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Chi governerà davvero? Personaggi e organizzazioni dietro Giorgia Meloni

Sappiamo tutti che Giorgia Meloni è socio dell’Aspen e che Giulio Tremonti, personalità di spicco di Fratelli d’Italia e papabile ministro del prossimo governo, ne è il presidente in Italia. Ma pochi sanno cos’è veramente l’Aspen e quali legami e personaggi con altre note fondazioni e organizzazioni ci sono dietro questo centro d’interesse. In soldoni: chi governerà davvero l’Italia nei prossimi cinque anni? Sarà davvero Giorgia oppure no?

Sappiamo tutti che Giorgia Meloni è socio dell’Aspen e che Giulio Tremonti, personalità di spicco di Fratelli d’Italia e papabile ministro del prossimo governo, ne è il presidente in Italia. Ma pochi sanno cos’è veramente l’Aspen e quali legami e personaggi con altre note fondazioni e organizzazioni ci sono dietro questo centro d’interesse. In soldoni: chi governerà davvero l’Italia nei prossimi cinque anni? Sarà davvero Giorgia oppure no?


Il 26 settembre 2022 il popolo di centrodestra ha festeggiato il risultato delle elezioni politiche che hanno visto Fratelli d’Italia primo partito della nazione con il 26% dei consensi. Un esito che ha dimostrato quanto ad oggi Giorgia Meloni sia la personalità politica più apprezzata dagli italiani. Una vittoria per l’ala conservatrice italiana, a primo impatto in netto contrasto con la sinistra progressista.

Ma facciamo qualche passo indietro per una brevissima ricapitolazione storica, perché tra poco esploreremo un universo sconosciuto a molti. Aspen Institute vi dice qualcosa? Rimani con noi fino alla fine, scoprirai dei passaggi inediti.

Giorgia Meloni, classe 1977, dopo una lunga gavetta nella destra italiana, nel 2008, a soli 29 anni, viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista di Alleanza Nazionale, divenendo Ministro per la Gioventù del Governo Berlusconi IV.

Nel 2012 insieme ad Ignazio La Russa e Guido Crosetto fonda il nuovo contenitore politico Fratelli d’Italia-centrodestra nazionale da una scissione con il PDL. Il partito non ottiene una facile affermazione dal principio, tanto che alle elezioni del 2013 raccoglie solo l’1,96%, entrando in Parlamento con 9 deputati grazie al “Porcellum. Ma gradualmente, cambiando più volte simbolo e divenendo semplicemente Fratelli d’Italia”, ottiene buoni risultati grazie a toni fortemente euroscettici e nazionalisti.

La vera svolta avviene però con le europee 2019, dove raccoglie ben il 6,46%. Proprio da qui inizia una grande ascesa per Giorgia Meloni, la quale inizia pian piano a scacciare l’idea di una destra anti-europeista per assumere vesti molto differenti. Nel 2020 infatti viene eletta Presidente del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR Party), ma il momento cruciale arriva nel 2021, quando entra a far parte dell’Aspen Institute.

Proprio da qui inizia la nostra ricerca. Cos’è l’Aspen Institute? Scopriamolo insieme…

Cos’è l’Aspen Institute?

Come primo passo basta andare sul sito www.aspeninstitute.org nel paragrafo “A Brief History of the Aspen Institute“. Qui ci vengono illustrate le origini, che cercheremo di riassumere:

L’uomo d’affari di Chicago, Walter Paepcke, presidente della Container Corporation of America, visitò per la prima volta Aspen (un comune degli Stati Uniti nello stato del Colorado) nel 1945.

Ispirato dalla grande bellezza naturale del luogo, lo immaginò come un punto di ritrovo ideale per pensatori, leader e artisti di tutto il mondo per affrontare i valori fondamentali della società e della cultura. Sognava in sintesi di trasformare la città in un centro per il dialogo.

Nel 1949, infatti, Paepcke rese Aspen la sede della celebrazione del 200° compleanno del poeta e filosofo tedesco Johann Wolfgang von Goethe. Nel testo viene illustrata la natura del raduno, durato 20 giorni, che vide la partecipazione di numerosi intellettuali e artisti di spicco. L’anno successivo, nel 1950, Paepcke creò quello che oggi è l’Aspen Institute.

