pensa nessuno. Oggi la politica è gestione del quotidiano, quindi come puoi pretendere dai giovani che si affacciano a questo problema che da soli trovino un contenitore. Non esistono più! Né i contenitori politici, né quelli pre-politici, e quindi il giovane dove fa politica? Su Facebook e a chi la spara più grossa.

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  • Secondo Lei questo passaggio quando è avvenuto poi nel concreto?

Questo passaggio è avvenuto alla fine di quella che volgarmente si chiama prima Repubblica.

  • ‘91-’92 quindi.

Sì, gli anni ‘90. Quella politica delegittimata da Tangentopoli reagisce. Ma c’è chi pensa che oggi Tangentopoli non esiste più. Oggi è più raffinata. Ma non è che non esiste più.

  • Che intende per più raffinata?

È più raffinata perché non ci si presenta più con le mazzette delle centomila lire, ma attraverso le consulenze o con operazioni di alta finanza si arriva allo stesso obiettivo. E quindi è più raffinata.

  • Tornando al discorso del fare politica, guardando la situazione attuale lei che tendenza vede? senza fare gli stregoni ovviamente.

Un caos. Nella situazione della politica attuale si discute anche in maniera esacerbata, e io contesto questi toni, nel 5 Stelle, nel centrodestra o nel centrosinistra, volano parole pesanti, che offendono. Ma veramente pensate che se vince Tizio, se vince Caio, se vince Sempronio, cambia il paese?
No. Perché il substrato è identico. Questo paese avrebbe bisogno di riscoprire la stagione dei doveri, non soltanto quella dei diritti. Ma qui ci si accapiglia, non per un progetto strategico. Negli anni ‘40, comunisti e democristiani lottavano anche aspramente, per due idee di mondo diverse, quelli che volevano andare con gli americani: la libertà, la democrazia e il piano Marshall e poi gli altri che ritenevano il Grande Fratello Russo, il socialismo, il proletariato unito e il comunismo come risolutori dei problemi del mondo. Possiamo condividerli o meno, erano però due progetti mondiali. Oggi di che cosa stiamo a discutere? Di chi fa il sindaco di Roma?

  • Beh, ci sono anche altre cose di cui si discute.

Certo, certo. Del Mes. Sì, sì ma anche cose molto più importanti: del protocollo di Kyoto e di tante altre…
Ma guardate, che se ne discute a livello di vertice, di potere. Prima del Piano Marshall si discuteva nella sezione di Poggiorsini che è un comune di 1000 abitanti della provincia di Bari, perché era importante educare le persone e quindi nella sezione della DC e nella sezione del PC discutevano del Piano Marshall. Oggi di Kyoto si parla in Parlamento, del Mes si discute in Parlamento. Ma se tu vai sulla spiaggia, come sono andati quelli della televisione l’altro giorno e dici “che cos’è il Mes?” non lo sanno.

  • Messi è forte” gli ha risposto.

“Messi è forte.” Ah quindi l’hai visto…

  • Sì, certo che l’ho visto.

L’intervistato dice: “Messi è forte”. Che è una bella risposta e dà l’idea di un paese che vive solo di calcio. Discutendo di Ronaldo che prende 10 milioni di euro l’anno e intanto il medico ne prende al massimo €3000. Così non funziona.
È un problema di cultura, capisco che su Ronaldo ci sia la regola del mercato, degli sponsor, delle provvigioni, del marketing, capisco tutto! Ci mancherebbe altro, mica vivo in Africa. Ma noi abbiamo delle persone che guadagnano molto poco rispetto a quello che producono. In più non è vero che un professore non produce nulla, in quanto il professore produce la coscienza, la cultura di un ragazzo che a quell’età capisce se deve stare con lo Stato o contro lo Stato, con la legge o con la criminalità, con la Costituzione o contro la Costituzione e se non glielo dice il professore a questo ragazzo, chi glielo dice? La famiglia? che spesso non è in grado? Ecco perché dovremmo incentivare il recupero di queste grandi professionalità. Stiamo parlando di scuola che si riapre fra dieci giorni.

  • Forse.

Forse, hai ragione. Stiamo parlando di sanità per la quale questo paese ha bisogno di un progetto strategico. C’è un partito, iniziando da quello più vicino a me, che sta progettando i prossimi cinquant’anni d’Italia? Non credo. Non si governa pensando all’oggi, si governa creando oggi le condizioni di benessere futuro. Ma se vuoi il benessere fra vent’anni devi iniziare oggi a fare le cose. Se io, per esempio, volessi dei pomodori li dovrei piantare a marzo per poterli raccogliere ad agosto. Se io volessi delle palme, alte oltre 30 metri, le dovrò piantare oggi perché mi arrivino a quell’altezza nei prossimi trent’anni. Sto parlando di palme, figuriamoci la trasformazione di un paese. Ad agosto il mese caldo degli italiani, non c’è un’autostrada dove ci siano 10 km di continuo senza lavori in corso, le grandi opere strategiche, abbiamo il problema delle ferrovie nel mezzogiorno d’Italia ecc…

  • Lei come la vede questa trasformazione che c’è in questo momento? ad esempio sulla didattica a distanza, lo smart working, parlando di scuola, parlando di formazione, parlando di cultura.

La didattica a distanza è un pugno nello stomaco, perché la scuola presuppone il contatto fisico tra professore e alunni. Quando dico contatto fisico intendo dire: la mimica, la gestualità, gli occhi, la smorfia, il rimprovero con la faccia truce, la spiegazione che ti viene col cuore. Ma la didattica a distanza tutte queste cose non le può fare, l’abbiamo dovuta fare per un motivo. Lo smart working va regolamentato, perché è inutile nasconderci, per alcuni smart working significa ferie prolungate. Va regolamentato, perché poi ha anche delle cose positive: un risparmio energetico, una minore presenza negli uffici, un minore consumo, minore spostamento. Non può essere però che qualcuno sta a casa da quattro mesi e non fa niente.

