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Manifestazione contro il Green Pass a Circo Massimo.

Venerdì 15, giorno dell’entrata in vigore del green pass, anche a Roma oltre cinquemila persone si sono radunate a Circo Massimo per manifestare la propria contrarietà alla certificazione verde. Noi di MePiù abbiamo monitorato la situazione durante tutta la giornata ed abbiamo avuto modo di intervistare diverse personalità presenti.

Venerdì 15, giorno dell’entrata in vigore del green pass, anche a Roma oltre cinquemila persone si sono radunate a Circo Massimo per manifestare la propria contrarietà alla certificazione verde. La protesta, che inizialmente doveva svolgersi in Piazza Bocca della Verità, è stata successivamente spostata per presunti motivi di sicurezza. La manifestazione è stata indetta da diverse sigle: ‘mille avvocati per la Costituzione’, Movimento ‘Sentinelle della Costituzione’, ‘Forza del Popolo’, ‘Sindacato Libero ed Indipendente dei Medici’, ‘Italexit’, e dal gruppo dell’avvocato Edoardo Polacco, principale promotore. Molti gli ospiti che si sono alternati sul palco: dall’attore Sandro Torella, all’economista Nino Galloni, al giornalista Fulvio Grimaldi, fino ad alcuni medici non in linea con il diktat vaccinista in corso. Non è mancato un intervento registrato dell’Onorevole Sara Cunial, non presente fisicamente sul luogo in quanto intenta ad occupare simbolicamente la Regione Lazio al motto di “resistere” insieme al consigliere regionale Davide Barillari.

Prima dell’inizio della protesta, alcune donne si sono avvicinate alle forze dell’ordine consegnando agli agenti delle rose in un gesto “gesto di pacificazione nazionale”, come annunciato dagli organizzatori dell’evento. Non sono mancati gli slogan contro il Governo, accusato di promuovere “uno scontro sociale tra cittadini”, e contro la classe giornalistica, additata più volte di faziosità informativa. Nessun “pericolo fascista”, come certa stampa aveva mistificato nei giorni precedenti, ma un popolo unito trasversalmente. Addirittura un manifestante con cassa in spalla è arrivato all’interno del piazzale con la canzone ‘Bella ciao’ a tutto volume. In conclusione, contemporaneamente alla corposa mobilitazione di Trieste, su cui si è focalizzata la maggior parte dell’attenzione durante la giornata di venerdì, ed ai moti di protesta di Milano, Torino, Bologna, Firenze ed altre città, anche nella Capitale non è mancato il grido di dissenso. Noi di MePiù abbiamo monitorato la situazione durante tutta la giornata e abbiamo avuto modo di intervistare diverse personalità presenti.

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