Proseguendo il testo, viene illustrata l’evoluzione dell’organizzazione fino ai giorni nostri. Visionando attentamente il sito, si comprende che gli eventi dell’Aspen Institute nel corso degli anni hanno attirato presidenti, statisti, diplomatici, giudici, ambasciatori e premi Nobel, rendendo l’organizzazione un forum globale per i leader.

Come spiega infatti il testo:

“Oggi l’Aspen Institute è un’organizzazione educativa e di studi politici con sede a Washington. La sua missione è quella di promuovere una leadership basata su valori duraturi e di fornire una sede apartitica per affrontare le questioni critiche. L’Istituto ha sedi ad Aspen, in Colorado, e sul fiume Wye, sulla costa orientale del Maryland. Ha inoltre uffici a New York City e una rete internazionale di partner”.

Si tratta quindi di un think tank americano con sede a Washington che si pone l’obbiettivo di esaminare le questioni socio-politiche, rivolgendosi a personaggi di spessore nel mondo degli affari, della politica, della scienza e di numerosi altri campi accademici e diplomatici.

Dal 2003 al 2018 il Presidente dell’Aspen è stato Walter Isaacson, con un passato da massimo dirigente nella rete televisiva americana Cable News Network. Nel 2009 Isaacson è stato nominato dall’allora Presidente Obama a ricoprire il ruolo di presidente del Broadcasting Board of Governors, vale a dire un’agenzia separata del governo degli Stati Uniti con sede a Washington, DC, responsabile di tutti i programmi radiotelevisivi internazionali non militari del governo. Tutto reperibile sul sito obamawhitehouse.archives.gov. Dal 2018 il ruolo di Presidente del think thank è stato ceduto a Daniel Porterfield.

I centri di attività sono svariati, indipendenti ma coordinati. Non c’è soltanto una sede negli Stati Uniti, ma anche in Francia, Germania, Giappone, India, Romania, Spagna, Repubblica Ceca, Messico e Ucraina. Anche in Italia esiste l’Aspen Institute, che ha la sede centrale a Roma, più precisamente all’interno del palazzo Torres in Piazza Navona.

Chi finanzia l’Aspen Institute?

Tra i maggiori finanziatori dell’Aspen c’è la Carnegie Corporation of New York, fondazione filantropica creata da Andrew Carnegie; La Ford Foundation, fondazione no-profit statunitense fondata nel 1936 da Edsel Ford e Henry Ford; la Rockefeller Brothers Fund, altra fondazione filantropica fondata a New York nel 1940 da cinque fratelli, figli di Jhon D. Rockfeller Jr: John D. III, Nelson, Winthrop, Laurance e David.

Alcuni di questi fratelli, ad esempio John D. Rockfeller III, sono stati nel Council on Foreign Relations (abbreviato CFR), un think tank apartitico americano, a cui abbiamo già dato spazio in un servizio precedente, i cui membri sono sempre stati politici di alto livello, membri della CIA e banchieri. Il CFR fin dagli anni ’30 infatti ottenne grandi cifre di denaro dalla Fondazione Rockfeller.

Importante sottolineare come le strade spesso si incrociano: nel 2011, il CFR e l’Aspen Institute India hanno co-sponsorizzato un gruppo di studio congiunto USA-India in nome di interessi nazionali condivisi. Gruppo che comprendeva leader economici e politici. Il documento dal titolo “Gli Stati Uniti e l’India: un futuro strategico condiviso” è reperibile e scaricabile sul sito del CFR.

Ma torniamo agli sponsor, perché tanto per restare in tema anche la Rockfeller Foundation ha devoluto grandi somme di denaro all’Aspen . Ancora, tra gli altri finanziatori c’è nientepopodimeno che la Bill e Melinda Gates Foundation. Tutto dimostrabile grazie allo stesso sito della fondazione1;2, dove si possono reperire i finanziamenti del filantropo americano.

1 https://www.gatesfoundation.org/about/committed-grants/2021/10/inv021759
2 https://www.gatesfoundation.org/about/committed-grants/2019/03/INV001014

Chi guida l’Aspen Institute in Italia?

Andando sul sito ufficiale dell’Aspen Institute Italia, all’interno del paragrafo “Organi direttivi” notiamo che il Presidente è Giulio Tremonti, già Ministro dell’Economia e delle Finanze nei Governi Berlusconi II, III e IV, dal 2022 membro di Fratelli d’Italia. Ricordiamo che Tremonti è uno degli uomini politici italiani passati per il Gruppo Bilderberg oltre che per il World Economic Forum, di cui il transumanista Klaus Schwab è Presidente.