  • Ora, ho una curiosità, a me rimane difficile pensare, che una persona come lei che si è occupata con passione di determinati argomenti possa ad esempio, essere iscritto a un’associazione massonica.

E infatti lungi da me.


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  • infatti Lei so che non è stato mai iscritto.

E mai sia. Rispetto, perché attenzione, ci sono delle logge massoniche lecite e
logge massoniche illecite, ma per quanto mi riguarda: “ Forza Milan”, lì mi posso iscrivere, al club Forza Milan, perché sono per Gianni Rivera e quindi sono del Milan.

  • Però mi rimane altrettanto difficile pensare che, soprattutto negli anni ‘70-’80-’90, si potesse riuscire a fare politica non essendo iscritti ad una associazione massonica.

No, si faceva benissimo. La DC per esempio, non era un partito massone, e devo dire che in tanti anni di Democrazia Cristiana, nessuno mi ha mai posto il problema della massoneria, onestamente. Mentre ho capito che in qualche luogo si imbrogliava.

  • Qualche luogo intende altri partiti?

No, no. Intendo in qualche luogo fisico, in qualche amministrazione, c’era quello che faceva l’imbroglio o c’era quello che si prendeva la tangente. Ma io in tanti anni di politica, la massoneria, non l’ho mai vista.

  • Non l’ha mai vista?

Mai nessuno si è avvicinato a me per chiedermi l’iscrizione o per parlarmi di massoneria. Né nel periodo in cui ero della DC, né in quelli che sono stati i partiti successivi. Sono stato, dopo la DC, nel Partito Popolare, poi nella Margherita, poi nel PD.
Assolutamente no. Non era la massoneria il problema della prima Repubblica, ma era quello della corsa al consenso, che fu determinata da una esasperazione dello scontro De Mita/Craxi. Il problema era la corsa a questo consenso che in un certo momento più che cercarlo, formarlo, lo si comprava. Sempre senza generalizzare, per esempio dalla mia esperienza nel partito da cui provengo: la DC, che aveva personaggi come Gava, ma anche come Martinazzoli. Ora, se dovessi pensare ad un’immagine negativa penserei a Gava ma se volessi pensare ad un’immagine positiva penserei a Martinazzoli, quindi i partiti che si fondavano “sull’anti”, quindi anti-comunismo o anti-democristiano, avevano al loro interno tutto il contrario di tutto. Quindi si trovava nello stesso partito una persona come Gava, che absit iniuria verbis, è stato Ministro degli Interni, ma è finito male, e una come Martinazzoli. Qualcuno diceva: “la mattina commentavamo le encicliche, la sera contavamo le tessere”. Per spiegare un mondo tenuto insieme da soggetti contrapposti. Ma questo non era un problema solo della DC, nel Partito Comunista c’erano anche persone di grande etica, come Enrico Berlinguer.

  • E c’era anche Napolitano.

C’era anche Napolitano.

  • Per esempio.

Per esempio.

  • Abbiamo preso un nome a caso, ovviamente.

Abbiamo preso un nome a caso, al quale non abbiamo da abbinarlo a illeciti o reati, però diciamo che, i suoi atti politici, oggi più di ieri, studiati, destano in noi notevoli preoccupazioni.
E lo dice uno che l’ha anche votato due volte. Ma quando l’ho votato non sapevo, quello che ho scoperto dopo.

  • Neanche la seconda volta, nel 2016?

Neanche la seconda volta.

  • Non l’avrebbe ri-votato.

Ma assolutamente no! assolutamente no. La commissione Moro a me è servita per conoscere un mondo, anche quello politico, che prima conoscevo solo dall’esterno. Ma questo non riguarda Napolitano, riguarda la politica in generale.

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  • Abbiamo precedentemente fatto una domanda su quale vede possa essere la prospettiva. Invece secondo Lei quali possono essere delle soluzioni a queste carenze? Proprio sul piano politico però, perché capisco che il problema fondamentale sia l’interesse del cittadino, quindi la volontà reale del cittadino di informarsi, di istruirsi e quindi di partecipare in seguito alla vita politica, però c’è anche da dire che in passato c’erano degli organismi che incentivano questi aspetti qui. Oggi, Lei vede delle possibili soluzioni oppure no?

La soluzione è nei giovani. Il giovane non deve stare ad aspettare che gli aprono la porta. Se la porta è chiusa la abbatte. I giovani dovrebbero impegnarsi, non nella corsa alla successione dei meno giovani, ma ad ideare un mondo migliore di quello attuale e poi a vedere di costruirlo.
Quando parlo di giovani, intendo dire i trentenni, i quarantenni. Ma questi non possono rifugiarsi nel privato e aspettare che altri diano le soluzioni. Io ho 62 anni, non sarò più candidato a nulla. Faccio l’allenatore, posso fare il consulente gratuito, ma non vedo tanti giovani preparati che si accapigliano, spesso poi quelli che si presentano sono i peggiori. E noi paghiamo la fuga dei cervelli all’estero, la depauperazione del Sud, di alcune città perché i giovani migliori se ne vanno, o come succede, penso per i miei figli che non è che se ne sono andati, ma si sono rifugiati nel privato perché il pubblico è deprimente. E io continuerò sempre a dirgli che: “voi il mondo non lo cambiate stando a casa, dovete sporcarvi le mani”. Questo non significa aderire a questo o a quel partito, aderite ai partiti che volete ma costruite una speranza per il futuro.

