COME HANNO CORROTTO LA SCUOLA. Hai solo un modo per liberarti. Pietro Ratto intervistato da Eugenio Miccoli

Questo discredito pubblico, così tanto propagandato a larghe mani e dispensato a larghe mani, dai mass media e dai politici nei confronti dell’opinione pubblica in relazione al lavoro degli insegnanti, ha portato i genitori a considerare gli insegnanti sempre meno da un punto di vista del valore ma anche della dignità. Non voglio dire prestigio ma un tempo un insegnante era un insegnante.
Quando si vedono cose del tipo: insegnanti che vengono picchiati, insultati, sono cose che feriscono dentro perché, attenzione, sono gli educatori o comunque dovrebbero esserlo e dovrebbero essere messi nella condizione di farli.

Pietro Ratto, scrittore, docente e filosofo, in quest’estratto dell’intervista di Eugenio Miccoli ci parla della scuola e della figura dell’insegnante in un momento così delicato, dove la scuola che conoscevamo fino ad oggi, sta cambiando così velocemente. In questo articolo potete leggere la trascrizione completa, a cura di Flavia Minorenti della redazione di MePiù, dell’estratto dell’intervista disponibile anche a questo link: https://youtu.be/b2AvF6_ZH-U.

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Nel momento in cui noi mettiamo in discussione l’educatore, cosa ci  resta? Che cosa resta? Chi educa chi? 

È un problema enorme. Eppure dalla riforma, dal 2000 in avanti era venuto fuori questo discorso, un insegnante non può più essere educatore, perché l’educazione è qualcosa di soggettivo. Ora, ciò è quanto di più falso ci sia. Kant alla fine della “Critica della Ragion Pratica” dopo aver creato una vera e propria scienza dell’educazione, con un’umiltà infinita, si augura che qualcuno riesca ad arrivare a una morale scientifica. C’è arrivato lui, basta  leggerlo, e non per questo è messo nell’indice dei libri considerati peccaminosi dalla chiesa. è un filosofo messo da parte, accantonato, perché stiamo parlando di un metodo e di una scienza vera e propria, per rendere l’uomo autonomo e moralmente capace di autoregolarsi. 

Ecco quindi la figura dell’insegnante è crollata. I genitori hanno cominciato a reputarsi  molto più all’altezza del compito educativo degli insegnanti e a volte è proprio così, anche perché,  questo è quello che si sta verificando, man mano che avviene il ricambio della classe degli insegnanti, i nuovi sono sempre più indottrinati e spaventati. Sono assunti con tecniche sempre più di precarietà e ricattatorie, in questo modo sono ben cresciuti già da quando erano studenti loro, in questi ultimi anni, con l’idea che il lavoro bisogna  tenerselo e la famosa flessibilità necessaria per poterlo mantenere, accettando qualsiasi cosa. Questi non sono gli insegnanti che aiutano a crescere, a lottare per la libertà. Sono gli impiegati che ci meritiamo, ecco quindi la causa e l’effetto, si è creato un sistema, è un ciclo che fa sì che che adesso sia veramente difficile tornare indietro, nonostante questo. Sono convinto che l’unica soluzione e lo dico con grande serietà e convinzione, fregandomene di quello che pensano gli altri, l’unica soluzione per questa nostra società, per poter ricominciare daccapo e per potersi fondare su dei valori autentici, non siano le telecamere non siano le proibizioni, non siano i nuovi governi, non sia votare, se non indirettamente nel senso di trovare un nuovo mezzo per arrivare a quello che appunto è l’unico strumento vero e questo strumento vero, che è l’unica soluzione è: LA SCUOLA. 

Una scuola in cui vengano selezionati maestri capaci di diffondere libertà, di diffondere giustizia, di diffondere moralità, e non bigottismo, non pregiudizio, non sudditanza. E questo significa un processo lungo, che durerà decenni, perché quelli che cominciamo a formare adesso, diventerebbero genitori dopo decenni, e maestri dopo altrettanti decenni, ma nel giro di una, due generazioni, noi avremmo un’Italia completamente rinnovata. Questo secondo me è l’unico modo.

