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Aquileia: il misterioso Mosaico occultato dalla Chiesa cattolica.

Hai mai sentito parlare di Aquileia? Un luogo in cui da 16 secoli, quella che da alcuni viene considerata la via per liberarsi dall’oppressione del sistema, sembra essere sintetizzata in 760mq di mosaico, tuttora oscuro per gli esperti.

L’attuale basilica è stata letteralmente costruita su quello stesso mosaico alcuni secoli dopo. Perché costruire una chiesa sopra a una pavimentazione così unica nel suo genere?

Mettiamo insieme le tessere di questo puzzle e facciamo chiarezza su uno dei mosaici più misteriosi del mondo. Un mosaico che potrebbe nascondere informazioni da cui siamo stati distolti per millenni.

Mai sentito parlare di Aquileia? Un luogo in cui da 16 secoli, quella che da alcuni viene considerata la via per liberarsi dall’oppressione del sistema, sembra essere sintetizzata in 760mq di mosaico, tuttora oscuro per gli esperti.

L’attuale basilica è stata letteralmente costruita su quello stesso mosaico alcuni secoli dopo. Perché costruire una chiesa sopra a una pavimentazione così unica nel suo genere? 

Mettiamo insieme le tessere di questo puzzle e facciamo chiarezza su uno dei mosaici più misteriosi del mondo. Un mosaico che potrebbe nascondere informazioni da cui siamo stati distolti per millenni.

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Il mosaico più grande dell’Occidente

Aquileia, provincia di Udine, IX secolo dopo Cristo, una delle tante basiliche medioevali viene edificata al posto di edifici precedenti. I costruttori conservano nella struttura la pavimentazione di alcune aule di epoca anteriore. Si ricicla anche parte delle fondazioni. Nulla di nuovo, la storia dell’architettura è piena di storie simili. Facciamo un passo indietro.

La nuova chiesa cristiana, non esiste ancora distinzione tra cattolici e ortodossi, sorgerà in un’area dove erano già presenti due aule cosiddette “teodoriane, si ritiene volute da Teodoro, direttamente agli ordini dell’imperatore romano Costantino.

Il pavimento giunto fino a noi appartiene in parte all’aula sud e in parte ad altri ambienti esterni. All’altra estremità del complesso originario, troviamo l’aula gemella, quella nord. Entrambe condividono un orientamento da ovest a est e sono di superficie pressoché identica. Tra le due un atrio, un battistero, uno spogliatoio e un’aula trasversale.

Gli arconti vollero ingannare l’uomo

Si ritiene che una delle due sale principali fosse usata come chiesa per le liturgie, l’altra per i battesimi, quella trasversale per la cresima. Come sempre la verità è nascosta in piena vista grazie alla semplice alterazione del significato delle parole. Ci aveva già messi in guardia il vangelo apocrifo di Filippo contro questo stratagemma di quelli che lui chiama “arconti“. Oggi potremmo dire élite e filantropi, termini fumosi, ma comunque efficaci.

Nascosti in piena vista

Nel mosaico, che arriva a noi parzialmente visibile a causa della costruzione della chiesa, potrebbe essere la rappresentazione di conoscenze occultate in simboli e raffigurazioni, che, si ipotizza, possano essere utilizzate come chiave per la liberazione dalla schiavitù. Simboli lasciati di proposito sotto gli occhi dello stesso establishment che nel tempo, ha visto bene di  alterarne il messaggio. Un esempio? Vedere Concilio di Nicea, nel 325 d.C. Altro esempio? Proprio le “aule teodoriane”, dato che sono state chiamate così attribuendole al vescovo di Costantino. Costantino, lo stesso che rese il cristianesimo religione imperiale. Stai cominciando a vedere? 

Non ti stupirai nell’apprendere che con Costantino le persecuzioni contro i cristiani non terminarono. Si cominciò coi pagani ovvero coloro che si ribellavano alla “religione di stato, si proseguì con gli eretici ovvero coloro che scelgono

Sceglievano cosa? Una visione del mondo differente? Un’alternativa alla dinamica tra servi e padroni?

