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Africa

“Stanno facendo scoppiare l’inferno in Africa nel silenzio di tutti i media”

Mohamed Konarè racconta il clima di dissenso che sta emergendo sempre di più in Africa contro i “globalisti neofeudali”. Eventi scottanti, a suo dire inizio di un graduale risveglio del popolo africano.

Ancora una volta Mohamed Konarè non le manda a dire e pubblica un nuovo video su Telegram. Dopo aver rimarcato come tutta l’Africa in questo momento è in balia dei “globalisti neofeudali” che hanno lo scopo di progettare come sempre lo sfruttamento di tutte le zone ricche di materie prime, ha lanciato un messaggio di speranza. A suo dire infatti, dopo decine di anni, gli africani stanno prendendo sempre più consapevolezza delle menzogne dell’occidente.

“L’oligarchia criminale”, come lui stesso l’ha definita, si trova di fronte al popolo africano che sta delegittimando tutti i dirigenti, ovvero i governatori delle colonie africane, “rappresentate agli occhi dell’opinione pubblica mondiale come democrazie”. Finte democrazie, secondo Konarè: “questi stati non hanno il controllo della propria moneta, del loro territorio, della loro economia e persino della loro cultura”. Ha inoltre illustrato il piano di distruzione culturale da tempo impartito nelle scuole africane: “Anziché insegnare la storia dell’Africa, nelle scuole si insegna la storia della Francia”.

L’attenzione è stata poi focalizzata su un episodio in particolare avvenuto in Burkina Faso, dove molti cittadini hanno bloccato in segno di protesta un convoglio dell’esercito francese, che per tutta risposta ha sparato sulla folla, provocando feriti. Stesso copione avvenuto a Niger, dove ci sono stati addirittura 3 morti e 18 feriti. Episodi non considerati dai media, ma che rappresenterebbero un clima di forte dissenso che si sta verificando in diversi territori dell’Africa. Konarè ha invocato una continuità di queste battaglie, con la speranza che si diffondano in tutto il continente.

Infine ha rilanciato il suo appoggio al popolo italiano in un’altra battaglia, quella di “liberazione”. Una sfida che, nonostante i tanti impedimenti creati da parte del governo, sta ancora mobilitando persone in strada contro l’obbligo vaccinale, contro la faziosità mainstream e soprattutto contro l’attuale classe politica.

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