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ALCUNE COSE STRANE SUCCESSE AL G20

Oggi analizziamo brevemente alcune delle cose strane successe durante questo G20. Molte di queste chicche ce le avete segnalate voi sul nostro canale Telegram attraverso un piccolo sondaggio che abbiamo lanciato. Siete pronti per scoprire nuove assurdità?

Oggi analizziamo brevemente alcune delle cose strane successe durante questo G20. Molte di queste chicche ce le avete segnalate voi sul nostro canale Telegram attraverso un piccolo sondaggio che abbiamo lanciato. Siete pronti per scoprire nuove assurdità? Ma prima iscriviti al canale e clicca sulla campanella per non perdere i prossimi contenuti.

Numero 1: “ Non fate come noi ma fate quello che diciamo noi. Ambiente”

Il G20 ha trovato l’accordo sul clima: è stato fissato a 1,5 gradi il tetto massimo per il riscaldamento globale e c’è l’impegno per il raggiungimento delle zero emissioni entro la metà di questo secolo. Tematica spinta da una politica di stampo progressista ‘green’, la stessa della mascotte del mainstream Greta Thunberg. Peccato che lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sia arrivato al vertice G20 per discutere di cambiamenti climatici e transizione ecologica scortato da ben 85 auto. A meno che gli americani non siano in possesso di particolari tecnologie di avanguardia ambientalista sconosciute al resto del mondo, risulta che anche quelle auto inquinassero come tante altre. Se solo il Presidente americano ha richiesto un tale dispiegamento di forze motorizzate, immaginiamo l’ammontare di tutto l’evento a che cifre sorprendenti di gas possa dar vita.

Numero 2: “Mascherina Sì, mascherina No”

I capi di Stato arrivano uno alla volta e sfilano davanti al picchetto d’onore, poi entrano nel centro che ospita il congresso, lì si tolgono la mascherina e corrono a stringere la mano al padrone di casa, il Premier Mario Draghi. Una scena che non è sfuggita all’occhio vigile e che sottolinea una forte incongruenza da parte dei dei big del mondo: mascherina all’aperto, ma non al chiuso, quando invece è obbligatoria per il volgo. A dare questo grande esempio:  Johnson, Bolsonaro, Biden, Merkel, Macron e molti altri presenti.

E’ divenuto virale sul web anche il video dei dirigenti italiani e britannici che posano con la mascherina per le foto formali, salvo poi toglierla immediatamente in seguito allo scatto. In molti hanno aspramente giudicato questo stralcio di filmato come la raffigurazione dell’ipocrisia vivente. Una vera e propria presa in giro verso il popolo che da quasi due anni è costretto a piegarsi, anche con fatica, a misure restrittive dalla dubbia funzione sanitaria. Le osservazioni più punzecchianti hanno sottolineato come, mentre i cittadini si scannano su tali politiche di prevenzione, i potenti della terra se ne prendono ampiamente gioco.

Numero 3: “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!”

I capi di Stato, dopo lo scatto che li ritrae tutti insieme, hanno fatto una fotografia insieme a medici, infermieri e operatori sanitari della Croce Rossa, alcuni in camice altri con le divise da soccorritori. Un omaggio globale allo sforzo compiuto dagli operatori sanitari nel corso dell’emergenza, sembrerebbe. Tutto bello, se non fosse per un particolare: ad avere la mascherina nella foto sono soltanto i lavoratori, mentre i leader nazionali no. Ciò ha subito scatenato sui social altrettante critiche, non risparmiando neanche opinioni più severe, che vedrebbero in quello scatto il perfetto quadro dell’ampia disparità di trattamento tra cittadino e potente di turno. Alcune teorie, definite comunemente ‘complottiste’, hanno captato all’interno della foto il perfetto messaggio simbolico sulla sottomissione del popolo all’élite.

Numero 4: “Moneta della discordia?”

Ci addentriamo nell’ambito più cospirazionista probabilmente, ma a scatenare numerosi interrogativi è stato un gesto che ha compiuto il Presidente americano. Venerdì 29, infatti, appena arrivato, Biden è passato a far visita al Papa. Ha donato al Pontefice una moneta con il sigillo degli Usa su un lato e quello del Delaware sull’altro, lo stato di cui Beau Biden, il suo primogenito morto, era stato governatore. Immediatamente più di qualcuno ha fatto riferimento ad un possibile rituale di natura simbolica che vedrebbe il Capo della Chiesa ormai svenduto alla governance mondialista. Altri hanno immediatamente trovato una correlazione tra quanto immortalato nelle immagini e un avvenimento fondante di biblica memoria: i famosi trenta denari di Giuda. Naturalmente ad oggi sono solo teorie.

