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Sospendere PENSIONI e RDC se SENZA GreenPass! Ed è SCONTRO tra RIENZI e MONTESANO

Il Codacons chiede al Governo la sospensione del reddito di cittadinanza e della pensione per chi non si vaccina. Scatta la polemica tra Carlo Rienzi ed Enrico Montesano. Parole pesanti, quelle dell’associazione, che aumentano la divisione tra cittadini e che entrano in forte contraddizione con quanto affermato precedentemente dall’associazione.

In seguito alla decisione del Governo di estendere il Green pass obbligatorio a tutto il mondo del lavoro, il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha parlato di sospensione del reddito di cittadinanza e della pensione a chi non si vaccina contro il Covid. Immediate le critiche. Ma il vero scontro è avvenuto tra Enrico Montesano, ormai una delle bandiere del dissenso verso la narrazione sanitaria odierna, e Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Montesano, ha pubblicato un video sui social dove, nelle vesti del personaggio di Torquato il pensionato partigiano si è scagliato contro il Codacons e il suo presidente che, in un comunicato stampa del 19 settembre ha scritto:

“Di fatto l’esecutivo ha introdotto l’obbligo della vaccinazione per i lavoratori, prevedendo la sospensione dello stipendio per chi non si vaccina. Lo stesso principio va adesso applicato sia a chi percepisce il reddito di cittadinanza, sia ai pensionati, istituendo la sospensione del sussidio voluto dal M5S nei confronti degli aventi diritto che risultino non vaccinati, e la sospensione della pensione per quegli anziani che rifiutano la vaccinazione”. 

Dando sfogo al suo personaggio, ironicamente condito da un accento romanesco, così ha risposto Montesano nel video:

“Carlo Rienzi sta sempre in mutande, siccome lui è abituato a sta’ in mutande, ce vuò mettè in mutande pure a noi pensionati”

“Ha fatto un comunicato del Codacons contro i pensionati che non se vogliono prende il minestrone miracoloso”

“Pensionati di tutta Italia, resistete, opponetevi!

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Ma a destare scalpore non è solo il fatto che ad usare simili parole sia un’associazione che vanta per statuto quello di essere “un’associazione di volontariato a base democratica e partecipativa che persegue esclusivamente obiettivi di solidarietà sociale”, l’aspetto più grottesco della questione e che entra più in contraddizione è un altro. 

Ad elargire tali dichiarazioni è stata la stessa associazione che il 14 giugno 2021 denunciava i numerosi eventi avversi, anche letali, riportati dai soggetti fruitori del vaccino Astrazeneca, ponendosi seri dubbi sulla vaccinazione di persone sotto i 60 anni. Così aveva spiegato la sigla: “molti illustri luminari hanno messo in discussione, anche pubblicamente, le scelte delle autorità sanitarie per quello che riguarda la vaccinazione agli under-60”. Nello stesso comunicato il Codacons aveva lanciato un’iniziativa che, pur favorevole alla campagna vaccinale, aveva lo scopo di intervenire a tutela dei cittadini italiani agendo per punti. Si fa riferimento  alla morte di Camilla Canepa, deceduta dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Astrazeneca. Così scrive il Codacons in riferimento all’episodio: “abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Genova chiedendo di iscrivere nel registro degli indagati il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Commissario Francesco Paolo Figliuolo e la Asl competente”. Inoltre si mette a disposizione dei cittadini una diffida per chiedere il risarcimento del danno, che prevede: “il risarcimento del danno non patrimoniale causato dalla paura di ammalarsi per avere ricevuto la somministrazione del vaccino Astrazeneca autorizzato dalle competenti autorità Italiane. Tale risarcimento è ipotizzabile ai soggetti under 60 che provino in concreto attraverso adeguata certificazione medico specialistica con accertamenti sanitari ripetuti nel tempo di avere subito un turbamento psichico”. Ancora: “Il risarcimento del danno biologico subito, danno permanente o temporaneo, a seguito della vaccinazione Astrazeneca, allegando adeguata certificazione medica comprovante i danni concreti riportati alla salute”. Infine: “L’indennizzo previsto dalla Legge 201/92 a carico dello Stato per essere stato sottoposto a vaccinazione da cui è derivata la menomazione psicofisica permanente, allegando adeguata certificazione medica comprovante i danni concreti riportati alla salute”.

Il 15 luglio, sul sito del Codacons appare invece un articolo che recita le seguenti parole : “Istituire l’obbligo di Green Pass ‘modello Macron’ in Francia anche in Italia? Inaccettabile e improponibile. Sarebbe gravissimo, un obbligo non proporzionato e lesivo dei diritti costituzionali che garantiscono le principali libertà personali. Difenderemo chiunque sarà discriminato nei suoi diritti inviolabili di libertà”. Ad affermarlo, in un’intervista all’Adnkronos, è il presidente del Codacons Carlo Rienzi che, all’indomani dell’annuncio bomba del premier francese Emmanuel Macron di introdurre in Francia il green pass obbligatorio e l’obbligo vaccinale per i sanitari, chiarisce immediatamente che l’eventualità di un provvedimento simile in Italia non verrebbe accolto favorevolmente”. Parliamo dello stesso Rienzi che oggi vuole dar battaglia ai non possessori di green pass. Sembrerebbe di sì. Così continua: “Un obbligo di green pass, o vaccinale, nel nostro Paese finirebbe subito davanti ai giudici e sarebbe annullato, quindi creerebbe più caos che altro” . Così propone ai politici una strategia “più efficace e di buon senso”. “Bisogna lavorare di convinzione -dice il presidente del Codacons- e semmai dare delle cose ‘in più’ a chi ha il green pass, ma certamente non togliere qualcosa a chi non ce l’ha”. L’ironia della sorte ha voluto che proprio per voce del suo Presidente, l’associazione abbia dichiarato nel tempo completamente il contrario di ciò che aveva espresso circa due mesi fa. Così aveva concluso Rienzi: “Noi siamo qui, disponibili e pronti a difendere immediatamente in ogni sede legale chiunque sarà discriminato”.