GUARDA ANCHE l’intervista completa:
“come hanno corrotto la scuola”

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Questa la sua lettera alla piazza:

“Sono qui non per negare, bensì per affermare. Affermo il diritto costituzionale e umano della libertà e dell’istruzione di ogni ordine e grado. Affermo il diritto costituzionale umano dei nostri bambini e dei nostri giovani a vivere in una scuola sana e democratica. Affermo il diritto all’università degli studenti. Affermo il diritto ad una vita sociale universitaria, negata da ministri assenti, inqualificabili. Pretendo la restituzione immediata del diritto alla cultura, e se proprio volete chiudere, chiudete i palazzi del potere, dove si decide di rovinare un’intera Nazione. Restituite ai lavoratori, alle partite Iva di salvare le proprie attività. Avete chiuso le università, segnale inequivocabile di deriva dittatoriale, matenete aperti i centri commerciali, costringendo al suicidio le piccole attività di paese, più chiaro di così? Mi rivolgo a tutti i genitori: questa scuola mostruosa che hanno creato è un luogo molto pericoloso per i nostri figli, che sono i nostri figli! Non dello Stato! Mi rivolgo alle mamme, ai papà che lavorano nelle forze dell’ordine e che hanno il nobile e gravoso compito di difendere la Costituzione, che ognuno faccia la propria parte, per tutelare il nostro futuro, per il ripristino della libertà! I danni che sta producendo attualmente, questa scuola mostruosa, sono incalcolabili, i nostri figli sono in serio pericolo di contrarre malattie psichiatriche e fisiche!

Non abbiamo più le scuole, ma istituti sanitari dove i bambini e i ragazzi non sono più liberi di espletare funzioni fisiologiche normali e naturali come un colpo di tosse, uno starnuto, e dove c’è un clima di polizia. Dove chiunque ha avuto l’autorità di punire, sgridare, intimidire e maltrattare i nostri piccoli. Gli ultimi episodi riguardano scuole dove bidelli e docenti hanno alzato le mani sui ragazzi, perché non indossavano correttamente la mascherina. A proposito di mascherine, si stanno moltiplicando casi di morte, di bambini e persone, per l’uso indiscriminato di questi dispositivi e a tale proposito, voglio invitare tutti ad usare dei foulard, per proteggere le vie respiratorie, come recitano i dpcm, e non le mascherine. In quanto non siamo malati e l’Italia non è un ospedale a cielo aperto, come si vuol far credere. Distruggendo il turismo, l’economia. Ricordo a tutti che l’Italia è un museo a cielo aperto, non un ospedale, con tesori inestimabili, che questo governo sta svendendo segretamente ad una nota nazione asiatica, mentre gli italiani ubbidiscono a norme che non hanno nulla di scientifico. I nostri figli e i nostri studenti hanno diritto a godere della cultura e dell’arte, e noi dobbiamo pretenderlo, in questa nuova scuola mostruosa non c’è più spazio per il benessere, per l’apprendimento e per lo sviluppo armonico della personalità. Una scuola riformatorio dove vige il pregiudizio della malattia, trasmettendo ai nostri ragazzi incertezza, paura e angoscia.

Questa scuola mostruosa, va contro ogni principio pedagogico scientifico, è l’opposto del diritto e del rispetto dei principi, di salute e armonia, necessari alla crescita dei nostri figli. Care mamme, cari papà, vi faccio una domanda: “lascereste mai il vostro bimbo di pochi mesi, a piangere ore senza consolarlo, senza rassicurarlo?” Mamme, papà : “lascereste mai il vostro bimbo di tre anni in una stanza da solo perché ha tossito, traumatizzandolo per sempre? Crescereste i vostri bambini, i vostri ragazzi, inculcando l’idea della malattia ovunque, senza più spazio per la spontaneità, il gioco, la natura umana?” Vorrei una risposta. Ebbene, sappiate che tutto questo sta già accadendo, all’interno delle nostre scuole, che sono state rese centri di indottrinamento, utilizzando strumenti di controllo delle masse, come la paura e le punizioni. Chi può credere che un governo che dopo mesi di chiusura indiscriminata, con un’economia ormai disastrata, stabilisce sanzioni di migliaia di euro e minacce continue di chiusure ulteriori, voglia il bene dei suoi cittadini, sono persone sotto ipnosi coinvolte in un delirio collettivo. Sono qui per affermare non per negare, quelli che parlano di negazionismo, collaborano alla distruzione del nostro popolo. Ricordo loro, che chi è qui ad affermare i diritti costituzionali con il proprio viso, il proprio nome, ha messo a rischio tutta la sua vita, e secondo voi, perché mai avrebbe dovuto farlo, se non fosse per la gravità stessa della situazione? Riflettete ed usate il vostro cervello, spegnete la televisione, studiate, informatevi!”

Grazie.

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