LE MANI DELLA FINANZA SULL’ACQUA: ARRIVANO I “FUTURE” SULL’ORO BLU \\ SETTE+ in compresse. Edizione del 22/10/2020

Dalla fine di quest’anno sarà possibile negoziare contratti future sull’acqua sulla piattaforma Globex. Ad annunciarlo il gruppo americano CME, proprietario della piattaforma, recentemente molto chiacchierata per alcuni movimenti speculativi anomali. L’annuncio ha destato preoccupazione e scandalo perché l’acqua, bene primario indispensabile e diritto umano inalienabile, verrà di fatto trasformata in merce soggetta ai movimenti speculativi e alle leggi del mercato. Vediamo i dettagli in questa nuova compressa di Sette+ su mepiu.it

Il Gruppo americano CME ha annunciato che entro la fine di quest’anno sulla sua piattaforma di negoziazioni Globex, in collaborazione col NASDAQ (uno dei maggiori listini di Borsa degli Sati Uniti) sarà possibile negoziare contratti “future” sull’acqua.

Il “sottostante” (cioè l’oggetto delle “scommesse”)  sarà infatti il Nasdaq  Veles California Water Index, che registra i prezzi dei diritti di concessione dell’acqua in California, che nei solo territorio di Los Angeles e San Francisco valgono più di un miliardo di dollari. La piattaforma di contrattazioni Globex in questi ultimi tempi è stata , diciamo così, alquanto chiacchierata. E’ su di essa infatti che il petrolio alcuni mesi fa ha registrato addirittura quotazioni negative. I venditori cioè dovevano pagare i compratori per poter disfarsi del petrolio. Ed anche sul prezzo dell’oro su Globex si sono registrati movimenti anomali. Ma non è questo il punto. A suscitare polemiche e scandalo è  il fatto che l’acqua, bene primario indispensabile alla vita, da sempre considerato bene comune gestito da istituzioni pubbliche, dopo essere stato affidato ora a gestioni private, tende a diventare sempre più una “merce” normale, cioè un bene di mercato sottoposto quindi alle leggi, e alle speculazioni, del mercato.

Naturalmente il CME Group sostiene che i “future” sull’acqua hanno lo scopo di gestire meglio il “risk management” cioè il rischio che i gestori delle imprese (agricole, industriali) grandi consumatrici di acqua vadano incontro a rimbalzi dei prezzi conseguenti a carenze idriche. Ma è noto che a livello mondiale da anni solo il 10%  dei contratti derivati è stipulato per coprirsi da rischi, mentre il 90%, cioè la quasi totalità, ha scopi speculativi.

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Lo stato dell’acqua in Italia

Di Emiliano Bassetti
per mepiu.it

L’acqua ha un valore che si può definire incommensurabile, il bene più prezioso di cui disponiamo sul Pianeta Terra. Probabilmente è la «causa» della Vita, è il Principio di tutto, è l’elemento biologico più importante di qualsiasi essere vivente, animale o vegetale che sia.

L’Essere Umano scruta lo spazio per cercare altre forme di vita su altri pianeti, e il requisito fondamentale è sempre l’acqua. Gli animali sono alla ricerca continua di acqua, sono capaci di affrontare migliaia di chilometri alla ricerca di acqua.

Ad esempio in Africa sul Delta del fiume Okawango in Botswana, durante i periodi di siccità, si riversano migliaia animali da tutte le zone più remote della parte Sud dell’Africa alla ricerca di acqua, percorrendo anche 1000 chilometri. Fin dall’alba della civiltà umana, le grandi comunità sono nate vicino a corsi d’acqua, Assiri e Babilonesi vicino al Tigri e l’Eufrate, gli Egizi vicino al Nilo, i Romani vicino al Tevere, tutte civiltà che hanno prosperato per secoli proprio grazie ad un sicuro approviggionamento di acqua.

L’assenza di questo bene così prezioso è sinonimo di morte, senza cibo si può vivere oltre 7 giorni, senza acqua non si superano i 3 giorni. Le popolazioni Indigene conoscono molto bene il valore di questo bene, lo custodiscono come una reliquia sacra, lo venerano come un Dio, lo proteggono anche a costo della propria vita.

Negli ultimi anni sono stati d’esempio i Nativi Americani che hanno combattuto contro le Multinazionali del Petrolio proprio per tutelare il Sacro fiume del Sud Dakota il fiume Missouri, tanto da meritarsi l’appellativo di Protettori dell’Acqua, che fornisce acqua a più di 80000 persone ed è fondamentale per l’agricoltura locale.

Allo stesso modo le tribù dell’Amazzonia sono in lotta contro gli sciacalli della deforestazione, gli agricoltori intensivi che mettono in serio pericolo il Rio che corre dentro la foresta. Eppure la nostra società sembra aver dimenticato l’importanza di questo bene, dando per scontata la sua presenza e cullandosi sulla facilità con cui si può reperire acqua potabile, semplicemente aprendo il rubinetto di casa o acquistando una bottiglietta Pet in uno dei migliaia punti vendita delle grandi città, come Bar, supermercati etc…

Ma purtroppo l’acqua non è un bene infinito, nonostante la Terra sia formata dal 71% di acqua, solo lo 0,65% di questa è dolce e quindi potabile o adatta alle esigenze della vita, e si trova in laghi, fiumi e falde acquifere. Il mutamento del clima globale, unitamente allo sfruttamento antropico dei grandi bacini di acqua dolce, stiamo assistendo ad un veloce ed inesorabile prosciugamento di tutte le risorse idriche a disposizione. I più grandi laghi del Mondo sono al loro minimo storico ed alcuni sono già completamente asciutti, i Fiumi vivono periodi di secca come non si erano mai registrati, e le falde acquifere vengono compromesse dall’inquinamento, i ghiacciai, grandi bacini di acqua allo stato solido, si ritirano ad una velocità allarmante. Eppure non sembra ci sia una presa di coscienza di questo pericolo, anzi le grandi Multinazionali hanno fiutato il grande business e stanno acquistando sorgenti d’acqua in tutto il Mondo.