  • Grazie mille della disponibilità, come al solito.

Grazie a voi.

  • Vuole aggiungere qualcosa?

Voglio aggiungere soltanto una cosa: lunga vita a voi per quello che fate, perchè dopo quelle splendide puntate del caso Moro, ho girato tutta l’Italia, in tante scuole, le ho messe sul sito mio, le hanno viste migliaia di persone. E voi fate una informazione che non è filtrata. Io non conoscevo le tue domande, non ho concordato nulla con te, tu hai dimostrato che quando tagli non tagli per prevenzione, lo posso testimoniare, per cui, continuare a fare questo lavoro perché è di grande supporto alla crescita della persona.

  • Grazie mille, le confesso che quello è stato il mio esordio. Fondamentalmente, è stata la prima volta in cui mi sono preso veramente la responsabilità di dire al mio editore, che era Claudio Messora, persona lungimirante, evidentemente, di dirgli: “ho studiato il caso, ho osservato tutta una serie di cose, ho visto come espone la situazione l’onorevole Grassi. Vorrei fare questo tipo di lavoro” e lui mi ha lasciato per un mese, mezzi e tempo per poter fare questa cosa. In totale libertà vorrei aggiungere.

Avete fatto un’operazione brillante, in totale libertà e dicendo anche quello che tutt’oggi alcuni tentano a sottacere, cioè nelle puntate di “The Moro Files” noi abbiamo detto per esempio che Cossiga ha partecipato alla stesura del memoriale Morucci/Faranda, non perché l’abbiamo scoperto noi, ma perché è scritto nella relazione e Cossiga era Presidente della Repubblica, e voi l’avete detto, non perché io abbia una propensione anti-Cossiga, ma perché se l’ha fatto, perché non dobbiamo dirlo? Se l’ha fatto, perché non dobbiamo dirlo.

  • E insieme a lui, dobbiamo dire onestamente, che si parlava anche del Giudice Imposimato. Persona stimatissima anche da parte mia.

E certo. Imposimato era un mio amico, fui profondamente addolorato. Mi dispiace. Non capisco ancora le motivazioni, ma non capisco nemmeno perché i primi ad arrivare sulla strage di via D’Amelio sono stati i servizi segreti che si sono anche appropriati dell’agenda rossa. Come dice la commissione antimafia.
Ma se noi non continuiamo, da tutte le parti, a fare queste cose, cala il silenzio.
E invece voi continuate a fare la vostra parte e io mi auguro di fare sempre più la mia e qui dico : “CONTE INVECE DI PARAGONARSI A MORO, FACCIA MORO! Faccia Moro, abbia il coraggio di farlo”, allora sì, ma non che si paragona a Moro, altrimenti io sono Totò.

  • Lui le risponderebbe probabilmente: “sì ma Moro l’hanno ammazzato”.

Eh appunto. Appunto. Corri il rischio, non che ti ammazzino per carità, non voglio la morte di nessuno. Ma sii audace, non fare il mediatore. Assurgi a leader, assumiti la responsabilità, su che cosa? Sulla giustizia, sui bisogni, sulla povertà. Assumiti la responsabilità e corri il rischio pure che qualcuno ti mandi a casa, sia Di Maio o Zingaretti, e chi se ne importa se vai a casa! Se dovessi andare a casa per un fine nobile sarebbe un fatto positivo, una scintilla. Invece la politica è spesso troppo mediazione e Conte fa il mediatore. E questo non va bene. Moro non era un mediatore, Moro cercava di assumere una posizione che tenesse dentro il meglio delle diverse posizioni, di conseguenza era una mediazione a rialzo, Conte fa la mediazione a ribasso.

  • Grazie.

Buonasera.


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Gli ostacoli da abbattere in un mondo globalizzato dalla paura – Francesco Neri

Il mondo doveva collassare, questo è successo ma le condizioni di vita non sono migliorare ma per lo più peggiorate. Il controllo sulle nostre vite permane nelle mani di chi detiene grandi capitali e tecnologie. Un controllo sempre più stringente che fa leva principalmente sulle paure che paralizzano gli individui. Ma è ora che inizia la madre di tutte le battaglie e non può essere vinta se prima non ci si pone in una condizione ben precisa..

Nella prima tappa del MeTour2020 abbiamo incontrato Francesco Neri, divulgatore interdisciplinare e attivista nel campo delle comunità resilienti. Ve ne proponiamo un estratto di pochi minuti per poter assaporare l’essenza dell’intervista integrale disponibile su MePiù.


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Leggi l’intervista integrale

È interessante fare contro-informazione, fare contro-cultura, però bisogna lasciare questo contro alle parole. E, in realtà, nella pratica operativa, agire in senso molto diverso.
Non mi ricordo esattamente chi, ma sicuramente aveva ragione: per abbattere, per battere o per superare l’attuale paradigma, che anche se non ci fosse il covid, anche se non ci fosse stata la crisi, anche se continuassimo noi a guadagnare tutti bene come era qualche anno fa, comunque, era sbagliato, no?.  Consumiamo 1,5 pianeti l’anno, 30 mila bambini muoiono al giorno di fame.. non è che andasse bene ,andava bene a noi ma c’era un miliardo o 2 di persone che se la prendevano in quel posto, molto pesantemente: i deboli del pianeta, il sud.

Quindi, in pratica il mondo andava ribaltato. In questo senso il paradigma nuovo non lo si può abbattere combattendolo, perché è fatto per combattere, combattendolo lo rinforzi. Va fatto creandone uno, nuovo amoroso, equanime, che lo renda obsoleto e quindi si decompone di suo e lo vediamo, secondo me, questo sta accadendo.

