Mer. Mar 3rd, 2021

Il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti, con una sentenza di appena una pagina, sostiene che cade fuori dalla giurisdizione del Texas la modalità con cui gli altri Stati conducono il processo elettorale e quindi non vi sono le basi legali per il ricorso. Nell’istanza presentata martedì scorso dello Stato della Stella solitaria, con l’appoggio di Trump e di oltre 100 parlamentari repubblicani, si denunciano Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin per l’estensione dei termini del voto per posta. I quattro Stati hanno chiesto alla Corte Suprema di respingere il ricorso e la loro richiesta è stata accolta. Secondo il giornalista e analista Italiano residente nel Usa Roberto Mazzoni: “Questa fase è definitivamente chiusa”, “ora la palla è nella metà campo di Trump.”.

Trump ha subito Tweetato

Questi i prossimi passaggi:

14 dicembre

i grandi elettori devono votare per il presidente, in linea di principio per il candidato scelto dal voto popolare del loro stato. In linea teorica (non succede quasi mai) i grandi elettori possono anche non votare per il candidato che nel loro stato ha vinto il voto popolare, diventando “faithless elector”. I voti per il presidente e il vice-presidente vengono contati e certificati in ciascun stato; i certificati vengono mandati a una serie di uffici federali e al presidente del Senato (che attualmente è il vice di Trump, Mike Pence).

6 gennaio 2021

La camera dei rappresentanti e il Senato a Washington Dc si riuniscono in seduta comune per contare i voti elettorali. Quando viene superata la soglia dei 270 voti elettorali, il presidente del Senato annuncia i risultati.

20 gennaio 2021

È il cosiddetto inauguration day. Il presidente uscente accoglie il nuovo eletto alla Casa Bianca. A questo punto, in una cerimonia alla quale partecipano tutti i predecessori ancora in vita, il nuovo presidente presta giuramento. La cerimonia è presieduta dal giudice capo della Corte suprema, attualmente John Roberts.

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In Italia, grazie all’ennesima giravolta del Movimento 5 Stelle, viene approvata la riforma del Mes, che non piace a nessuno neppure tra i partiti che l’hanno votata, ma che hanno detto sì perché “non dobbiamo isolarci in Europa”. Nell’Est Europa invece Paesi meno importanti dell’Italia ma più decisi a combattere per il proprio interesse nazionale, come Ungheria e Polonia, riescono a piegare, con la minaccia di veto, le istituzioni europee. Dopo aver tuonato contro i dissidenti ed aver minacciato ritorsioni, infatti, la Merkel è scesa a patti con Orban sulla clausola dello Stato di Diritto, e il presidente magiaro ha potuto portare a casa una vittoria molto importante. Negli Usa nel frattempo lo scontro politico e istituzionale continua.

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“Settepiù e Settepiù in compresse”

Mentre il governo, sempre più diviso e litigioso, si dimostra incapace di elaborare un progetto strategico a lungo termine per il Paese, e nelle fila del Movimento 5 Stelle continuano le defezioni e gli abbandoni, si staglia lo scoglio dell’approvazione del Mes, su cui la barca governativa rischia di fare naufragio. Intanto negli Usa, lacerati da uno scontro di portata inedita nella storia recente della Nazione, il Presidente Donald Trump ha fatto un discorso di portata storica, scandalosamente ignorato dai media di regime, sia in America che in Italia.

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Eugenio Miccoli

Di Eugenio Miccoli

Blogger, Video Maker e intervistatore. Fondatore e coordinatore di MePiù.

Un pensiero su “La Corte Suprema respinge la querela del Texas. Ecco le prossime scadenze.”

Rispondi a Le macchine per il voto di Dominion hanno la capacità di creare schede elettorali! – MePiù Annulla risposta