Facendo un passo indietro nel tempo, il Codacons è protagonista di un’altra vicenda che entra in contraddizione con l’attuale posizione. Un fatto di cronaca di cui se ne era occupato allora anche Eugenio Miccoli, blogger di mepiu.it.

Il Rienzi che oggi indica al governo la strada per penalizzare i non conformi alla logica vaccinista, è la stessa persona che nel luglio 2017 venne rinviata a giudizio per diffamazione in quanto ritenuto responsabile della redazione di un volantino del Codacons contro Walter Ricciardi, al tempo Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel volantino c’era una chiara denuncia nei confronti di Ricciardi di conflitto di interessi con la carica ricoperta mentre era a capo del Iss come commissario straordinario, perché le sue iniziative sarebbero state sponsorizzate da alcune aziende farmaceutiche produttrici di vaccini, tra cui la Pfizer. All’epoca però il Tribunale di Roma ritenne fondate le accuse del Codacons nei confronti di Ricciardi. Come si può leggere direttamente dal sito del Codacons: “Con sentenza pubblicata in data 10 luglio 2018, ha prosciolto il Presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, dalle accuse di diffamazione mosse dall’attuale Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ritenendo e motivando che “il fatto non sussiste”. Il Gup di Roma, Giulia Proto, ha ritenuto fondate le affermazioni del Codacons; nelle motivazioni della sentenza si legge infatti: “emerge dagli atti che, almeno alla data del 28.5.2013, il Ricciardi aveva effettivamente svolto consulenze per diverse case farmaceutiche anche produttrici di vaccini”; “che le varie iniziative siano state sponsorizzate dalle case farmaceutiche produttrici di vaccini, vi è prova in atti: vi sono i contratti con i quali le case farmaceutiche hanno sponsorizzato i Progetti di cui si parla nel volantino, stipulati con l’Università Cattolica del Sacro Cuore o le dichiarazioni dei legali rappresentanti delle case farmaceutiche che confermano il dato”.

In seguito a questo excursus, fondamentale per comprendere le basi originarie su cui si è fondata la dottrina del Codacons, la risposta del Codacons nei confronti di Montesano è quella di non essere in grado di cogliere le provocazioni e di essere aggressivo nel difendere le sue tesi no-vax. Così prosegue Rienzi: “La nostra richiesta di sospendere reddito di cittadinanza e pensioni ai non vaccinati andava esattamente nella direzione opposta, ed era tesa a sottolineare la disparità di trattamento tra cittadini sul fronte del green pass, con i lavoratori che subiranno la sospensione dello stipendio se non si sottoporranno al vaccino, mentre i beneficiari di reddito di cittadinanza o pensioni non vaccinati non saranno colpiti da analoghi provvedimenti”. Della serie: se quasi tutti sono stati soggiogati alla filosofia del lasciapassare, perché mai consentire che ci siano superstiti? Il testo prosegue con un ulteriore attacco a Montesano, a dire dell’associazione non informato, poiché il Codacons sta organizzando un ricorso collettivo proprio contro le misure punitive varate dal Governo nei confronti dei lavoratori sprovvisti di Green pass. Infine Rienzi, in riferimento all’attuale situazione, parla di ricatto sul lavoro per imporre il vaccino agli italiani. Peccato che questa dichiarazione del Codacons non basta per risollevarsi dal forte malcontento che ha generato nei giorni scorsi puntando il dito contro i ricevitori di reddito di cittadinanza e i pensionati non vaccinati. Dulcis in fundo il testo ribadisce: “non prevedendo il nostro ordinamento discriminazioni tra cittadini, è più che evidente che se verrà sospeso il reddito ai lavoratori sprovvisti di Green Pass, la stessa regola dovrà valere per chi percepisce altri redditi, come pensioni o reddito di cittadinanza”.

Se invece focalizzare l’attenzione su due categorie comportasse una rabbia sociale contro di esse? Se certe dichiarazioni portassero ulteriormente a mettere gli uni contro gli altri? Potrebbero essere delle conseguenze, nulla è da escludere. Il messaggio dell’associazione è quello di contrarietà alle misure punitive varate dal Governo, ma dal momento in cui si usano tali misure, la stessa regola dovrebbe valere per chi percepisce pensioni o reddito di cittadinanza. In questo modo però si rischia di perdere l’obiettivo principale, ovvero quello di lotta al fenomeno della vaccinazione forzata, e scatenare una ancora più forte divisione tra i cittadini. Alimentare l’atmosfera di tensione che aleggia nell’aria da un bel po’, allargando lo scontro mediatico da “no-vax contro si-vax” anche ad altre categorie sociali, è un azzardo da mettere in conto.

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 (Servizio di Francesco Mastrobattista, per mepiu.it)

FONTI :

CON BONIFICO



IT87S0760103200000062388889 BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX Banca: Poste italiane Spa A favore di: Eugenio Miccoli Causale: Donazione

CON RICARICA POSTEPAY



4023601018117358 intestata a Eugenio Miccoli MCCGNE85S26H501Y

Criptovalute QUI

Se hai difficoltà, contattaci a sostieni@mepiu.it

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