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SE LEGGI QUESTA LETTERA SEI LA RESISTENZA. DA UN UTENTE ANONIMO

Scrivo questa breve riflessione dopo aver visto la prima parte del video in cui Eugenio Miccoli ci mette di fronte a due alternative: tenere in vita il canale MePiù o farlo morire di stenti.

Scrivo questa breve riflessione dopo aver visto la prima parte del video in cui Eugenio Miccoli ci mette di fronte a due alternative: tenere in vita il canale MePiù o farlo morire di stenti. Credo che tutti gli iscritti a MePiù, o almeno la maggior parte, anche grazie ai video del canale e più in generale grazie all’informazione libera su Internet, sappia quanto sia basso il livello culturale dell’informazione oggi in Italia, e quanto sia carente la qualità dell’informazione. Vuol dire che, senza mezzi termini, è gravemente ignorante la classe dei giornalisti più influenti e quindi “potenti”, il che rispecchia un’ignoranza generalizzata che coinvolge anche la quasi totalità dei politici, e visto e considerato che i politici si conformano alle richieste del loro elettorato siamo di fronte ad un panorama culturale veramente sconcertante.

Se non ci fosse stata la Rete come terreno fertile per il giornalismo libero saremmo stati veramente senza speranza, in balia degli interessi dei pochi che comandano senza la minima opposizione e per noi senza appigli per poter sperare in un futuro migliore, ma è proprio grazie al giornalismo libero e indipendente (libero da quelli che comunemente sono chiamati “poteri forti” e indipendente da faziosità o da interessi di parte) che noi possiamo capire la gravità del quadro descritto pocanzi. Ebbene se noi lasciamo che questa bella realtà dell’informazione libera su Internet perda il prezioso contributo di MePiù stiamo implicitamente dicendo che l’informazione ufficiale, quella del cosiddetto “mainstream”, ci piace, che i servizi delle reti che impongono le loro versioni di parte come se fossero le uniche, ci vanno bene. Vorrebbe dire che ci accontentiamo delle carenze culturali di cui siamo vittime, e di cui siamo in tal modo anche complici. Vorrebbe dire che la scomparsa di una voce libera non ci interessa. Insomma negando un piccolo aiuto a MePiù stiamo dimostrando indifferenza e rassegnazione.

Quando un giorno, le prossime generazioni studieranno sui loro dispositivi digitali i tempi odierni, esattamente come noi abbiamo studiato nei libri la storia dei secoli passati, troveranno anche che rispetto alla dittatura culturale (che è sotto gli occhi di tutti, o per lo meno sotto gli occhi dei meno distratti), ci saranno state delle resistenze o dei tentativi di resistenza. Procedendo avanti potranno trovare parole e immagini relative o alla vittoria di questa resistenza, grazie al sopporto di sostenitori più sensibili, più convinti e tenaci che le hanno dato manforte, o al suo annientamento di fronte allo strapotere politico, mediatico, informativo e ahimè anche culturale di chi sta abusando della nostra debolezza.
MePiù è un tentativo di resistenza, la sua vita dipende da noi, per lo meno dai più sensibili e convinti, dai più consapevoli del rischio imminente e dai più tenaci in questa battaglia culturale.

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