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il Green Pass NON FUNZIONA e basta! (La bufala delle chiavi rubate)

Su internet si trovano Green Pass con nomi strampalati come Adolf Hitler e Mickey Mouse. I giornali in un primo momento hanno titolato che il sistema del Green pass era stato hackerato. Approfondendo il lato tecnico di come vengono generati i certificati, si scopre che in realtà le cose stanno diversamente.

Su internet si trovano Green Pass con nomi strampalati come Adolf Hitler e Mickey Mouse. I giornali in un primo momento hanno titolato che il sistema del Green pass era stato hackerato. Approfondendo il lato tecnico di come vengono generati i certificati, si scopre che in realtà le cose stanno diversamente.

La struttura dei certificati digitali sui cui si basa il green pass italiano, ed altri certificati verdi europei, come quello francese e svizzero, è fondata su un funzionamento di chiavi digital che permettono di autenticare un Green Pass. Quindi l’ipotesi iniziale è stata che qualcuno avesse rubato o generato queste chiavi per creare dei green pass dai nomi improbabili.

Secondo Matteo Flora, professore di CyberSecurity, queste chiavi però non sono state rubate per generare i Green Pass. Ciò che sta distruggendo l’affidabilità di questo documento digitale potrebbe essere avvenuto a causa di un’applicazione, creata appositamente per generare i Green Pass. L’applicazione si chiama “dgca-issuance-web” ed è accessibile a tutti gratuitamente tramite demo su Github, il webservice più famoso al mondo che fornisce servizi vari per progetti software. Questa applicazione è stata progettata per testare e generare i green pass attraverso il sistema  “EU Digital COVID Certificate Issuance” tradotto “Emissione di certificati covid europei digitali”. Ma analizzando il codice sorgente di questa applicazione di verifica, si nota una “falla titanica”: accedendo al portale e inserendo un qualunque nome, si genera un QR Code in anteprima che quando viene sottoposto a testing, risulta autentico. Quindi, il certificato di Adolf Hitler, divenuto famoso in questi giorni, ancor prima che si verifichi l’attuale esistenza della persona, viene già generato a priori e se verificato con una qualunque app, risulta valido. Così risulta indistinguibile un QR code generato con un nome fasullo, al pari di uno con nome reale.

Il fatto che sia crollato in così breve tempo questo nuovo sistema di controllo dei cittadini, fa pensare che questa struttura non sia stata progettata realmente per motivi sanitari, ma con il solo intento di mettere in atto il prima possibile un nuovo ordine di normalità. In sintesi per abituare il prima possibile il popolo occidentale ad una società di credito sociale, come  in Cina.

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