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Montagnier, l’uomo che non volevano far morire

Da ieri non è ancora ufficiale la morte del professor Luc Montagnier – biologo e virologo francese, direttore emerito del Centre national de la recherche scientifique e dell’Unità di Oncologia Virale dell’Istituto Pasteur di Parigi. Intorno alla vicenda si è scatenato un “giallo” che lascia pensare. Possibile che il mainstream internazionale, i “professionisti dell’informazione”, non siano in grado di confermare la morte di una personalità di questo calibro? Perché lasciare il mondo nel limbo di una simile attesa?

Fino alla fine è stata un mistero la morte del professor Luc Montagnier – biologo e virologo francese, direttore emerito del Centre national de la recherche scientifique e dell’Unità di Oncologia Virale dell’Istituto Pasteur di Parigi. Intorno alla vicenda si è scatenato un “giallo” che lascia pensare. Possibile che il mainstream internazionale, i “professionisti dell’informazione”, non siano stati in grado di confermare la morte di una personalità di questo calibro? Perché lasciare il mondo nel limbo di una simile attesa?

AGGIORNAMENTO: A quanto apprendiamo da fonti estere, Luc Montagnier doveva testimoniare il 12 Febbraio al Gran Giurì che procede per i crimini contro l’umanità da Covid-19. Le testimonianze degli esperti iniziano sabato 12 febbraio. Leggi l’articolo: https://mepiu.it/luc-montagnier-doveva-testimoniare-il-12-febbraio-al-gran-giuri-che-procede-per-i-crimini-contro-lumanita-da-covid-19/

Mercoledì 9 febbraio, sembra una normale giornata fino al momento in cui intorno alle 12 la testata giornalistica France Soir annuncia pubblicamente la scomparsa del premio Nobel Luc Montagnier tramite i suoi account ufficiali Twitter e Facebook. Così recita il testo: “Il professor Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina 2008, è morto pacificamente l’8 febbraio 2022 alla presenza dei suoi figli. 18 agosto 1932 – 8 febbraio 2022”. Un fulmine a ciel sereno che immediatamente scatena il popolo del web. Sui social si accumulano numerosi messaggi di cordoglio.

Passa il tempo, ma non arrivano le conferme dalle principali testate francesi come Le Monde e Le Figaro. Strano. Con lo scorrere delle ore la stampa mainstream continua a non fornire la notizia del decesso. Gli unici che la confermano citano come fonti amici e collaboratori del Premio Nobel. Iniziano a circolare voci contrastanti e in molti cominciano a sperare si tratti solo di una delle tante fake news che circolano. 

Alle 16:12 France Soir pubblica un articolo dove conferma il decesso: “All’età di 89 anni (18 agosto 1932 – 8 febbraio 2022), il professor Luc Montagnier è morto all’American Hospital di Neuilly-sur-Seine. Il dottor Gérard Guillaume, uno dei suoi più fedeli collaboratori, ci racconta di essere partito in pace, circondato dai suoi figli”. Vengono addirittura citati il luogo di morte e la fonte, quella del collaboratore del Nobel, il Dott. Gérard Guillaume. Il giallo prosegue ancora e i grandi media francesi, e non solo, continuano a tacere. 

Intanto nel pomeriggio, dal suo account personale su Twitter, il direttore di France Soir, Xavier Azalbert, ribadisce la notizia. Persino Alexandra Henrion-Caude, scienziata francese, fondatrice dell’Institut de Recherche SimplissimA e grande amica di Montagnier sembra rilanciare la tesi della veridicità della morte del virologo: “LUTTO NAZIONALE. Si è semplicemente sacrificato al compito di salvare ciò che poteva ancora essere salvato. Un uomo di rara intelligenza, curioso di tutto. Il significato di servire fino alla fine. Fedele alla scienza fino alla fine. Dolore intenso e immensa gratitudine. GRAZIE CARO PROFESSORE!”. Parole che suscitano più di qualche riflessione, quelle della Henrion-Caude.

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Incominciano così ad uscire articoli di piccoli giornali in cui si annuncia la morte, altri invece continuano a smentire tale voce, bollandola come “non ufficiale”. I giornali di tutto il mondo iniziano a parlare di “giallo” della morte di Montagnier.

In Italia soltanto il sito di Byoblu conferma il decesso del Professore, tanto da annunciare una messa in onda in suo ricordo. Una persona che però di recente aveva intrapreso una battaglia politica al fianco di Montagnier, sul suolo italiano, era il Sen. Gianluigi Paragone, leader del movimento “Italexit”, il quale lo aveva ospitato alla manifestazione del 15 gennaio a Milano contro qualsiasi forma di obbligo vaccinale. Proprio il Senatore nella tarda serata del 9 febbraio, poco prima della mezzanotte, ha avviato una diretta dove ha spiegato: “da giorni anche noi non riusciamo più a metterci in contatto con lui“. In mattinata dal blog “Il Paragone.it” arriva un messaggio di addio che sembra confermare le voci.

A destare scalpore, oltre che valanghe di sospetti, è il fatto che il mainstream internazionale non sia in grado di appurare la morte di una personalità del calibro del Professor Montagnier. Ipotesi assurda al solo pensiero. Altra particolarità della vicenda sta nel fatto che nessuno dei conoscenti e dei grandi sostenitori del Premio Nobel smentisce la notizia del decesso. 

Eppure questo atteggiamento di segretezza della notizia non ha aiutato a creare un clima di fiducia nei confronti degli organi istituzionali, anzi ha favorito teorie cosiddette “della cospirazione”, che da ieri hanno invaso il web a proposito di questo grande interrogativo. 

Il popolo dei social ha ricordato le parole del premio Nobel in merito ai controversi “vaccini” anti-covid 19: “non proteggono ma favoriscono infezioni”, “la proteina utilizzata è tossica”, “chiedo a tutti i miei colleghi di fermare le vaccinazioni contro il Covid con questo tipo di vaccini”, “Il dopo dipende da voi, soprattutto dai non vaccinati”. Proprio per il fatto che uno degli uomini di Scienza più rinomati al mondo sia scomparso nel nulla in seguito alla sua ultima dichiarazione in merito alla terza dose del vaccino che provocherebbe l’Aids, a più di qualcuno incomincia a sorgere il dubbio che forse non è tutto “complottismo” ciò che invade gli ambienti della contro-narrazione. Montagnier, non sarebbe il primo uomo di Scienza del globo passato a miglior vita in circostanze misteriose, ma sicuramente quello più importante in questo momento storico.

Di seguito vi alleghiamo un servizio del 2018 condotto da Eugenio Miccoli in merito ad un convegno organizzato a Roma dall’Ordine Nazionale dei Biologi con tanto di partecipazione del Professor Luc Montagnier: “Nuove frontiere delle biologia“.

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