Ora siamo in una fase parossistica, siamo a testa in giù, alcune cose sono incredibili, in alcune informazioni che leggi devi andare a vedere se c’è scritto Lercio o no sotto, perché sono competente fuori di testa. Eliminati gli sbiancanti per rispetto ai negri, ai neri, gli sbiancanti della pelle. In realtà non stanno eliminando gli sbiancanti, li chiameranno in un’altra maniera. Eliminata la parola “sbiancante” per, in quanto razzista, butti giù le statue.

È chiaro che il mondo si sta ribaltando, andava ribaltato, quindi questo è una cosa buona in un certo senso, che sta accadendo. Il compito nostro è far sì che non si ribalti in qualcosa di ancora peggiore e più dispotico, un vero incubo della società, ma invece apra le porte a quello che è finalmente un mondo equanime. Io c’ho le mie teorie.. 

-la tendenza che stai vedendo qual è?Leggi tutto

Cliccando su “Leggi tutto” puoi accedere alla trascrizione completa dell’intervista a Francesco Neri, a cura di Flavia Minorenti della redazione di MePiù. L’intervista è disponibile anche sul nostro canale Youtube a questo link: https://youtu.be/P31fFlQlT9E

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SIETE SICURI CHE IL PAZZO SONO IO? Federico, ho 84 anni e sto nascendo adesso. Taranto #MeTour2020

Il MeTour2020 ci ha portati a Taranto. Mentre ci stavamo muovendo per le strade della città, abbiamo incontrato Federico, figlio di uno dei costruttori più importanti a Taranto del dopoguerra. Federico è stato dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere dal centro di igiene mentale della sua città. Nonostante questo, le sue parole ci hanno rapiti. Eugenio Miccoli ha catturato questo momento di verità che rimarrà nella storia di MePiù. In questo articolo potete leggere la trascrizione completa, a cura di Flavia Minorenti della redazione di MePiù, del video disponibile anche sul canale Youtube MePiù a questo link: https://youtu.be/DADtFTadXro


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Federico: Ma Lei è un fotoreporter?

Eugenio: Sono un videoreporter.

Federico: Siccome io adesso devo morire, come se non fossi mai nato e mai esistito. Succede che il mondo va alla rovescia. Tutto ciò che mi circonda non esiste, è tutto malvagità, mafia, furti, delinquenza. Le istituzioni, la magistratura, i giudici, gli avvocati, i professionisti di grido, il male sopravanza il bene di gran lunga, solo il 10-15% è di bene. Come fare allora, per distruggere questo 85% di male in tutto il Mondo? Questo è il quesito, la domanda, il punto interrogativo.
E allora ecco perché io vorrei esprimere queste cose, visto che porto con me la totale infermità da 60 anni, hanno approfittato di me e mi hanno messo sotto i piedi, per cui io non esisto. La natura che ci circonda è maestra di vita, perché tutte le forme di vita che non sono sempre le stesse ma si moltiplicano, tutte in equilibrio. Quindi, solo l’uomo è il più cattivo prodotto dell’Universo?

Eugenio: Ma ne siamo sicuri?

Federico: È un punto interrogativo, però allo stesso tempo il quesito bisogna porselo. Allora, ecco, ben vengano queste cose che fate, perché si deve diffondere il sapere, la cultura. All’università, che fanno? Anche se vanno all’università, prendono una laurea però rimangono sempre ignoranti.
In Italia, abbiamo la Costituzione più bella del mondo però non è agibile, perché sono sempre le forze del male che prevalgono. Io faccio parte dell’umanità, rappresento l’uomo, la stirpe dell’uomo, che noi abbiamo rivalutato, come principe dalla natura.
Non vogliamo più questa ignoranza, che specialmente proviene dalle religioni, in questo caso. Hanno messo in cattiva luce la stirpe dell’uomo e ancora oggi, Papa Francesco insulta la Costituzione tutti i giorni. La gente vuole sempre il meglio ma intanto devono far fronte alle tasse. Allora è successo che venti anni fa, mentre facevo una buona azione portando aiuti umanitari in Albania, mi hanno fatto una multa ingiustificata e per cattiveria mi hanno tolto tutto. E adesso mi ritrovo la totale infermità mentale e la incapacità di intendere e di volere, non ho più la mia autonomia. Non sono mai esistito. Eppure, ancora oggi, lavoro dalla mattina alla sera.
Solo io sono la persona antisociale?

Eugenio: Beh non mi sembra che sia proprio incapace di intendere e di volere.

Federico: Provate a venire con me all’igiene mentale. Quelli sono tutti delinquenti. Hanno usato come motivazione un’infrazione che ho commesso, mentre mi impegnavo a fare del bene a dei bisognosi albanesi, mi hanno fatto una multa e poi mi hanno consegnato un certificato che mi chiedeva di presentarmi all’igiene mentale. Quello che mi ha visitato era un primario morto di fame, avrà pensato: “Questo è l’uomo più ricco di Taranto. Io lo metto sotto ai piedi”.

Eugenio: Lei era l’uomo più ricco di Taranto?