Contemporaneamente non si placa neanche l’ira del mondo ultracattolico americano, scosso dalle parole del Papa nei confronti di Joe Biden. Durante l’incontro, il Pontefice avrebbe acconsentito al Presidente di poter continuare a prendere la comunione nonostante la sua posizione a favore della legge sull’aborto. Una simpatia quella tra Francesco e Joe, che li ha portati in ogni caso ad un dialogo di un’ora e un quarto, rispetto ai soli trenta minuti che aveva condiviso con l’ex Presidente Donald Trump.

Numero 5: “Monete ovunque?”

Più che altro una continuità del punto precedente: Oltre il gesto di Biden a Bergoglio, ecco rispuntare le monete in un atto preciso dinanzi alla Fontana di Trevi. I detentori delle sorti del pianeta hanno fatto un giro nel centro della Capitale prima dell’inizio dei lavori del secondo giorno del summit. Arrivati nei pressi di una delle più grandi opere della Capitale, rigorosamente con mascherina subito tolta dopo la sfilata tra fotografie dei numerosi giornalisti presenti, si è dato vita al rituale. E’ stato fornito loro un sacchetto con un euro italiano, con inciso l’Uomo Vitruviano, da lanciare nell’acqua della storica fontana. I venti hanno quindi lanciato la monetina nell’acqua come da tradizione, con le spalle rivolte al celebre monumento romano in segno di buon augurio. Sembra che mediaticamente il denaro abbia avuto un suo ruolo simbolico centrale.

Numero 6: “Ancora il ‘15’ e una nuvola come location”

L’evento, ricordiamo, tenuto proprio nel fine settimana dal 29 al 31 ottobre, giorno di Halloween, ha avuto il suo clou a 15 giorni esatti dall’inaugurazione del 15 Ottobre della Porta dell’ Inferno, in un luogo specifico: La nuvola di Fuksas.

Così ha commentato il 30 ottobre, sui social, l’influencer Matteo Brandi

“G20 di Roma, all’insegna delle boiate globaliste, non poteva che andare in scena davanti a questa porcheria: la Nuvola di Fuksas.

A differenza delle dolci nuvole che attraversano i cieli, questa struttura tutto comunica tranne che leggerezza e delicatezza. Una sorta di blob biancastro, una manciata di pongo per bambini su di un dedalo di impalcature ferrose, ecco cos’è la tanto osannata Nuvola di Fuksas.

Come tutta l’architettura globalista, di cui l’archistar Massimiliano Fuksas è un perfetto esponente (come dimenticare la devastante chiesa cubica di Foligno?), anche quest’opera è totalmente priva di qualsivoglia bellezza o senso. Non suscita alcun sentimento e non eleva l’animo. Non dice niente, punto.”

Gran finale, numero 7: “La sfera di Mario Draghi”

Dopo un accenno alle parole dell’immancabile Ministro Lamorgese in merito all’andamento del vertice dei capi di Stato, “Abbiamo affrontato una prova molto impegnativa”, non può mancare la grande conclusione: un assaggio delle dichiarazioni del Premier italiano, tanto acclamato da destra a sinistra, alla conclusione del G20. Nel gran finale infatti, attraverso le profezie del Super Mario della Goldman Sachs, siamo venuti a conoscenza delle future pandemie che “PURTROPPO” ci accompagneranno in una vita travagliata nei prossimi anni: “Abbiamo intensificato i legami tra finanza e salute, anche perchè è necessario per prevenire epidemie, nuove pandemie. Soprattutto in generale per assicurarci una preparazione ai prossimi, purtroppo, inevitabili danni sanitari”.

Sai Baba e Nostradamus devono spostarsi dinanzi ai pronostici di colui che ha unito l’intera classe politica italiana. 

Dopotutto l’Italia è quella nazione che fin dal 2014 è stata incaricata di guidare per i cinque anni successivi le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. Decisione del Global Health Security Agenda (GHSA). Tutto nella norma.

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