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UE: NO ALLA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA PER VIAGGIARE – immunizzazione attiva contro immunizzazione passiva- Scomparsa quella Naturale.

Il Commissario Europeo alla Giustizia, Reynders, ha precisato che la vaccinazione non può essere obbligatoria per viaggiare.

Il Commissario Europeo alla Giustizia, Reynders, ha precisato che la vaccinazione non può essere obbligatoria per viaggiare. Sul certificato di vaccinazione “vogliamo avere un approccio digitale europeo per uso medico. Nei prossimi mesi poi vedremo se ci sarà la possibilità di usarlo per altri scopi, come i viaggi. Ma la vaccinazione non può diventare un obbligo per viaggiare”, ha detto. “Anche chi non si è sottoposto all’ immunizzazione deve poter continuare a muoversi con l’uso dei test e della quarantena.” Il certificato di vaccinazione diverrà quindi un innocuo approccio digitale per uso medico. Nei prossimi mesi poi si vedrà se ci sarà la possibilità di usarlo per altri scopi, come i viaggi.

Ma la vaccinazione non può diventare un obbligo per viaggiare, secondo le parole riportate dallo stesso Reynders a margine del Consiglio affari generali UE. Anche i “non immunizzati” avrebbero (ancora) il diritto di muoversi, con l’uso appunto di dei test (per lo più a pagamento) e dei periodi di quarantena a carico del non immunizzato. Cosa si intende per immunizzazione? L’immunizzazione è un processo dell’organismo attraverso il quale un individuo si “immunizza” cioè diventa resistente verso un agente infettivo. 

Per comprendere a fondo dichiarazioni come quelle dell’Onu che premono l’accelleratore (insime ai governi) sulla vaccinazione universale, dobbiamo prima chiederci: “che fine ha fatto l’immunizzazione naturale o, come viene definita in infettivologia, l’immunizzazione attiva?” L’immunità attiva accade per via naturale quando l’individuo o l’animale vengono in contatto con un microrganismo patogeno. Il sistema immunitario crea di conseguenza gli anticorpi e altre difese. Al prossimo contatto con l’agente patogeno, il corpo sarà più forte; il caso tipico sono le patologie infettive sviluppate nell’età pediatrica, che vengono manifestate conclamate una sola volta e mai più per il resto della vita.

L’immunizzazione attiva artificiale avviene quando un microbo, o parte di esso, viene inoculato nell’individuo o animale prima che lo possa contrarre per vie naturali. Se viene utilizzata la tecnica del vaccino attenuato, i microbi interi vengono pretrattati. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza all’interno di questa giungla d’informazioni, talvolta date per scontate, ma che scontate non lo sono poi affatto. L’immunità è sempre una reazione naturale nei confronti degli antigeni con cui il nostro sistema immunitario viene a contatto.

Un antigene è una sostanza capace di sollecitare una risposta immunitaria dopo essere stata riconosciuta dalle cellule del sistema immunitario. Questa risposta determina la produzione di anticorpi specifici che, in caso di secondo contatto con l’antigene, lo bloccheranno rapidamente grazie a un meccanismo di tipo chiave-serratura. Non importa da dove arrivano. Possono entrare nell’organismo dal naso, attraverso l’aria che respiriamo, dalla bocca, con quello che mangiamo o beviamo, oppure da una ferita, sia da quelle importanti che da quelle trascurabili. Le vaccinazioni che si somministrano con una siringa possono essere classificate come “ferite quasi impercettibili”. Al contrario delle ferite accidentali che avvengono quando uno meno se l’aspetta, spesso in un contesto non igienico, la vaccinazione, che ha lo scopo di presentare al sistema immunitario specifici antigeni, avviene in modo controllato. Gli antigeni altamente purificati vengono selezionati con grande cura e il tutto si svolge in condizioni perfettamente igieniche dopo un’accurata anamnesi del paziente.

Quindi con il termine immunizzazione passiva si intende la protezione immediata e di breve durata verso le infezioni, ottenuta mediante la somministrazione di anticorpi sotto forma di immunoglobuline o di antisieri. L’immunità passiva invece, avviene quando degli elementi pre-sintetizzati del sistema immunitario vengono trasferiti nella persona o animale così da non richiedere la produzione degli stessi nel corpo. Gli anticorpi possono essere utilizzati per una immunizzazione di massa passiva. L’immunizzazione è immediata ma con efficacia breve nel tempo in quanto per vie naturali gli anticorpi vengono eliminati e non vi sono cellule B che li riproducono; il loro effetto scompare. L’esempio di immunizzazione passiva avviene attraverso l’iniezione e usata per eventi acuti come ad esempio nel trattamento del tetano. Gli anticorpi possono essere prodotti negli animali come “terapia sierica” ma esiste il rischio di shock anafilattico contro il siero stesso. Avviene così la creazione di anticorpi umanizzati prodotti in vitro da colture cellulari per evitare reazioni avverse. 

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Il tanto dibattuto vax darebbe istruzioni genetiche ad una cellula umana: ergo, innescherebbe un processo di immunizzazione attiva. La differenza tra DNA combinante ed RNA  risiederebbe nel fatto che ad essere iniettato nel corpo non è la proteina del virus, ma una specifica istruzione “codice genetico” che codifica per quella proteina: l’RNA messaggero. Il vaccino ad RNA, perciò, utilizza la cellula per produrre la proteina-antigene. Lo fa in vivo, cioè nel corpo, invece che in vitro, ovvero in laboratorio, come nel caso della tecnica a DNA ricombinante.

Cosa fa l’mRNA una volta iniettato nel corpo umano? Raggiunge la membrana cellulare avvolto in micro-vescicole lipidiche che si fondono con la cellula liberando l’ RNA messaggero (mRNA) all’interno. Nel citoplasma l’mRNA raggiunge i ribosomi, gli organuli subcellulari deputati alla sintesi delle proteine, e trasmette il suo messaggio. Il vaccino, perciò, ‘sfrutta’ un meccanismo cellulare fisiologico. Così l’informazione genetica diventa una proteina reale. Nel caso del vaccino ci si inserisce negli stadi finali del meccanismo e si ‘ordina’ al ribosoma di produrre una proteina virale per preparare il sistema immunitario a riconoscerla. In questo caso si tratta della glicoproteina “Spike” che permette al virus SARS-Cov2 di entrare nelle cellule e riprodursi al loro interno fino a causarne la morte. Perché sono necessarie due somministrazioni? Perché una soltanto potrebbe non produrre abbastanza proteina da sensibilizzare il sistema immunitario e produrre anticorpi. L’mRNA rimane nella cellula dopo aver svolta la sua funzione? La molecola si degrada e scompare, una volta eseguito il suo compito. La probabilità che un mRNA possa essere integrato nel DNA umano è davvero remota, ma non impossibile. Quanto dura l’immunità? Dipende! Recentemente è stato osservato che persone vaccinate per la rosolia da piccoli sviluppavano la malattia se contagiati. Questo ci dice che la durata dell’immunità non è perenne. 

Lascio a voi le dovute conclusioni, dal momento che per leggere e comprendere, non occorre, ancora possedere una laurea in infettivologia, epidemiologia, o virologia che dir si voglia. Una cosa però ormai appare certa, la terapia genetica sperimentale alias “vaccino” è il nuovo Καθολικόν (dal greco vuol dire universale) della nuova religione laica unica, inclusiva e scientista.

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