Una mente arcaica è una mente semplice?

Le nostre sono solo ipotesi, ma ci resta un mosaico con le sue raffigurazioni allegoriche, definite da alcuni ricercatori “cripto-cristiane”. Chi erano questi cristiani che avevano bisogno di nascondere (cryptos in greco vuol dire “nascosto”) qualcosa in un mosaico? Cosa nascosero? 

Ma a questo punto un’altra domanda sorge spontanea: cosa potrebbe mai dirci un luogo di culto di epoca bizantina sulla libertà e la schiavitù dal sistema contemporaneo comunemente definito “Matrix”?

In passato, così come oggi, alcune parole erano sottoposte a feroce censura. Vietando le parole, si vietava la condivisione di alcune parti di un sapere che sarebbe potuto risultare scomodo ai dominatori.

Il Mosaico di Aquileia, come altre opere dell’uomo sorte nell’area dell’antico Impero Romano, cela simbologie che alla mente dell’uomo moderno risultano di difficile comprensione. Si arriva addirittura a pensarle frutto di menti semplici, alle quali bastava un “pesce” o una “colomba” per connettersi al Divino. Per di più un divino ricercabile solo in luoghi di culto e in ritualità gestite da gerarchie sacerdotali, mediatrici fra l’uomo e Dio e amministratrici dei fedeli.

Potrebbe essere andata in modo differente. Potrebbe semplicemente essere andato perduto il codice per decifrare il messaggio. Magari un codice trasferito da bocca a orecchio in una “cosiddetta” via iniziatica.

La via proibita che non è mai piaciuta al potere

Perché dovremmo interessarci di una cosa come i percorsi iniziatici? Cosa c’entra col bisogno viscerale di liberarsi dalle catene con cui il sistema, Matrix, ci tiene sottomessi e schiavi, giorno dopo giorno? Iniziazione è una parola che oggi viene comunemente associata a massonerie e sette. In realtà essa potrebbe essere nata in ambiti molto diversi, in seno a una cultura, addirittura a un’umanità, molto diversa dalla nostra. Che a un certo punto avrebbe avuto bisogno di nascondersi, di celarsi. Da cosa?

Si potrebbe ipotizzare che il sapere iniziatico abbia avuto bisogno di nascondersi dal potere dominante dell’epoca, dei capi della nuova cultura, della nuova umanità. La stessa umanità di cui facciamo parte. Quella che si fonda sul rapporto tra il dominatore e i dominati, che poi è il “software” principale del sistema socio-economico-culturale ovvero Matrix. Una nuova umanità i cui “potenti” non potevano tollerare l’esistenza di persone che dichiaravano apertamente la possibilità dell’uomo non di “connettersi al divino”, bensì di “tornare a essere divino”. Cominci a intuire perché Cristo fu accusato di bestemmia durante il processo al Tempio? Probabilmente perché osava paragonarsi a Dio. Forse osava riconoscere la divinità in lui. Perché chi conosce e riconosce la propria divinità non ha bisogno di mediatori e gerarchie sacerdotali.

C’è chi ritiene, che quel sapere iniziatico, nato forse per insegnare all’uomo come giungere al divino, sia mutato in un sapere utile a liberarsi dalle sovrastrutture del sistema. Custodito in forma clandestina per secoli, occultato sotto forma di codice. Ed è per questo che oggi ci stiamo occupando di questo mosaico, perché riteniamo che lì vi sia raffigurata una parte del codice per “uscire da Matrix”.

La chiave è stata ritrovata?

Chiudiamo questo breve sguardo al passato proponendo uno strumento che può tornare utile per decifrare quel codice: con la nostra casa editrice Millimetro Zero Edizioni, abbiamo dato alle stampe Uscire da Matrix? di Rocco Bruno, un viaggio alla scoperta delle briciole disseminate da antiche tradizioni, celate nella Trilogia cinematografica di “The Matrix”. Arrivato a questo punto ti chiederai cosa c’entra un film col mosaico di Aquileia? Non c’entra nulla… C’entra tutto…

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