Tra i vice presidenti troviamo invece: Gianfelice Rocca, Presidente del Gruppo Techint, nel 2013 tra i partecipanti italiani al 61° Bilderberg meeting; Alberto Bombassei, imprenditore ed ex deputato della Repubblica eletto nel 2013 con Scelta civica per Monti; Lucio Stanca, già Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie nei Governi Berlusconi II e III.

La direttrice di Aspenia, la rivista trimestrale di affari internazionali di Aspen Institute Italia, risulta essere Marta Dassù, già Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri durante il Governo Monti e nel Governo Letta. Anche lei nel 2016 passata per Bilderberg.

Tra gli svariati incarichi assunti nel corso della sua carriera, la Dassù è inoltre membro dell’European Council on Foreign Relations (ECFR), un think tank pan-europeo che si occupa di politica estera, finanziato anche da Open Society di George Soros. A ricoprire il ruolo di vice direttore di Aspenia, al fianco della Dassù, è proprio Lucia Annunziata, giornalista, ex direttrice de L’Huffington Post con un passato da dirigente Rai.

Il ruolo chiave dell’ECFR e l’ombra di Soros sull’Aspen.

Abbiamo citato l’ECFR. Non è un caso la presenza di finanziamenti del filantropo immigrazionista all’ECFR, in quanto alcuni membri interni provengono a 360 gradi dall’universo sorosiano. Un esempio è il membro del consiglio inglese dell’ECFR, Heather Grabbe, direttrice dell’Open Society European Policy. Ma anche la tedesca Daniela Schwarzer, direttore esecutivo per L’Europa e l’Eurasia presso le Open Society Foundations.

Se non bastassero questi intrecci è reperibile sul sito romeno dell’Aspen una pagina dedicata alla Schwarzer, la quale, veniamo a scoprire, ha tenuto delle conferenze presso L’Aspen Institute francese.

L’ECFR inoltre raccoglie numerosissimi personaggi provenienti dall’universo globalista, tra questi spunta la laburista Mary Kaldor, docente di Global Governance presso la London School of Economics, l’università ideata dai primi fabiani nel 1895. Ne abbiamo parlato approfonditamente nei nostri servizi sulla Fabian Society e nel nostro saggio d’inchiesta “Fabian Society” edito da Millimetro Zero Edizioni

Tornando al direttivo italiano, fanno parte del Comitato Esecutivo di Aspen Institute Italia altre molteplici personalità appartenenti al mondo economico, politico e giornalistico, tra cui: Giuliano Amato, Gianni Letta, Romano Prodi, Francesco Profumo e Paolo Mieli.

La fitta rete di legami tra politica, economia e informazione mainstream con l’Aspen Institute.

Le personalità politiche che hanno varcato i più famosi gruppi di potere sono sempre state di passaggio nell’Aspen, anche solo per una conferenza. Grazie ad un articolo di giornale del 30 giugno 2008 del Corriere della Sera, di cui all’epoca Paolo Mieli era direttore, scopriamo che il giorno dopo la data di pubblicazione, ci sarebbe stata una conferenza dell’Aspen Institute molto importante.

Un evento che avrebbe visto Giulio Tremonti, all’epoca Ministro del Tesoro; il Presidente della Repubblica Napolitano; il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi; il vice Presidente della Fiat e al tempo dello stesso Aspen, John Elkann; l’ex ministro del tesoro USA, Robert Rubin; Sergio Marchionne e molti altri.

Addirittura il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è stato ospite dell’Aspen Institute Italia per una conferenza internazionale.

Nel posto giusto al momento giusto: l’Ucraina.

Come abbiamo già accennato l’Aspen ha anche una sede in Ucraina. Basta andare sul relativo sito per trovare un documento dal titolo “L’Aspen Institute Kyiv ha partecipato all’organizzazione del programma per l’Ukraine House Davos”.

In queste righe viene accennato che, come ogni anno, dal 21 al 25 gennaio 2023 si terrà il World Economic Forum a Davos. L’Aspen Institute Kyiv annuncia in pompa magna di aver partecipato attivamente all’organizzazione del programma per l’Ukraine House Davos.