Federico: Eh, almeno. Mio padre, fu abbandonato a Taranto Vecchia sulla spazzatura, nel vicolo degli Innocenti, dove ci sono due pietre nere, lì, in un vicolo, lasciavano i bambini e le persone che non potevano mantenere. E allora mio padre mi raccontava le sue avventure: fu raccolto morente a 7 anni e mezzo sotto un carretto. Naturalmente, non avendo nessuno. Viveva di espedienti o rubando, di qua e di là, pantaloni, scarpe, ecc.
Il problema è che, al di là dei fattacci che avvengono e che sentiamo ogni giorno in televisione, ci sono le istituzioni! Le persone che hanno il privilegio di avere un titolo di autorità dell’amministrazione, della cosa pubblica, detengono il potere e fanno quello che vogliono. Questo è amico di quello, quello è amico di quell’altro, quindi la magistratura è un bordello, è un mercato. E allora queste cose le potrei dire io a viva voce, ma se lo fai ti mettono in galera , perché ovviamente, così tu crei la rivoluzione! A 16 anni imparai tutto Leopardi a memoria, i canti. E mi dicono che sono uno smemorato.

Eugenio: Com’è il suo nome mi scusi?

Federico: Federico. 84 anni. Ora sto nascendo. Adesso sto aprendo gli occhi.


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Playlist completa del MeTour2020 – In continuo aggiornamento


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La madre di tutte le battaglie. Eugenio Miccoli intervista Francesco Neri – Prima tappa del MeTour2020

Il MeTour2020 è iniziato. Il MeTour è il giro d’Italia di MePiù che ha lo scopo di documentare la realtà e le idee che i “media mainstream” non prendono in considerazione. Abbiamo deciso di iniziare con una tappa molto vicina alla base Romana del canale: Zagarolo, provincia di Roma, dove abbiamo incontrato Francesco Neri, divulgatore interdisciplinare, che ha condiviso con noi la sua visione sul momento attuale e sui possibili sviluppi. Per voi di MePiù abbiamo trascritto parola per parola il nostro incontro. In questa pagina potete leggere la trascrizione completa, a cura della redazione di MePiù, del video disponibile anche sul canale Youtube MePiù a questo link: https://youtu.be/P31fFlQlT9E

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È interessante fare contro-informazione, fare contro-cultura, però bisogna lasciare questo contro alle parole. E, in realtà, nella pratica operativa, agire in senso molto diverso.
Non mi ricordo esattamente chi, ma sicuramente aveva ragione: per abbattere, per battere o per superare l’attuale paradigma, che anche se non ci fosse il covid, anche se non ci fosse stata la crisi, anche se continuassimo noi a guadagnare tutti bene come era qualche anno fa, omunque, era sbagliato, no?.  Consumiamo 1,5 pianeti l’anno, 30 mila bambini muoiono al giorno di fame.. non è che andasse bene ,andava bene a noi ma c’era un miliardo o 2 di persone che se la prendevano in quel posto, molto pesantemente: i deboli del pianeta, il sud.

Quindi, in pratica il mondo andava ribaltato. In questo senso il paradigma nuovo non lo si può abbattere combattendolo, perché è fatto per combattere, combattendolo lo rinforzi. Va fatto creandone uno, nuovo amoroso, equanime, che lo renda obsoleto e quindi si decompone di suo e lo vediamo, secondo me, questo sta accadendo.

Ora siamo in una fase parossistica, siamo a testa in giù, alcune cose sono incredibili, in alcune informazioni che leggi devi andare a vedere se c’è scritto Lercio o no sotto, perché sono competente fuori di testa. Eliminati gli sbiancanti per rispetto ai negri, ai neri, gli sbiancanti della pelle. In realtà non stanno eliminando gli sbiancanti, li chiameranno in un’altra maniera. Eliminata la parola “sbiancante” per, in quanto razzista, butti giù le statue.

È chiaro che il mondo si sta ribaltando, andava ribaltato, quindi questo è una cosa buona in un certo senso, che sta accadendo. Il compito nostro è far sì che non si ribalti in qualcosa di ancora peggiore e più distopico, un vero incubo della società, ma invece apra le porte a quello che è finalmente un mondo equanime. Io c’ho le mie teorie.. 

-la tendenza che stai vedendo qual è?

Di speciazione antropologica. Nel senso di polarizzazione. Si sta dividendo il numero di chi ha apito, di chi è consapevole, di chi è conscio, è aumentato tantissimo. Una volta no? facevamo 150, adesso 100 mila e 50 mila visualizzazioni, quando parlo. Dall’altra parte però, quelli, gli stupidi, li chiamo così, senza voler colpevolizzare nessuno, ma quelli che vanno in giro con la mascherina anche sulla spiaggia e quelli che scrivono “io resto a casa”.. questi qui insomma, “i piddini ferro” quelli che: “io sono di sinistra” e poi in realtà sono fascisti dentro, ma anche fuori.

Costoro stanno diventando sempre, sempre peggio, cioè si stanno polarizzando e inglobando in un sistema ancora più sciocco di quello che era il loro sistema cognitivo antecedente, rifiutando conoscenza. Sono terrorizzati sapientemente dall’oligarchia che sà l’archetipo della paura essere ineludibile, essere potentissimo. Secondo me la paura sta giocando uno dei dei ruoli maggiori, paura unita all’ignoranza in un alambicco produce odio: per il diverso, per chi è libero, per chi le catene le vede come tali, per chi è divergente rispetto ai canoni imposti, rispetto alle regole e quindi si sta polarizzando il tutto. Molti di più stiamo ora capendo, ancora più “gnucchi” stanno diventando una certa fetta della popolazione che rifiuta ogni approccio cognitivo, non vuole comandare, non vuole responsabilità vuole essere comandate e pilotata e ci riesce. Questo mi sembra di aver dedotto. E questo questa pandemia nè stata veramente manifestazione eclatante, mi sembra.

– E ritornando alla tendenza, visto che è questa la tendenza che stai osservando, quali previsioni potresti fare?

