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INCHIESTA

Le minacce di Kissinger ad Aldo Moro: un caro prezzo. MORO-LEAKS

“Presidente, lei o la smette o la pagherà cara, molto cara”. Queste le parole che Henry Kissinger disse a Moro. MORO-LEAKS: La più completa raccolta di fatti e informazioni documentali su Aldo Moro sul ‘caso Moro’ attualmente in circolazione. Eugenio Miccoli intervista Gero Grassi

Presidente, lei deve smettere di perseguire il suo piano politico per portare tutte le forze del suo Paese a collaborare direttamente. Presidente, lei o la smette o la pagherà cara, molto cara. Questo è un avvertimento ufficiale“. Queste le parole che Henry Kissinger, 56º Segretario di Stato degli Stati Uniti, disse a Moro in tono di minaccia.

La ‘Commissione Moro 2’ ha chiesto negli anni la rogatoria internazionale per ascoltare Kissinger: ovviamente gli Stati Uniti non hanno voluto concederla. Nel 1976, Moro, Presidente del Consiglio, è di fatto escluso dal vertice di Portorico perché tedeschi, francesi, inglesi e americani vogliono far pagare la possibilità che i comunisti italiani vadano al Governo. 

Nel novembre del 1977 Moro, passeggiando in transatlantico con un Senatore democristiano – Vittorio Cervone di Latina – dice: “Caro Vittorio, ci faranno pagare caramente la nostra linea politica, ma dobbiamo andare avanti. Dobbiamo spostare i comunisti da Mosca in Europa, governare con loro i difficili processi dell’inflazione e del terrorismo e poi chiedere al popolo italiano chi, tra noi e loro, vincendo le elezioni dovrà governare. Gli altri faranno minoranza e si prepareranno a vincere le votazioni successive”. La democrazia compiuta di Moro, cioè la volontà di sbloccare il 34% degli italiani che vota PCI, che è ibernato all’opposizione, non è finalizzata a portare i comunisti al Governo, ma a rendere l’Italia un Paese dove forze, entrambe democratiche, si alternino alla guida del Paese agendo in positivo per creare un’Italia migliore.

Il 17 gennaio del 1978 a “Villa Wanda” – la casa di Licio Gelli, il capo della P2, ad Arezzo – ci sono i Generali comandanti dell’Esercito, Aeronautica, Marina, Carabinieri, Finanza e Polizia. Per la storia, questi vertici militari sono tutti incarichi successivi al Governo in carica, quindi sono stati fatti dopo le votazioni del 20 giugno 1976 con la partecipazione diretta del Ministro degli Interni Francesco Cossiga e con il consenso di Ugo Pecchioli – responsabile Interni del Partito Comunista Italiano. Caso strano, questi vertici sono tutti iscritti alla P2.

Gelli dice: “I fratelli americani ci chiedono di interrompere il circuito politico voluto da Aldo Moro, perché se i comunisti italiani vanno al Governo conosceranno i segreti della NATO”, poi aggiunge: “Anche i sovietici ci chiedono che i comunisti italiani non vadano al Governo, perché sennò loro avranno difficoltà a spiegare i carri armati di Budapest e di Praga“.

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