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Manifestazione 9 ottobre. Non sottovalutare la collera del popolo.

Grande manifestazione Sabato 9 ottobre in piazza del Popolo a Roma, dove circa 100000 manifestanti si sono dati appuntamento per lanciare un grido di dissenso contro il Green Pass. In seguito al comizio è partito un immane corteo che la polizia ha tentato di fermare senza successo in piazza Brasile. I manifestanti si sono così divisi in due corposi gruppi: il primo diretto sotto la sede della Cgil, il secondo invece diretto verso Montecitorio. Scontri in un clima bollente da non sottovalutare.

Grande manifestazione Sabato 9 ottobre in piazza del Popolo a Roma, dove circa 100000 manifestanti si sono dati appuntamento per lanciare un grido di dissenso contro il Green Pass. In seguito al comizio è partito un immane corteo che la polizia ha tentato di fermare senza successo in piazza Brasile. I manifestanti si sono così divisi in due corposi gruppi: il primo diretto sotto la sede della Cgil, passato agli onori della cronaca per la presenza dell’ormai noto Giuliano Castellino, il secondo invece diretto verso Montecitorio. Nel mentre il primo raggruppamento ha dato il via ad una temporanea occupazione della sede del celebre sindacato, accusato da tutti i manifestanti di aver abbandonato la lotta in difesa dei lavoratori, gli altri manifestanti si sono radunati nei pressi di Palazzo Chigi tra gli scontri con le forze dell’ordine, che hanno ferito anche turisti. Il contrasto con la polizia si è in seguito esteso anche vicino Piazza San Silvestro, dove c’è stata una violenta carica da parte della polizia, i cui lacrimogeni hanno ferito molte persone, tra cui anche alcuni bambini.

Sebbene gran parte della stampa uniformata alle logiche di potere abbia monopolizzato il dibattito completamente verso una cinquantina di attivisti di Forza Nuova, la piazza in realtà è stata completamente trasversale. Mai come in questa occasione c’è stata una presenza così massiccia di donne e di ragazzi. Tra i manifestanti, non solo personalità tipiche del mondo movimentista e politico, ma soprattutto casalinghe, operai, commercianti, genitori con figli al seguito, anziani con tanto di megafono, comitati in difesa dei bambini contro ogni tentativo di estorsione vaccinale, studenti e ragazzi. Tutti accomunati da un forte sentimento di contrarietà nei confronti del decreto che il 15 ottobre dovrà entrare in vigore e da un malcontento generale verso la totalità della classe politica. Un aspetto particolare è rappresentato dal fatto che, sempre di più, sta nascendo da parte dello strato sociale della nazione un risentimento verso la divisa, vista ormai come parte integrante del sistema in difesa dell’élite e non del cittadino. Questo sentimento di rabbia, gonfiato dalle azioni politiche che tanti hanno definito “illiberale”, potrebbe essere alquanto pericoloso. Sembra che però la classe amministrativa della nazione non si curi del clima di disuguaglianza e rancore che sta sdoganando, anzi tutt’altro, appare completamente disinteressata al moto popolare di piazza. A dimostrare ciò le parole ciniche del premier Draghi successivamente agli eventi di oggi: “Avanti con le vaccinazioni”. In ogni caso quanto avvenuto questo Sabato, a dire di numerosi presenti, non sarà l’ultimo appuntamento, ma l’inizio di una serie.

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