Fact-checking e nuovi orizzonti di controllo, il rapporto del 2021.

Posizioni che non stupiscono assolutamente vista la fitta ragnatela che si estende intorno all’universo di quello che a primo impatto poteva sembrare un normale think tank. Pensare che nel 2021 l’Aspen aveva addirittura pubblicato un rapporto in merito ad unaCommissione sul disordine informativo, vale a dire un documento in cui si auspicava un controllo dall’alto attraverso commissioni e fact-checkers sulla disinformazione in Rete. Una lotta al pensiero divergente riguardo argomenti come la salute, i vaccini, ma anche su temi di “inclusione. Potremmo continuare ancora, ma per il momento meglio fermarci qui.

Giorgia Meloni è socio dell’Aspen, una pura formalità?

La domanda che ora sorge spontanea è la seguente: Perché Giorgia Meloni è diventata socio dell’Aspen? Dopotutto parliamo della stessa persona che nel 2012, rivolgendosi all’allora Premier, disse: “Monti accetta di guidare la lista dei poteri forti. Smascherato definitivamente il progetto oligarchico di cui è espressione”. Eppure oggi con quel Monti condivide un ruolo di socio all’interno di un pezzo dell’agenda globalista. Effettivamente le opinioni della Meloni si sono molto ammorbidite nel corso del tempo, ma restano forti dubbi.

Conclusioni. La destra italiana e le sue ambiguità.

In ogni caso se l’adesione di Giorgia fosse solo una formalità per compiacere ai poteri forti, d’altra parte non dobbiamo dimenticare che il Presidente dell’Aspen in Italia è Giulio Tremonti. Quest’ultimo oltre a ricoprire un ruolo di primato in questo contesto ha varcato la soglia dei più grandi gruppi di potere al mondo, anche se si è scagliato più volte contro temi come la fluidità di genere e il transumanesimo.

Insomma, se la sinistra progressista è una scatola aperta al servizio degli organi mondialisti, la destra nella sua ambiguità è un terreno tutto da scoprire. Rimane il fatto che ha molti punti di contatto con quell’élite che punta alla distruzione della società, l’Aspen Institute ne è una dimostrazione. E voi cosa pensate?


Dal 17 Agosto ad oggi, noi su MePiù siamo stati gli unici nel campo della ‘controinformazione’ a sviluppare un ragionamento sull’astensione. Lo abbiamo iniziato con il Professor Malanga e si è sviluppato per settimane e ore di Podcast.

Martedì sera abbiamo pubblicato un documento, quello sulla ricerca con il Radar ad apertura sintetica, che potrebbe davvero cambiare la faccia della storia della nostra umanità.

Mercoledì mattina ci siamo svegliati con un bel post dal caro Puente (vicedirettore dell’Open di Mentana) che ci indicava nemici della nazione (ogni tanto si ricordano che esiste una nazione).

Giovedì pomeriggio abbiamo pubblicato un’intervista a Nicolai Lilin che non c’è andato per niente leggero sulla guerra tra Nato e Russia in Ucraina che subiamo solo noi e gli ucraini.

E proprio ieri sera inizia un pesante attacco al nostro blog mepiu.it con il pretesto che io (@eugeniomiccoli) lucrerei sulle spalle del professor Malanga. Questa illazione va a sostegno della motivazione a questo atto vandalico, ripeto due giorni dopo la pubblicazione della conferenza di Montenero ed a due giorni dalle elezioni.

Tutto un caso? Siamo così pericolosi per il professor Malanga da meritarci questo? Oppure c’è qualcun altro a sentire pericolo fino a rendere il nostro blog irraggiungibile e chiedere un riscatto di 500 dollari in bitcoin.

Per fortuna la coscienza è pulita. I conti eternamente in rosso e la fiducia ed il sostegno del Professor Malanga immutato se non rafforzato.

Continueremo a lavorare far tornare mepiu.it e l’informazione che li sopra divulghiamo, a disposizione di tutti come è sempre stato. Probabilmente ci vorrà ancora qualche ora se non un giorno.

Intanto, soprattutto visti gli accaduti, stiamo organizzando un’architettura informatica che ovviamente aumenta i costi di gestione quotidiani e fissi. Per questo, soprattutto in questo caso, la richiesta di aiuto e di sostegno è concreta e determinante per il futuro di questa realtà. Già economicamente in bilico, oggi ancora più precaria.

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