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L’ICONOGRAFIA DELL’AUREOLA E IL PERCORSO DI “ILLUMINAZIONE” SPIEGATO FACILE. INTERVISTA A RICCARDO TRISTANO TUIS

Riccardo Tristano Tuis, è uno scrittore, compositore e ricercatore indipendente. Da oltre venticinque anni l’autore segue un percorso di ricerca che lo ha portato a studiare e praticare diversi indirizzi che spaziano dallo sciamanesimo alle scuole gnostiche fino allo Zen, passando dalla PNL agli studi sulle scienze di confine.

Riccardo Tristano Tuis, è uno scrittore, compositore e ricercatore indipendente. Da oltre venticinque anni l’autore segue un percorso di ricerca che lo ha portato a studiare e praticare diversi indirizzi che spaziano dallo sciamanesimo alle scuole gnostiche fino allo Zen, passando dalla PNL agli studi sulle scienze di confine. Inoltre l’autore si interessa allo sviluppo delle potenzialità umane attraverso lo studio dei programmi mentali che strutturano la consapevolezza e la percezione, all’interazione tra mente e materia e ai relativi codici di modellamento della realtà, che lo hanno portato a creare un metodo-scuola, denominato Zenix con cui avere accesso ai propri programmi mentali consci e inconsci, per risolverli e pervenire a un nuovo livello di mente più avanzato, con cui ri-programmare i propri potenziali e la propria realtà. Intervista di Alessandra Gardano McLeod.

1) Riprogrammazione neurale ed elettromagnetismo – Perché dovremo leggere Zenix?

L’essere umano è progredito notevolmente sotto il punto di vista tecnologico rispetto a solo cento anni fa ma mentalmente è rimasto una coscienza embrionale che non ha mai raggiunto un qualsivoglia stato di maturità interiore. L’educazione ha solo infarcito la sua testa di nozioni, preconcetti e limiti di ogni sorta che sono diventate sovrastrutture mentali che ragionano in sua vece. Per usare dei termini informatici in ambito psicologico l’essere umano è semplicemente un computer assemblato e l’assemblaggio è costituito principalmente dai condizionamenti che abbiamo ricevuto dallo stato prenatale fino alla pubertà. I software con cui lavora il nostro biocomputer che chiamiamo “cervello” si basano su quanto ci è stato insegnato dai nostri genitori, educatori, ecc. e dall’input sensoriale che abbiamo ricevuto. Se i nostri educatori presentano una mente condizionata e limitata a loro volta ci programmeranno a loro “immagine e somiglianza”. Condizionamenti e limiti di pensiero pertanto sono un marchio transgenerazionale che è diventato lo standard dell’evoluzione umana. Di fatto non potremmo nemmeno parlare di evoluzione se non fosse per una piccola percentuale di esseri umani che fanno una reale differenza e sono coloro che portano il cambiamento evolutivo all’interno delle società umane, sono la quinta colonna che porta un più alto ordine di consapevolezza e sono inevitabilmente sgraditi allo status quo e, spesso di riflesso, alle persone che sono circuite dal sistema stesso. È da questa tipologia di persone che origina l’idea del condizionamento, della limitazione, ecc. perché uno schiavo che non ha mai conosciuto la libertà non ha una struttura neurologica per concepire il concetto di libertà.

Questo significa che in una società manipolata come quella umana la libertà è qualcosa che va conquistata attraverso l’aprire la nostra mente allo sconosciuto altrimenti non saremo in grado di capire quanto profondamente siamo condizionati e limitati non avendo concetti di paragone. L’essere umano vive all’interno della Matrix, per usare una metafora cinematografica, e non ha modo di capirlo se non trova un modo di acquisire un nuovo punto di vista di consapevolezza, nuovi modelli esogeni al sistema in cui è confinato. Uno schiavo perfetto è colui che è ignaro di vivere una vita da schiavo e un ben noto meccanismo psichico lo porta a difendere la Matrix in cui è stato intrappolato. Possiamo vedere questo in tutta la sua agghiacciante manifestazione proprio in questo periodo in cui come piccoli agenti Smith, gli schiavi additano chi non indossa una mascherina e si proteggono dalle “ombre” generate nella mediatica caverna di Platone. Per risvegliare questi sistemi dormienti che non sono in grado di originare pensiero critico, figuriamoci pensiero proprio, si sono trovate delle tecniche nel corso del tempo per aiutarli ad uscire dalla programmazione sociale in cui sono soggetti. In tempi recenti si è usata l’espressione “riprogrammazione neurale” per riferirsi a tutta una serie di tecniche con cui disinstallare i condizionamenti che le persone hanno subito di modo da permettere loro di osservare la realtà da un punto di vista il meno condizionato possibile. Questo porta le persone a sentirsi meglio psicologicamente e fisicamente e la loro vita cambia radicalmente in meglio, avendo a monte una chiarezza mentale che prima non possedevano.