Questa è la madre di tutte le battaglie. O andremo verso il nuovo paradigma, eliminato questo mondo assurdo che abbiamo creato..è quello di cui parlavamo prima.. in realtà, quando sento parlare di conflitto di interessi, che è quasi sempre riferito a Berlusconi, non che ami Berlusconi però mi veniva da ridere, perché noi abbiamo basato tutto il sistema economico mondiale sul denaro, sulla competizione e quindi sull’interesse. La competizione è conflitto quindi noi in realtà abbiamo stabilito essere regola globale del pianeta: il conflitto di interessi!

E allora cosa ci lamentiamo dopo.. cioè le farmaceutiche guadagnano se noi stiamo male, i produttori di armi guadagno dalla penuria di pace, i produttori di informazioni guadagnano dalla menzogna, i cinque facenti parte del consiglio ristretto dell’Onu che era nata per stabilire che ci fosse pace sono i cinque più grandi esportatori di armi! 


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Vogliamo parlare di conflitto di interessi? A che pro. Cioè se non eliminiamo questo, questo conflitto basico che ci vede costretti a essere l’uno contro l’altro: due operai per lo stesso posto, due dottori per lo stesso paziente, il criminale miliardario per l’ulteriore miliardo, un poveraccio per avere una prebenda.. come pensiamo di risolvere alcunché? È guerra! La regola che abbiamo stabilito è guerra!Se non stabiliamo, se non stabiliremo che la regola sia la pace, pace non ci sarà.
Indipendentemente da chi sia al potere in quel periodo al mondo, che ci sia Trump o Rothschild o chi sia. Una delle prime cose da abbattere secondo me, per inciso, è la globalizzazione.

-La risposta a tutto quello di cui stiamo parlando, può essere politica?

La risposta a tutto quello di cui noi stiamo parlando è la politica. È la gestione della polis intesa come comunità certo, ma una politica che non tenga conto dell’anima e del lato spirituale dell’esistente, si priva dell’etica e la politica priva dell’etica è la codifica della sopraffazione, come ora è diventata. Ora la politica.. la politica è nata ad Atene circa 500 anni prima di Cristo per difendere i normali, i poveri, la gente, i cittadini dai troppo ricchi. La “Peyron” quindi l’eccesso di ricchezza di alcuni, doveva essere temperata dal “metron”, quindi dalla giusta misura, perché? perché l’eccessiva ricchezza di alcuni non poteva che concretarsi nella schiavitù di molti. Bene. La politica ora se comprata, i ricchi si sono comprati la politica e ora la politica è asservita al dominio dei ricchi su tutti gli altri, questo va ribaltato.

In un certo senso l’esistenza dei miliardari, in dollari o in euro che sia, e democrazia sono incompatibili. Un miliardario delle regole della democrazia se ne frega, le infrange. È come una casa giapponese con le pareti di carta di riso, quei legnetti sottili e il ricco c’ha il bobcat.

– Cerco di essere più preciso nella domanda: in questo momento tu vedi risposte politiche che possano essere in linea con quella che è la tua visione d’insieme che hai descritto poc’anzi?

C’è un pezzettino di buono qui e un pezzettino di buono là, ma veramente poca roba. No, le istanze della sovranità culturale, monetaria, alimentare ed energetica e queste due interessano me in particolar modo, non le vedo rappresentate da nessun movimento presente nell’arco

Costituzionale. Io mi sono letto tutti i programmi di tutti i partiti alle ultime elezioni e ho trovato queste componenti solo in Rizzo e Casapound. Casapound non ce la faccio a votarlo perché c’ho un problema proprio, come si può dire, enzimatico e ho votato Rizzo, ben sapendo che era prendere il voto e buttarlo da qualche parte, però almeno aveva questi capisaldi nel suo programma. No, attualmente non c’è nessuno che rappresenta anche in nuce, anche minimamente quello di cui ci sarebbe bisogno.

Si vede che sono stati cooptati tutti, sono ricattati tutti, sono creati tutti da loro, dall’oligarchia. Sono tutti i vari burattini.. la differenza rispetto a prima è che ora si vedono i fili, si vedono i fili e si capisce anche se proprio non sei stupido, chi sono i burattinai. Questo ci aiuta? poco ..

Ci aiuta poco perché comunque siamo schiacciati da un sistema mediatico che non ci fa respirare, però comunque, tu lo vedrai meglio di me, ogni volta che parlavamo di alcuni processi o di alcuni pensieri e idee anni fa, eravamo veramente quattro gatti adesso siamo magari 4 milioni di gatti, che è sempre poco ma è sempre più di 4. Dove si andrà a finire non lo so, confido nel concetto di massa critica che gli Indù indicavano nel 1 per cento della radice quadrata di una popolazione. Ho fatto i conti, in italia basterebbero 830 persone risvegliate..bah a me sembra poco..

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-Forse in una condizione naturale come quella studiata all’epoca..

O ho capito male io perché gli Indù poi, non è che riesco a tradurli così bene. 

-Se non ci fosse, probabilmente, un sistema di manipolazione dell’opinione pubblica capillare potrebbe essere in quel modo.

Sì, forse l’hanno scritto quando ancora non c’era questo coperchio così efficace alle idee diffuse, non lo so. La storia delle 100 scimmie no? è famosa, che c’è questa risonanza cognitiva anche in assenza di trasmissioni efficace.

Non lo so esattamente come andrà, sai che da un certo punto di vista neanche mi interessa pure del tutto, perché? perché il nostro compito, mio, tuo, di qualunque persona di buona volontà o magari anche di chi non lo sa e lo scoprirà tra qualche anno, ma c’è anche gente che l’ha scoperto ben prima di noi, il nostro compito non è vincere.

