Ven. Nov 27th, 2020

Ne sentiamo spesso parlare nei tg o nei talk show, ma in pochi sanno cosa siano davvero i future. Proviamo a spiegarlo per capire come funzionano e perché sono stati definiti “armi di distruzione di massa” in questa nuova compressa di Sette+ su MePiù.

Ne sentiamo parlare spesso, ma che cos’è esattamente un future? Il contratto “future” è un contratto derivato con il quale l’acquirente ed il venditore si impegnano a scambiarsi un bene reale o un’attività finanziaria ad un prezzo prefissato in un tempo futuro prestabilito. Se l’oggetto dello scambio è una materia prima, come petrolio, grano, ecc., si parla di “commodity future”.

I “future” nascono come strumento di copertura dal rischio di fluttuazione dei prezzi, ma in realtà sono usati prevalentemente per fini speculativi, poiché in sostanza sono scommesse che consentono l’uso di una fortissima leva finanziaria. Un esempio chiarisce queste possibilità speculative meglio di tante parole. Poniamo che io preveda che entro un mese il prezzo dell’oro salga del 30% ed abbia mille dollari da investire. L’operazione più semplice è che io compri oro per mille dollari. Se la mia previsione era esatta,  avrò guadagnato in un mese il 30%, cioè trecento dollari. Naturalmente se il prezzo dell’oro resta fermo, non avrò guadagnato niente, e se cala, avrò perduto proporzionalmente alla percentuale di ribasso. Ma  con gli stessi mille dollari, se utilizzo la leva finanziaria, posso guadagnare (e perdere…) molto di più. Potrei, in prima battuta, chiedere denaro in prestito ed usarlo per tentare la speculazione.

Ma ancora di più posso rischiare ricorrendo ai derivati. Poniamo che da una banca io possa acquistare per mille dollari un contratto “future” che mi consenta di acquistare un mese dopo un chilo di oro, a cinquantamila dollari, ma io penso che entro un mese la quotazione dell’oro possa salire del 10%. A quel punto, se ho viso giusto,  il mio oro vale 55.000 dollari. Con i miei mille euro che ho speso per acquistare il derivato, ne ho guadagnati 5.000, cioè il 400%.  Ma se il prezzo dell’oro scende invece del 10%, ne perdo altrettanti. E magari io non li ho neppure. Quelle che abbiamo citato come esempio sono piccole cifre. Ma i fondi d’investimento, le banche, i grandi speculatori, gli stessi  ministeri del tesoro  stipulano contratti derivati per miliardi. E si capisce a questo punto perché il famoso finanziere Warren Buffet abbia definito i contratti derivati “armi di distruzione di massa”.

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