La crittografia che protegge tutto quello che hai online ha una data di scadenza.
Il 22 giugno 2026, Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi che nessun governo firma volentieri. Perché ammettere quello che ammettono loro significa dire ad alta voce una cosa che fa paura: la sicurezza digitale su cui si regge il mondo intero — banche, email, Bitcoin, segreti militari — è a orologeria.
E il tempo sta per scadere.
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I DUE ORDINI — COSA DICONO
Il primo si chiama EO 14411. È l’offensiva.
Lancia il programma QC-ADDS: costruire almeno un computer quantistico su larga scala e installarlo in una struttura del Dipartimento dell’Energia entro il 2028. Parole di Michael Kratsios, direttore dell’Ufficio Scienza e Tecnologia della Casa Bianca: «Crediamo che questo possa accadere entro il 2028».
Non è un obiettivo vago. Ci sono scadenze.
Il Pentagono ha 60 giorni per identificare 3 progetti prioritari di sensori quantistici militari da schierare entro settembre 2028. Entro 180 giorni, nasce un centro nazionale di benchmarking per misurare le performance reali dei sistemi quantistici. Ci sono strategie per la supply chain, per il controspionaggio — con l’FBI a capo di un team dedicato — e per il reclutamento di personale qualificato. Più protezione della proprietà intellettuale contro Cina e competitor.
Il secondo ordine è EO 14409. È la difesa.
Accelera la migrazione alla crittografia post-quantistica — quella che regge anche di fronte a un computer quantistico — con una timeline compressa e vincolante.
Per chi segue la materia: il NIST (National Institute of Standards and Technology) ha già standardizzato i primi algoritmi PQC nel 2024. Non è roba teorica — esistono, sono testati, vanno solo implementati. Il problema è che implementarli su scala globale richiede tempo. Tempo che, a giudicare da questi due ordini esecutivi, potrebbe essere meno di quello che pensavamo.
Entro il 2030: migrazione completa dello scambio di chiavi crittografiche. Entro il 2031: firme digitali. La scadenza precedente era il 2035. L’hanno anticipata di 4-5 anni. Entro dicembre 2027 deve essere completato un progetto pilota. Entro fine 2030 i contractor federali devono essersi adeguati. Chi manca la scadenza deve spiegarlo all’OMB.
E c’è una frase nell’ordine che vale la pena fermarsi a leggere: «avversari potrebbero già raccogliere dati crittografati oggi per decifrarli quando avranno un computer quantistico».
Questo si chiama “harvest now, decrypt later”. Ci torno tra poco — è il punto più inquietante di tutta la faccenda.
UN MINUTO DI CRITTOGRAFIA — PROMETTO CHE È SEMPLICE
Oggi ogni dato che viaggia su internet — il tuo login alla banca, la tua email, una transazione in Bitcoin — viene cifrato con un sistema che si chiama crittografia a chiave pubblica. RSA, curve ellittiche: nomi tecnici, ma il concetto è uno solo. Funziona perché rompere quel codice con i computer classici richiederebbe secoli, se non millenni.
Un computer quantistico sufficientemente potente la rompe in ore. Forse in minuti.
Fino a qualche anno fa si parlava di dieci milioni di qubit — le unità di base di un computer quantistico — come soglia minima per farlo. Un traguardo che sembrava lontano decenni.
A marzo 2026, un paper firmato da Google Research, Justin Drake dell’Ethereum Foundation e Dan Boneh di Stanford ha cambiato il quadro in modo radicale: la soglia non è più 10 milioni di qubit fisici. Sono meno di 500.000. Una riduzione di 20 volte rispetto alle stime precedenti.
Google ha già fissato il 2029 come deadline interna per completare la propria migrazione.
La Casa Bianca, con questi due ordini esecutivi, sta dicendo la stessa cosa. Solo con firme e obblighi di rendiconto.
“HARVEST NOW, DECRYPT LATER” — PERCHÉ È IL PUNTO PIÙ INQUIETANTE
Me lo sono fatto spiegare bene prima di scrivere questo pezzo. E più lo capivo, meno mi piaceva.
Immagina che qualcuno — un servizio segreto straniero, un gruppo criminale organizzato — stia raccogliendo oggi tutto il traffico cifrato che riesce a intercettare. Email, comunicazioni diplomatiche, dati bancari, segreti industriali.
Non li apre. Li conserva.
