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LA CINA TIENE IL MONDO ANCORA IN BILICO. EVERGRANDE UN GROSSO PROBLEMA.

Pechino non andrà in soccorso del gigante immobiliare, ma la Banca centrale è intervenuta anche oggi per stabilizzare la situazione, iniettando nel sistema altri 70 miliardi di dollari. Dall’Ue rassicurano che il rischio è limitato.

Indebitato per 300 miliardi di dollari, il colosso immobiliare Evergrande diventa sempre più un problema per l’economia cinese. Se non controllato dal governo centrale, potrebbe comportare un disastro economico-finanziario per la Cina ed avere eventuali ripercussioni anche sui mercati internazionali. Pechino avrebbe chiesto ai funzionari in tutto il Paese di «prepararsi a una possibile tempesta». Xi Jinping sembra abbia deciso di non intervenire con il massiccio salvataggio di Stato. Nei prossimi giorni ci si può aspettare una “demolizione controllata” del colosso immobiliare. Dunque Pechino non andrà in soccorso del gigante immobiliare, ma la Banca centrale è intervenuta anche oggi per stabilizzare la situazione, iniettando nel sistema altri 70 miliardi di dollari.

Lo stato delle cose che avvolge la Cina è tenuto sotto controllo anche dall’Europa. Arrivano rassicurazioni dalla Bce. «Stiamo monitorando la crisi del debito di Evergrande ma in Europa e nell’area dell’euro in particolare, l’esposizione diretta sarebbe limitata», parole del Presidente della Bce, Christine Lagarde in un’intervista alla Cnbc. Ha continuato la Lagarde: “Ho ricordi molto vividi degli ultimi sviluppi del mercato azionario cinese che, in passato, scatenarono effetti in tutto il mondo. Ma in Europa, e in particolare nell’area euro, l’esposizione diretta sarebbe limitata”. Già mercoledì era intervenuto sulla questione Jerome Powell, Presidente della Fed (Federal Reserve System), il quale ha spiegato: “In termini di implicazioni per noi, gli Stati Uniti non sono molto esposti. Le grandi banche cinesi non sono esposte in modo tremendo, ma mi preoccuperei se (il caso) finisse per condizionare le condizioni finanziarie globali, attraverso i canali mondiali della fiducia”.  

Sempre in Cina, nel frattempo la Banca centrale ha vietato qualsiasi transazione correlata ai Bitcoin e alle criptovalute, tra cui pagamenti, trading, e pubblicità, in quanto potrebbero esserci rischi che tali attività comportano alla stabilità del Paese. Il nono Ban della Cina sulle cripto. Probabilmente quello definitivo. Proprio nel momento nel quale i piccoli investitori avrebbero potuto mettere a riparo i loro capitali invece che vederseli risucchiare dalla crisi provocata da Evergrande.

(Francesco Mastrobattista per mepiu.it)

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