Non è eliminare il male dal mondo per sempre. Per fortuna il nostro compito non è questo. Il nostro compito è fare il nostro massimo, è fare il nostro dovere. Se sentiamo che è una cosa è sbagliata non farla, se sentiamo che è giusta farla, se sentiamo che è nostro dovere farla assolutamente. Ognuno all’interno delle proprie possibilità: una mamma di famiglia è diversa da uno scienziato, è diversa da un ricercatore, un contadino lucano non è uno scienziato del politecnico. Ognuno all’interno delle sue possibilità deve fare pressappoco tre cose:

1) divulgare, parlare e condizionare al positivo tutti quelli che sono i suoi, le persone che non circondano.

2) aiutare chi ha bisogno ora e non può aspettare le masse critiche del pianeta che salvino il globo e chi ha bisogno ora, va salvato.

3) terzo e forse la cosa più importante propedeutica al 1 e al 2: sorridere. Perchè se non sorridi non funziona niente, non sei credibile, sei incazzato il mondo ti guarda incazzato, le tue energie se ne vanno disperse in mille rivoli che nulla creano, se non ulteriore dissapore.

-Sicuramente il covid ci ha dato una bella botta sul punto di vista di coesione sociale, e non solo, anche per quanto riguarda i sistemi di controllo e la stretta del sistema di quella che viene chiamata la matrix sui singoli individui..

È anche una grande mole di informazioni indietro per loro, feedback cognitivo.

-Esattamente, secondo te ne usciremo da questa situazione? come? e come soprattutto. 

Eh “figlio bello de mamma” direbbero, questa è una bella domanda.. anche qui comunque mi sembra che si va verso una polarizzazione estrema, le due ipotesi sono: allora, il sistema attuale sta collassando, Bmw ha fatto meno 94 in Italia, quindi c’è anche qualche riccone che è incazzato, la famiglia Quandt proprietaria di Bmw non è proprio il muratore e il manovale romeno che ti viene a taglia’ la siepe, è gente che fa parte dell’oligarchia finanziaria eppure adesso c’aveva un’azienda che valeva 60 miliardi sul mercato adesso ne vale 9, se guardi gli utili.

Quindi a parte i giganti di big data e di big social, di big media o amazon, tutti gli altri ci hanno rimesso, ci stanno rimettendo cifre spaventose. Questo sistema è destinato a crollare per questioni fisiche ineludibili, era destinato a crollare. 

Basta dire che tutte le componenti che lo animano soprattutto il sistema fiscale mondiale è basato su una retrazione positiva, cioè i poveri pagano pochissimo, la classe media paga una cifra, i ricchi pagano nulla. Quindi invece di fare così come sarebbe normale retroazione negativa, più soldi hai più ne paghi, meno ti è facile farne altri.. Ora invece riescono a farli solo quelli che ne hanno tantissimi, questo punta non già all’equilibrio, ma per regola fisica alla detonazione, non può che detonare un sistema del genere. 

Le nazioni hanno 230 mila miliardi di debiti, i mercati, che sono le grandi mafie criminali, i ricchissimi che che non pagano le tasse hanno 230.000 miliardi liquidi, in pratica quelli che dovrebbero traboccare di denaro perché lo creano dal nulla non ce l’hanno e quelli che non dovrebbero averlo perché pagate le tasse, pressapoco non ti rimane niente, non sanno dove metterlo. 

È chiaro che un sistema del genere in realtà è già morto, lo dimostra il fatto che chi ha credenziali come il Giappone prende i prestiti a tasso negativo, cioè il denaro vale meno di niente in un certo senso, cioè ti presto 100.000 purché tu me ne ridai 99. 

Quindi io che c’ho un debito c’ho una rendita e tu che c’hai un capitale una remissione. Questo si chiama crollo del sistema. Il sistema è crollato, e questa è una cosa buona, visto che era un sistema iniquo, che lasciava due miliardi di persone nella fame e un miliardo e mezzo obesi.

-Però scusa Francesco, un sistema così che collassa, se c’è una rete sociale salda sotto, c’è possibilità? altrimenti..

Bravo, il sistema così com’era crolla, poi dipende se abbiamo approntato i livelli di consapevolezza e di resilienza, ecco perché io fondai “Resilienza” anni fa, per scansarsi al momento giusto dai mattoni perché se rimani sotto le macerie il nuovo mondo, purtroppo, magari ci sarà, ma tu non lo vedrai. Importante è non rimanere sotto le macerie. Secondo me una nazione dovrebbe approntare a parte la sovranità monetaria, ma in un certo senso ancora più importante è propedeutica, la sovranità alimentare ed energetica, perché nel momento in cui tu mi dici: “io non ti do più niente”, io ti faccio “marameo”,sai che nuova c’è? io c’ho la Sicilia, la Sardegna, la Toscana, la Puglia, il cibo più buono nel mondo, il 70% dei monumenti del pianeta, conoscenze tecnologiche che molti si sognano, un agro alimentare che non ha paragoni sul pianeta, una capacità industriale/piccolo industriale senza eguali..


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“Ciao! State bene tutti così!” Però prima deve essere fatto fotovoltaico ogni capannone che esiste, ogni centro storico, ogni abitazione e aver approntato un sistema di filiera corta in grado di mangiare quello che qui c’è, senza importare porcherie dal pianeta, quella avrebbe fatto subito. Dopo di che tra 3-4 anni quando litigheremo del tutto con la Germania, o con chiunque gli diremo: “stiamo bene così, voi state lì, che noi stiamo qui, amici di tutti, servi di nessuno.” Non ci serve niente, perché è così! mentre invece ci vogliono prima rubare tutto e poi magari anche ridurre drasticamente la popolazione, io ho letto la previsione demografica di un tal sito che si chiama “Deagel” per l’italia parla di 42 milioni e non nel 2050, ma nel 2025, il che vuol dire..  che i vaccini devono averci proprio la stricnina.