Aspetta il giorno in cui avrà un computer quantistico abbastanza potente. E quel giorno, tutto quello che ha raccolto diventa leggibile.
Non è fantascienza. È una strategia reale, riconosciuta formalmente in un ordine esecutivo presidenziale degli Stati Uniti.
I dati rubati oggi potrebbero essere decifrati tra cinque anni. O meno.
COSA SI ROMPE — E QUANDO
Tutto quello che non migra alla crittografia post-quantistica in tempo diventa vulnerabile.
Criptovalute. Bitcoin e Ethereum si basano sulla stessa crittografia a curva ellittica — ECDSA — che i computer quantistici prendono di mira. I wallet con chiavi pubbliche esposte sono i primi a rischio. Ethereum ha già un piano di migrazione. Bitcoin no. E una migrazione per Bitcoin richiederebbe un hard fork: un intervento coordinato di tutta la rete che non ha precedenti per complessità.
Sistema bancario e finanziario. TLS, HTTPS, firme digitali per le transazioni. Tutta l’infrastruttura di internet banking.
Comunicazioni governative e militari. Tutto ciò che usa la crittografia standard a chiave pubblica.
Messaggistica. Signal, WhatsApp, Telegram — qualsiasi protocollo basato su Diffie-Hellman o RSA.
I dati già rubati. Non parliamo di attacchi futuri. Parliamo di dati già sottratti, già conservati, in attesa. È il vero incubo.
IL CONTESTO — QUESTA È UNA GARA
Gli ordini di Trump non arrivano nel vuoto.
A maggio 2026, il Dipartimento del Commercio USA ha annunciato 2 miliardi di dollari in partecipazioni azionarie in 9 aziende quantistiche nell’ambito del CHIPS and Science Act. Alla firma degli ordini esecutivi erano presenti i vertici di IBM e Google.
Arvind Krishna, CEO di IBM: «Una politica solida, investimenti sostenuti e partnership pubblico-privato sono vitali per sostenere la leadership quantistica americana».
Leggi: la Cina sta facendo lo stesso. Forse è già avanti.
IL PROBLEMA CHE QUESTI ORDINI NON RISOLVONO
Gli Stati Uniti possono blindare i propri sistemi federali. Ma internet non ha confini.
Se l’UE, la Cina, l’India, il Brasile e il resto del mondo non migrano nella stessa finestra temporale, il risultato è un sistema a due velocità: sistemi americani protetti, tutto il resto vulnerabile.
L’ordine esecutivo chiede al Dipartimento di Stato di «incoraggiare» i governi stranieri e gli operatori di infrastrutture critiche a fare lo stesso.
Incoraggiare non è obbligare.
Ed è il vero problema di coordinamento che nessun ordine esecutivo americano può risolvere da solo.
LE DATE — TIENILE A MENTE
— 60 giorni da giugno 2026: il Pentagono identifica i 3 progetti di sensori quantistici militari prioritari.
— 180 giorni da giugno 2026: nasce il centro nazionale di benchmarking.
— Dicembre 2027: progetto pilota PQC completato.
— 2028: quantum computer operativo presso una struttura del Dipartimento dell’Energia.
— Fine 2030: tutti i contractor federali migrati.
— 2030: migrazione completa dello scambio di chiavi crittografiche.
— 2031: migrazione completa delle firme digitali.
Non è più un problema teorico.
Il governo degli Stati Uniti — con firme, scadenze e obblighi di rendiconto — ha appena detto che un computer quantistico capace di rompere la crittografia globale potrebbe esistere prima della fine di questo decennio.
E quei dati che qualcuno sta raccogliendo adesso?
Stanno già aspettando.
Fonti
- White House — Fact Sheet: President Donald J. Trump Secures the Nation Against Advanced Cryptographic Attacks (22 giugno 2026)
- The Quantum Insider — Trump Administration Executive Order Places Quantum at Center of Federal Technology Strategy
- CoinDesk — Trump Signs Orders to Build a Quantum Computer and Protect Against the One That Could Break Encryption
- CyberScoop — Trump executive orders speed up post-quantum migration, boost industry
- NBC News / Reuters — Trump signs orders calling for powerful quantum computer
- MeteoWeb — Corsa al calcolo quantistico, Donald Trump firma due ordini esecutivi
- Agenzia Nova — Trump firma due ordini esecutivi per accelerare lo sviluppo del calcolo quantistico
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