La chiarezza mentale aiuta a comprendere molti meccanismi emotivi e codici di come funziona la realtà e, pertanto iniziano a programmarsela con efficacia e non sono più preda di variabili nascoste che porta le persone ad essere vittime del proprio ambiente. Nella domanda hai fatto un parallelismo tra la riprogrammazione neurale e l’elettromagnetismo Alessandra, cosa di cui pochi potranno comprenderne il nesso. Nel condizionamento che abbiamo subito, specie quello accademico scientista che divide la conoscenza in specializzazioni che perdono la capacità di avere una visione d’insieme, vediamo il corpo e il cervello come un aggregato di cellule che comunicano principalmente attraverso la chimica. Be’ questa visione è decisamente limitata e grossolana se pensiamo a come la comunicazione cellulare avvenga su bande di frequenza elettromagnetica che vanno dall’infrarosso fino all’ultravioletto.

Per comprendere la mente e il cervello umano dobbiamo ruzzolare nella nanometrica tana del Bianconiglio, ossia la matrice da cui la vita umana e il suo pensiero prende forma. Il cervello umano è un biocomputer costituito da microprocessori che generano coscienza, questi microprocessori le neuroscienze li hanno definiti “microtubuli”. I microtubuli sono dei nanometrici lettori del cosiddetto campo elettromagnetico che l’uomo di strada chiama comunemente realtà fisica, mentre i buddhisti e Schopenhauer l’hanno denominato “velo di Maya”. Questo campo in cui è confinato l’uomo io preferisco definirlo “videogioco olografico” poiché la percezione e la realtà umana si basa proprio su principi olografici, cosa che ancora troppi scienziati non sono in grado di comprendere a causa del loro condizionamento accademico. I microtubuli sono anche gli occhi dell’anima che si interfaccia alla realtà olografica attraverso un “guanto virtuale” che chiamiamo corpo umano. Di fatto la codificazione della realtà sotto forma di molteplici codici che chiamiamo forma, colore, movimento, ecc. con cui rappresentiamo la realtà provengono dai microtubuli che generano gli ologrammi neurali con cui cataloghiamo tutto in cose, persone, tempi ed eventi. Senza questi codici la realtà sarebbe vista per quello che è: campi di energia interconnessi.

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Se il nostro cervello è programmato a codificare la realtà in un determinato modo noi osserveremo questa attraverso tale filtro, ed è per questo che in molte tradizioni iniziatiche l’essere umano è stato paragonato a un cieco; e lo è davvero perché i filtri sociali, i software mentali con cui è stato programmato, lo portano ad osservare solo una codifica specifica non permettendogli di vedere la realtà da un punto di vista più espanso. Varie tradizioni iniziatiche hanno lo scopo di aiutare le persone a liberarsi da tale cecità e chiamano questo processo “illuminazione”. Non esiste parola più adatta giacché di fatto c’è un reale processo di illuminazione nel senso che tutto verte sul flusso elettronico del cervello che segue uno specifico percorso e possiede una specifica quantità d’energia per generare questo processo. Non potrebbe essere altrimenti poiché fondamentalmente la coscienza umana si basa sull’elettrone che non solo è il vettore dell’informazione della Matrix, sia esso un cervello umano o un computer, ma è anche il vettore della vita umana e artificiale poiché un corpo o un computer senza elettricità non è nella modalità “vivo”. Di fatto è possibile misurare la consapevolezza umana anche dall’emissione biofotonica, ossia i fotoni generati dal corpo umano che sono il prodotto del flusso elettrico. Noi possiamo riconoscere una persona sana da una malata poiché la persona fisicamente sana emette molti più biofotoni di una persona malata. Possiamo riconoscere anche una persona che opera da uno stato di coscienza ordinario, lo schiavo citato in precedenza, da una persona che opera da uno stato di consapevolezza più alto poiché quest’ultima emette una quantità di radiazione fotonica di molto maggiore.