-meno un terzo della popolazione praticamente, un italiano su tre secondo le previsioni di questo sito tra dieci anni, cinque anni non ci sarà.

Secondo me queste previsioni sono sbagliate e mi auguro che lo siano, tra l’altro dava anche la Germania da 82 a 28 quindi in Germania devono cadere proprio le bombe iperbariche. Stati Uniti da 320 a 90, mentre c’e Cina e India intonse, 1(mld)400/ 1(mld)380 come comunque è prevista la Cina e da 1(mld)380 a 1(mld)400 l’India che cresce e supera la Cina.

Ma queste sono previsioni di un sito che però sembrava strutturato bene e mi sembravano completamente demenziali quando l’ho pubblicato che un anno fa, adesso mi sembrano demenziali ma non completamente. Adesso qualche dubbio potrebbe anche venire..

-Molti potenti sostengono che c’è una sovrappopolazione che va arginata..

Che loro dicono che va sfoltita drasticamente, Bill Gates, Georgia Guidestones, Rockefeller tutti questi qui.. il nostro compito insomma, il sistema sta crollando ed è cosa buona in un certo senso, il nostro compito è mettere le basi per crearne finalmente uno equanime e le modalità di intervento sono migliaia. Ognuno: tu fai questo tour, lei fa da backstage egregio e raffinato, io chiacchiero un pochino e poi faccio anche l’orto, faccio le cose, ma ognuno, io sento parlare di molto home schooling, di orti sociali, di scuole nel bosco, bisogna ripartire dai bambini purtroppo l’hanno capito anche loro che infatti proprio sui bambini stanno picchiando.

Questa è la cosa che mi fa incazzare forse più di tutti! questa è la cosa più grave in assoluto! perché, se fai nascere ora una generazione meno stronza di noi, diciamo le cose purtroppo come vanno dette, che ha subito meno l’imprinting capitalistico monetaristico dell’avere, tra vent’anni abbiamo una generazione più equa, più improntata all’empatia, più consapevole del fatto che il mondo appunto è uno specchio. Stante il fatto che il nostro dialogo interiore, nella nostra parte cosciente, non è quella potente, è debole, è il 3%, il 97 è tra inconscio e subconscio, il 97 del genoma è sconosciuto. Il 97 dell’universo è materia oscura e non sappiamo nulla, quindi in pratica, secondo me, le armi potenti sono quelle che afferiscono, partono, ricevono e trasmettono quelle energie, nello specifico la nostra parte potente è il cuore. Una trasmittente, un campo magnetico 5 mila volte più potente del cervello, se c’hai il cuore tranquillo, sei tutto tranquillo.

Col cuore trasmetti le sensazioni in-mediate agli altri, se il tuo cuore è puro, gli altri lo capiscono, si vede dagli occhi con la mente non ce la fai a ingannare niente. Per quello io voglio andare alle conferenze, non per sentire cose che ho sentito 100 volte per guardare negli occhi le persone e capire chi sono davvero, dopodiché parleremo della programmaticità e della democrazia diretta e di quant’altro.. e cuore, da cuore deriva esattamente la parola coraggio,  se sei vinto dalla paura tu il tuo cuore non lo stai usando non riesce a risuonare con nessuno perché ti sei blindato e non puoi fare nulla, quindi la soluzione purtroppo è cercare dentro di sé il coraggio, ma in realtà la consapevolezza, perché aver paura è la follia! La vita è un soffio! Io avevo 30 anni poco tempo fa, adesso no 64, di che ci dovrei avere paura? Tra cinquant’anni non ci saremo più, conterà come abbiamo vissuto, che cosa abbiamo fatto e quanto abbiamo donato e regalato, non quanto..anche quanto abbiamo voluto perché no? va bene pure quello ma, non può essere solo quello e comunque, io ravviso nella paura una delle componenti più devastante della nostra possibilità in ordine alla soluzione di qualunque aspetto dei problemi che tu hai enucleato, e infatti loro, sapendolo bene, se guardi un telegiornale: Paura! Paura! Paura! Paura! Paura! Rapina! Uccisa! Vecchietta! E Covid! E truffa! e il Covid.. un ottimo sistema!

Io come come frontespizio su facebook c’ho scritto: “spegnete la tv”! Non puoi competere con un’arma di ipnosi così potente,  sono convinti, molti, che la tv rincoglionisce gli altri. Non è così! Rincoglionisce pure te che sei consapevole che hai letto Marx, Hegel, Piketty, Jung e pensi di essere immune. No, la paura lavora profondo, quello che hai letto sta qui, le paure sono qua e loro menano lì, come se uno ti desse 4-5 pugni forti qui(dorso) e tu dici ma io ho il naso robusto, sì, però quello ti inclina le costole, quello picchia direttamente sul tuo subconscio e la paura diventa la dominante della tua esistenza. Dopo fai una serie di scelte tutte sbagliate.. la tua vita non va come volevi e lo chiami destino, mentre invece la vita ce la facciamo noi, esattamente come vogliamo.

La gente deve capire questo: che siamo esseri potentissimi, nati luminosi e chi ha interesse a dominarci ci insegna il buio. La nostra condizione normale non è la Tristezza, neanche la preoccupazione, neanche le bollette e neanche gli f24, la nostra condizione naturale è la felicità, solo che ce lo siamo dimenticato.

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