Una delle cause delle rivolte in Cile è proprio per l’acqua, privatizzata da anni, ora risulta pesantemente inquinata dalle trivelle petrolifere o dalle miniere, per cui il popolo Cileno si trova a pagare molto caro un bene di cui non ci si può servire, è così compromessa che non si può bere ne usare per cucinare ne per lavare, e questo ha portato alle rivolte popolari che vediamo in TV o molto più spesso sui social.

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Sembrano problemi distanti da noi, ma vicino a dove sto scrivendo adesso c’è una fonte d’acqua storica per noi Romani, la sorgente Claudia, che si trova vicino al lago di Bracciano, beh la notizia è passata in sordina ma la fonte è stata acquistata dal gruppo Nestlè.

Ricordo ancora quando da bambino andavo con mio padre a prendere l’acqua dalla fonte, si pagava l’ingresso e si poteva fare scorta. La cosa che mi sorprendeva sempre era quella di bere acqua frizzante direttamente dalla fonte, ne rimanevo affascinato e rapito da questa misteriosa magia. Oggi quell’acqua viene imbottigliata e venduta a caro prezzo, prezzo che sarà inevitabilmente destinato a salire man mano che il bene diverrà più difficile da reperire.

Lo sanno bene Daniele Giustozzi e Claudia Carotenuto, due ragazzi figli della Capitale, esattamente come i tanti ragazzi che popolano la città Eterna, ma che a differenza di tanti hanno capito quanto l’acqua sia indispensabile al proseguo della Vita. Daniele è laureato in Economia Ambientale, Claudia è una giornalista, insieme hanno percorso tutta l’Italia, da Nord a Sud isole comprese per girare un documentario sullo stato dell’acqua in Italia.

Per 30 giorni hanno viaggiato con un automobile (ibrida), una telecamera e una tenda per visitare e raccontare le condizioni in cui versano fiumi, laghi, falde acquifere e il nostro adorato Mare. Sono partiti da Torino, visitando i ghiacciai Alpini, per poi scendere sulla costa Adriatica, passando per Venezia, poi giù fino alla Puglia, poi Sicilia, Sardegna tornando sullo Stivale dal Lazio, salendo a Nord passando per la Toscana, Liguria per poi tornare a Torino. Il risultato è un film di grande valore, che restituisce alla coscienza una realtà preoccupante. Un Documentario con il quale ci parlano dei Ghiacciai che spariranno completamente entro il 2100, dell’innalzamento del Mare, dell’inquinamento di fiumi e laghi a causa delle industrie, della plastica in Mare e delle conseguenze sulla vita marina, ma soprattutto dell’incapacità dell’Uomo di porre rimedio a tutto questo.

Il film si chiama Controcorrente, ed i primi ad andare controcorrente sono proprio gli autori, che squarciano quel torpore generale che sembra attanagliare tanto i Politici quanto il popolo. Tutti dovrebbero vederlo per capire quanto stiamo incidendo sulle condizioni del nostro paese, condizioni fondamentali affinchè la Vita possa nascere e prosperare, ed invece condizioni che si preserntano così in pericolo o gia compromesse. Un plauso autentico a questi ragazzi così giovani ma così determinati e coscienti da poter essere di insegnamento a tanti.

La politica dal canto suo non sembra ancora aver preso coscienza di queste problematiche, e forse il Documentario andrebbe trasmesso nelle aule Parlamentari così come lo si sta facendo nelle scuole, affinchè possano imparare finalmente qualcosa. Nel corso di quest’anno ho assistito ad una conferenza in Senato in cui si parlava proprio del futuro dell’acqua, quello che è emerso mi ha seriamente preoccupato. L’approccio al problema era tutto focalizzato sulle conseguenze dell’inquinamento e del surriscaldamento globale, ma mai sulle cause. Non c’è alcuna intenzione di intervenire sulla fonte dei problemi, il sistema non deve mai essere messo in discussione.

La sensazione che ho avuto è che anzi, è una buona occasione per rilanciare parte dell’economia con progetti in piccola e larga scala e con relativi finanziamenti bancari, un approccio del tipo «Green Economy», e così tutti sono contenti. Il popolo avrà acqua potabile, pagando caro, le Multinazionali si abbufferanno e le banche daranno i loro servizi.

Ma cosa succederà quando comincerà a scarseggiare l’acqua? Perchè industrializzare l’acqua significa sfruttamento folle della risorsa, così come accade per tutte le risorse messe a disposizione dalla Natura, delle quali l’Uomo si serve a proprio uso attraverso il sistema della società dei consumi, vero flagello dell’Era moderna.

In questo quadro il film Controcorrente deve essere approcciato con la stesso metodo indicato dal titolo, perchè l’unico modo di tutelare l’acqua è agire sulle cause che rischiano di comprometterla, gettando l’intera umanità nel rischio di una estinzione di massa.

Quindi MePiù sostiene questo progetto per aprire gli occhi su cosa sta succedendo intorno a noi. Il grande Capo Toro Seduto un giorno disse: «quando avrete abbattuto l’ultimo albero, pescato l’ultimo pesce, ucciso l’ultimo animale e inquinato l’ultimo fiume vi accorgerete che non si può mangiare il denaro».