L’iconografia religiosa dell’aureola ad esempio è un antico retaggio di tutto ciò, poi distorto dalle religioni secolari la cui funzione primaria è quella di generare schiavi. Questo secondo tipo di persone a volte gli si dà l’aggettivo di “persona magnetica” e non a caso visto che il loro campo elettrico è più forte e pertanto sprigionano un maggior magnetismo che altri non è che l’effetto del flusso elettrico sprigionato dal suo biocampo (noto nella spiritualità come aura). Dunque il risveglio umano può essere codificato attraverso l’elettromagnetismo e questo spiega il perché nelle antiche tradizioni all’adepto veniva insegnato a non sprecare la propria energia con il cattivo pensiero e la cattiva condotta poiché l’energia mentale che costituisce buona parte dell’energia fisica del corpo doveva essere preservata e aumentata attraverso delle tecniche di modo da incrementare il flusso elettronico tra l’osso sacro, il nome stesso è rivelatorio, e il cerebro umano. In questa fase bisogna abituare anche il sistema nervoso dell’iniziato a sopportare sempre più energia e con essa padroneggiare il nuovo stato coscienziale che si viene a creare.

In questo periodo storico in cui si sta facendo costante terrorismo mediatico che porta le persone ad abbassare la loro energia attraverso la paura, è particolarmente interessante, alla luce di quanto detto poc’anzi e in tale deplorevole pratica leggo quanto lo status quo abbia l’acqua alla gola e stia facendo di tutto per rallentare un inevitabile processo di risveglio sociale. Per rispondere infine alla parte finale della domanda, Zenix è un corpus di conoscenze indirizzate allo sviluppo delle potenzialità umane al cui interno vengono presentate tecniche e metodologie antiche e moderne acquisite durante il mio percorso formativo o che ho sviluppato in seguito, la cui funzione è quella di migliorarci come esseri umani aiutandoci a portarci a un nuovo livello di mente e potere interiore. Dunque più che leggere Zenix o qualsiasi altra opera il cui fine è il lavoro su di sé, è necessario applicare quanto si legge perché ci sono troppe persone che si fermano alla lettura e all’aspetto intellettuale di determinate conoscenze anziché fare il reale lavoro di sviluppare i propri potenziali. L’intelletto fine a se stesso è un vicolo cieco che non porta da nessuna parte se non mettiamo in pratica ed esperiamo quanto abbiamo studiato.

2) In che rapporto sta il potere poietico delle coscienze con il linguaggio ipertrofico?

Domanda alquanto affascinante. Per il lettore che non ha dimestichezza con questa parola possiamo dire che la poiesi è il nostro atto di portare in essere qualcosa che prima non esisteva. Il potere poietico è dunque la capacità di un creatore di creare qualcosa dal nulla relativo o dagli elementi che lo circondano. Personalmente considero la poiesi il nostro antico retaggio di creatori e non di creature come le religioni secolari hanno fatto credere a generazioni di schiavi mentali. Nella nostra attuale società materialista – consumista si da troppa attenzione allo sport in quanto trasversalmente collegato al culto del corpo o al consumo della tecnologia rispetto al proprio personale sviluppo artistico. L’arte è il linguaggio dell’anima e se ben indirizzato questo sviluppo diventa una forma di spiritualità e di meditazione attiva a cui nessuna religione occidentale può lontanamente avvicinarsi. Seppur nella sua rigidità della forma amo lo zen per come cerca di far sopravvivere la poesia e l’estetica nell’arte della calligrafia, nella cerimonia del tè o nel tiro con l’arco. Ci deve essere grazia nel come prendiamo in mano una tazzina, nel modo in cui comunichiamo, in ogni nostro modo di espressione nella vita. Lo status quo è consapevole dell’importanza dell’arte nella società come strumento di ingegneria sociale ed è per questo che ha sistematicamente distorto l’arte in forme espressive sempre più grottesche, distorte, violente, ecc. Degradando l’arte si degrada la società stessa e questo vale anche per il linguaggio.

Un linguaggio che ha meno parole, sinonimi, ecc. con cui esprimersi è un linguaggio che impoverisce il nostro modo di rappresentare il mondo e le nostre idee. Ogni singola parola è come se fosse un pezzo di lego, per costruire qualcosa di imponente o per far cogliere delle piccole sfumature c’è bisogno di una ricchezza semantica che al momento non solo non c’è ma che si sta perdendo sempre di più nel corso dei secoli. Ciò che sono aumentate nell’ultimo periodo sono solo parole tecniche che porteranno sempre di più l’uomo a diventare una macchina, l’obiettivo dei transumanisti che oggi hanno in mano il mondo. Per la relatività linguistica Il linguaggio in una società va a modellare il pensiero dei suoi appartenenti e questo è alquanto interessante se lo associamo al fatto che l’ingegneria sociale si è servita della programmazione mentale attraverso il linguaggio ideologico che ha intenzionalmente modificato il senso delle parole al fine di manipolare e sviare la società stessa. Paradossalmente ritengo che da questo impoverimento del linguaggio a cui però si è creato una ridondanza da parte dei mass media si è dato vita a una ipertrofia comunicativa con cui i pifferai neuro-semantici indottrinano le persone al pensiero unico. Ritengo che ora, più che mai, c’è bisogno che l’essere umano si disintossichi dai mass media e vari social e si inizi a creare la cultura del silenzio, giacché solo da uno stato di silenzio possiamo imparare o esplorare quell’infinito microcosmo chiamato “essere umano”.

