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La protesta dei camionisti canadesi approda in Europa

Da Ottawa parte uno spirito risorgimentale che potrebbe diffondersi in Europa. La protesta dei camionisti canadesi, in contrapposizione all’obbligo di vaccino anti-Covid, è vista con interesse da altri popoli che si preparano ad emularla. 

Da Ottawa parte uno spirito risorgimentale che potrebbe diffondersi in Europa. La protesta dei camionisti canadesi, in contrapposizione all’obbligo di vaccino anti-Covid, è vista con interesse da altri popoli che si preparano ad emularla. 

Su svariati canali Telegram di altre Nazioni dilagano gli esperimenti di una mobilitazione su modello canadese, in Italia addirittura è stata annunciata una grande giornata di manifestazioni il 14 febbraio. Sulla stampa Mainstream si parla ad esempio del gruppo italiano, ‘Italian Freedom Convoy‘, che ha quasi 18mila iscritti. Alla guida di queste proteste ci dovrebbe essere Nicola Franzoni, uno dei leader che ha presieduto numerose manifestazioni tra cui quella del 9 ottobre 2021 in Piazza del Popolo, accompagnato dai soliti personaggi pittoreschi e controversi come l’ex Generale dell’arma dei carabinieri, Antonio Pappalardo. Il prefetto di Roma ha però vietato le manifestazioni non autorizzate su tutto il territorio della provincia di Roma, dal 9 al 14 febbraio.

Più organizzati i francesi, i quali hanno già stilato una mappa di tutti i punti di raccolta nelle varie città transalpine tramite specifici canali. ‘Convoy France Officiel‘, ad esempio, ha annunciato che numerosi “convogli” si raduneranno a Parigi venerdì sera per chiedere il “rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali”. Una continuità di ciò che era iniziato con i “gilet gialli”, forse? Sicuramente, tre anni dopo quel grande moto di popolo, la rabbia dei cittadini è aumentata sia a causa delle restrizioni sanitarie sia dell’impatto economico e occupazionale causato dalla pandemia. 

Anche i Paesi Bassi, sono al centro dell’attenzione dei media, in quanto si sono rivelati tra i maggiori teatri di manifestazioni ‘no pass’, tanto che anche sabato 12 febbraio si preannuncia una giornata movimentata ad Amsterdam. 

In ogni caso il malessere dei ceti popolari e delle ormai ex classi medie sta trovando una nuova bandiera sotto cui raccogliersi, quella popolare, che sta sostituendo sempre di più la partitocrazia. Forse è proprio per questo che anche una fetta della classe politica sta tentando di cavalcare tale malcontento. Dagli Stati Uniti, si sono infatti schierati a favore delle proteste anche diversi politici repubblicani, l’ex presidente americano Donald Trump in primis. Adesso non rimane che vedere se quanto avvenuto in Canada avrà realmente un seguito in Europa e più in generale nell’occidente.

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