3) Cosa c’entra la Ghiandola Pineale con la vaccinazione di massa?

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Nel mio libro: “Programma la tua realtà quantica” tratto il tema della ghiandola pineale e della sua importanza, assieme alla pituitaria, nell’espansione della nostra consapevolezza. Queste due ghiandole sono la “fabbrica delle meraviglie” nel senso che se stimolate attraverso la meditazione, tecniche che fanno uso della rotazione dell’occhio, della lingua, o del buio, modificano massivamente la neurochimica cerebrale emettendo diversi neurotrasmettitori e anche ormoni, che oltre a farci stare benissimo fisicamente, basti pensare all’ossitocina, ci portano una brillantezza e chiarezza della mente di cui la maggior parte delle persone non ha mai fatto esperienza. Tutto parte dall’aminoacido triptofano che muta in serotonina e dalla trasformazione di quest’ultima in quelle che nel mio libro ho definito “molecole dell’illuminazione”.

La serotonina è collegata a un maggiore sviluppo delle funzioni intellettive e, contemporaneamente, a un’inibizione sessuale. Gli individui intelligenti hanno uno sviluppo tardivo della sessualità e le persone all’interno di un percorso di consapevolezza e lavoro interiore diventano sempre meno dipendenti dallo schiavismo chimico che genera la sessualità. Peculiare è come l’albero della Bodhi, l’albero sotto cui la leggenda narra il Buddha raggiunse l’illuminazione, produce dei fichi che hanno un contenuto di serotonina particolarmente alto. La dieta del Buddha era forse correlata al suo stato di consapevolezza? Ritengo che una dieta a base di triptofano non ti faccia illuminare ma comunque aiuta ad andare nella giusta direzione se viene integrata con un lavoro su di sé. Il vegetarianismo o il veganismo non ha prodotto alcun essere illuminato ma è comunque un’attitudine in direzione di una sensibilità e presa di consapevolezza maggiore, ma quello che conta ancor di più è il cibo dell’anima, ossia il lavoro su di sé.

La vaccinazione di massa, specie per le moderne terapie geniche che vanno a lavorare con l’RNA messaggero e il DNA ricombinato o i “vaccini sporchi” invece, vanno nella direzione opposta al risveglio delle coscienze. Questo perché oltre a deresponsabilizzare le persone a coltivare la propria salute attraverso il giusto stato mentale, ricordiamo che la maggior parte delle malattie ha un’origine psicosomatica in grado di attivare o disattivare specifici geni, si sta mettendo a repentaglio la salute pubblica con medicinali la cui sicurezza non è stata scientificamente comprovata. Questo non significa che dobbiamo demonizzare tutti i vaccini o la medicina in generale, ciò che va demonizzato è l’ingegneria genetica attualmente in opera attraverso una pandemia creata mediaticamente con il beneplacito delle istituzioni al soldo della pharma-cupola.

Ciò che va demonizzato sono le lobby del farmaco che piegano i governi ai loro desideri e dobbiamo sempre ricordarci che chi crea farmaci non ha alcuna intenzione di curare realmente le malattie perché altrimenti il suo business verrebbe meno. Pertanto le malattie bisogna crearle al fine di aumentare i profitti e non è un caso che la salute pubblica fisica o psichica stia peggiorando e ci sono un numero esorbitante di morti per malattie iatrogene ogni anno, che supera di gran lunga quelli della pandemia fake a cui i giornali dedicano ogni giorno pagine e pagine e sono profumatamente pagati per farlo. L’umanità è a un bivio e ora più che mai è giunto il tempo di risvegliarsi dallo stato di incoscienza cui versa questa società morente.

Di seguito articoli e approfondimenti dell’autore:

  • L’origine delle famiglie che dominano il mondo
  • In Libreria con Barbara: 3 domande a Riccardo Tristano Tuis
  • Il linguaggio della persuasione e la tecnica del Canone Inverso
  • Alumbrados – La Massoneria e gli Illuminati di Baviera – Chi Erano e Cosa Hanno Fatto
  • L’Aristocrazia Nera – Anteprima del libro di Riccardo Tristano Tuis

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